07/09/2009HOME > NEWS > Digital Imaging

Arriva Frankencamera, sfida open source alla fotografia digitale

"Dall'Università di Stanford ecco il prototipo, esteticamente non impeccabile, di una macchina fotografica con software libero e modificabile a piacere"

Frankencamera, open source, fotocamera digitale, macchina fotografica opensource, Stanford

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Il nome non appare subito dei più invitanti, ma l’idea è di quelle degne di attenzione, da cui potrebbero scaturire importanti novità nel mondo della fotografia digitale. E non solo perché si tratta di un progetto scaturito da un’Università di primo livello quale può essere Stanford.
Dal lavoro di Marc Levoy, titolare della cattedra di Computer Science ed Electrical Engineering, e del laureando Andrew Adams (nella foto) ha preso forma il primo esemplare di macchina fotografica open source.

L’idea è quella di svincolare una macchina fotografica dai limiti del software adottato e preinstallato dal produttore. Il risultato: una macchina fotografica dove messa a fuoco, esposizione, otturatore, flash e le altre impostazioni vengono gestite da un software a propria scelta tra quelli realizzati o personalizzati da un qualsiasi programmatore.

Il prototipo messo a punto non si distingue certo per l’estetica, da qui il nome Frankencamera, ma è concepito per mettere un utente in grado di scaricare liberamente un’applicazione sulla propria fotocamera in modo non molto diverso da quanto avviene attualmente con l’iPhone.

La Frankencamera sarà disponibile per grande utenza nel giro di un anno, secondo le indicazioni degli ideatori, e sarà inoltre possibile inserire modifiche in qualunque momento, al fine di apportare migliorie, seguendo la stessa filosofia alla base del successo di Linux o Mozilla. Per i più audaci, inoltre, si apre la possibilità di mettere in pratica e sperimentare qualsiasi nuova idea per la messa a punto della propria macchina fotografica.

Tra gli esempi concreti più interessanti, il professor Levoy illustra la possibilità, attraverso un semplice modulo software, di scattare una serie di immagini dello stesso soggetto ma con impostazioni di esposizione diverse e combinarle tra loro al fine di ottimizzare il valore di ogni singolo pixel. Come spiega l’inventore della Frankcamera: “Un algoritmo ben conosciuto ma che attualmente nessuna fotocamera in commercio consente di eseguire e realizzabile solamente a PC”.



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Inviato da: MAXINMARE il 07/09/2009 17.01.40
Figo :cool: !! Perchè nessuno ci ha pensato prima!!

Pensandoci sarebbe bello se anche i firmware dei tv e dei vpr fossero aperti all'open source....;)
Inviato da: htp il 07/09/2009 21.03.46
Eh, Magari Max.
Inviato da: aventuri il 08/09/2009 17.50.14
ci sara' dietro tutto il marketing di stanford.edu ma non direi proprio che la frankencamera e' la prima camera open source e neanche, avendo letto i dettagli presenti, la piu' interessante per sviluppare veramente nuovi algoritmi per le riprese, sia video in movimento che fisse.

Vi consiglio caldamente di navigare il sito della Elphel http://www.elphel.com, il wiki ed anche il suo blog http://blog.elphel.com/ dove giustamente mettono in luce che Elphel e' venuta prima..

sono gia' disponibili camere a costo ragionevole che possono veramente essere ottimizzate per nuove idee di utilizzo. c'e' anche questo sito per il digital cinema open source http://cinema.elphel.com/ .

E' un progetto/prodotto ancora molto innovativo e quindi richiede utenti che capiscano il livello di competenze necessarie per maneggiare il kit e ottenere dei risultati.

Ovviamente non ho nessun interesse economico in merito, ma spero che qualcuno trovi utile queste informazioni.

ciao

andrea

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