10/04/2008HOME > NEWS > CD, DVD musica, SACD e DVD-A

IVA al 4% in edicola per CD e DVD: scorretto secondo AIRES

"L'Associazione Italiana Retailer Elettrodomestici Specializzati definisce sleale il regime fiscale legato alla diffusione attraverso il circuito delle edicole di DVD e CD"

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AIRES, l'Associazione Italiana Retailer Elettrodomestici Specializzati, ha fatto circolare un comunicato nel quale esprime tutte le proprie perplessità circa il regime fiscale legato alla diffusione attraverso il circuito delle edicole di DVD e CD venduti come “collaterali”, ovvero allegati senza obbligo di acquisto, di riviste e giornali.

Ecco uno stralcio tratto dal comunicato ufficiale:
Questa pratica, ad avviso di AIRES, costituisce un caso di concorrenza sleale. I prodotti venduti in edicola infatti, qualsiasi sia la loro natura, grazie ad un’interpretazione secondo AIRES capziosa della legge sull’editoria, scontano un’IVA ridotta al 4%: questo costituisce un vantaggio ingiustificato rispetto agli stessi CD e DVD commercializzati attraverso altri punti vendita che scontano un’IVA al 20%.

A parità di prezzo finale lo stesso prodotto sconta nei diversi canali un’imposizione fiscale che diverge di ben 16 punti percentuali, con effetti distorsivi sulla concorrenza e il mercato: questa situazione è ancora più grave perché i collaterali sono divenuti prodotti venduti in larga parte separatamente dalla testata (quotidiano o periodico) a cui dovrebbero essere allegati. Non vengono inclusi nelle rese e rimangono in commercio per un tempo più lungo del giornale a cui dovrebbero essere acclusi. Tant’è vero che molte edicole, in tutt’Italia, espongono ormai in maniera separata e autonoma CD e DVD in appositi scaffali: la distorsione di mercato è stata rilevata anche dalla Commissione anti-trust e segnalata al Governo.

“Ci auguriamo”, spiega Pierluigi Bernasconi, Vicepresidente AIRES, “che le autorità vogliano armonizzare le aliquote tenendo conto degli interessi dei consumatori e dunque non allineando l’imposizione fiscale al 20% ma, ove non fosse possibile estendere il beneficio di un’IVA ridotta al 4% a tutti i supporti audio e video che si opti per un’aliquota intermedia che permetta di equiparare i canali di vendita senza penalizzare ulteriormente un mercato che sconta gravi difficoltà dovute alla concorrenza sempre più pressante dei contenuti diffusi via Internet”.

AIRES auspica che si possa approfondire la tematica e ritornerà sull’argomento attraverso ulteriori sollecitazioni alle autorità competenti.



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Inviato da: Ziglio il 10/04/2008 15.48.11
chissà a quali gruppi fanno capo gli editori di quei giornali e riviste ?
... ah è vero, sempre i soliti intoccabili :-((
Inviato da: lorenzo65 il 10/04/2008 15.52.34
La seconda "CASTA"
Inviato da: NickOne il 11/04/2008 18.09.34
Che cosa perderemmo in termini di sevizi se tutti i soft avessero la sessa IVA al 4%?
Qualcuno ne ha idea?
Inviato da: lorenzo65 il 19/11/2008 16.54.28
una casta da castrà

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