Sempre fedele alla propria linea di pensiero incentrata su tecnologie di produzione rigorosamente manuali e una cura quasi maniacale di tutto quanto concorre a garantire l’affidabilità di un prodotto, Leica sancisce un nuovo importante passo avanti nella propria storia. Forse non sarà esattamente la rivoluzione annunciata nei giorni scorsi, ma la nuova M9 rappresenta comunque una tappa importante nella fotografia digitale. Si tratta infatti di una macchina fotografica digitale con ottica intercambiabile, ma del tutto particolare.
Oltre al sistema di messa a fuoco a telemetro caratteristico del marchio tedesco, compare per la prima volta su un apparecchio di questa categoria un sensore in pieno formato da 24x36 mm, vale a dire lo stesso utilizzato sulle reflex tradizionali a pellicola. Attualmente, sensori di questa dimensione sono disponibili solamente su alcuni modelli a uso professionale di Canon e Nikon più uno di Sony. La maggior parte dell’offerta reflex utilizza invece un sensore APS-C, di formato inferiore e paragonabile alle dimensioni delle pellicole APS.
Il nuovo sensore CCD full-size da 18 Megapixel sviluppato in collaborazione con Kodak consente quindi agli appassionati del bollino rosso di sfruttare gli obiettivi della serie M con lo stesso angolo di campo dei modelli a pellicola compreso tra 16 e 135 mm.
Tra le altre caratteristiche rilevanti, al fine di sfruttare in pieno la potenzialità delle ottiche Leica, la presenza nel sensore di un filtro infrarosso, così da rendere inutile l’utilizzo di filtri UV/IR montati sull’obiettivo.
Nell’occasione, Leica ha presentato anche la X1, compatta di lusso, con sensore CMOS in formato APS-C da 12,2 Megapixel pensata per fotografi interessati soprattutto alla praticità. L’obiettivo fisso ha luminosità f2.8 e focale da 24 mm (36 mm equivalenti in formato 35 mm).