Nati per garantire un migliore resa nelle riprese video in movimento, gli stabilizzatori nel tempo si sono perfezionati e hanno allargato il proprio raggio d’azione alla fotografia. La possibilità di ridurre il pericolo di brutte sorprese dovute al movimento in fase di scatto risulta apprezzata non solo dai meno esperti ma anche dagli utenti più evoluti soprattutto in fase di riprese con teleobiettivo. Oltre alle macchine fotografiche compatte, ormai praticamente anche tutti i modelli di macchine reflex prevedono un sistema di riduzione delle vibrazioni. In particolare, su alcuni modelli a ottica intercambiabile, lo stabilizzatore è integrato anche nell’obiettivo.
In casa Canon attualmente sono 21 gli obiettivi presenti in catalogo classificati come IS, vale a dire i modelli dotati di stabilizzatore, in grado di compensare fino a 5 stop. Ora l’azienda intende compiere un ulteriore passo avanti, con la messa a punto della tecnologia Hybrid IS capace di compensare sia le vibrazioni angolari rispetto al piano focale, tipiche di una mano poco ferma, sia quelle verticali, più frequenti nelle riprese ravvicinate, della fotocamera.
La nuova tecnologia incorpora quindi non più un singolo sensore ma una coppia. Oltre a quello tradizionale per rilevare la vibrazione dell’ottica rispetto alla fotocamera, un secondo legge l’accelerazione alla base della quantità di vibrazioni verticali. Un algoritmo si occupa quindi di combinare i risultati dei due sensori e muovere le lenti dell'obiettivo al fine di compensare entrambi i tipi di movimento. I primi modelli di ottiche con tecnologia Hybrid IS sono attesi per la fine dell’anno.