A giudicare dal prezzo, ci si potrebbe quasi aspettare una reflex. Dal vivo invece, l’aspetto non è molto diverso da una compatta, anche se rivolta certamente a chi con la fotografia ha una certa confidenza. I 649 euro del prezzo di listino della Ricoh GRD III vanno quindi spiegati in altro modo.
A un’analisi più approfondita, qualche fattore distintivo in effetti emerge. Non tanto i 10 Megapixel del sensore CCD, né tantomeno il display da 3” con risoluzione VGA da 920.000 punti, quanto soprattutto la luminosità. L’apertura dell’obiettivo con zoom ottico 4x è infatti f 1.9/ 28 mm, valore di tutto rispetto e difficile da trovare non solo nella categoria ma anche in numerosi lenti fornite di serie con le reflex. In particolare, l’obiettivo consente di scattare a velocità nettamente superiori alla concorrenza, risultando particolarmente portato anche per la fotografia macro.
La risoluzione non elevatissima, considerando l’utenza di riferimento, è inoltre compensata dal processore GR Engine III, il quale promette una riduzione del rumore, viene assicurato, in grado di garantire la qualità degli scatti e consentire riprese senza sorprese anche a valori di sensibilità elevati.
Tra le funzioni che ne fanno una fotocamera degna di una prova approfondita, anche la funzione Pre-AF, grazie alla quale tenere sempre a fuoco la scena senza premere il tasto di scatto, la modalità di salvataggio RAW e la funzione Dynamic Range Double Shot, un doppio scatto in seguito mixabile per migliorare la qualità dell’immagine mediando i valori registrati dalle due immagini.
Come nei modelli precedenti infine, è disponibile la modalità di personalizzazione, cioè la regolazione della sensibilità del pulsante di rilascio dell’otturatore.