17/02/2011HOME > NEWS > Eventi

Mobile World Congress 2011: un successo senza paragoni

"Si spengono i riflettori sul Mobile World Congress di Barcellona. Con oltre 60 mila visitatori e 1400 aziende espositrici, l'edizione 2011 è la più ricca di sempre. E se tra due anni il MWC sbarcasse a Milano?"

Mobile World Congress, Android, Windows, tablet, pad, smartphone

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Cala il sipario sul Mobile World Congress, la più importante manifestazione dedicata al segmento mobile. Secondo i primi dati resi noti dall'organizzatore l'edizione appena conclusa è la più partecipata di tutti i tempi, non solo perché ha segnato un consistente incremento di visitatori selezionati (60 mila contro i 49 mila dello scorso anno), ma anche perché sono aumentate le aziende espositrici e i prodotti esposti.
Come avevamo anticipato nei giorni scorsi, i trend emersi dalla “fira” di Barcellona sono sostanzialmente due. Da un lato Android in tutte le sue declinazioni, dall’altra Apple che, pur senza essere presente fisicamente alla manifestazione, ha lasciato ancora una volta il segno. E questo perché da un lato le sue creature portatili rappresentano il modello di riferimento per l’intero mercato, dall’altro perché ieri Apple, proprio a Barcellona, ha vinto un Global Mobile Award per il miglior apparecchio presentato sul mercato nel 2010. Di quale dispositivo si tratta? Semplice, l’iPhone 4. Lo smartphone che secondo la giuria che lo ha premiato dispone di uno schermo eccellente, un design curatissimo nei minimi dettagli, materiali di pregio e un universo parallelo a quello reale fatto di migliaia di applicazioni. Insomma, l’iPhone rappresenta lo standard con il quale gli attuali dispositivi basati su Android & Co. e quelli futuri dovranno confrontarsi.
Dicevamo di Google. Secondo Eric Schmidt, CEO di Big G, con oltre 300 mila dispositivi attivati ogni giorno, Android è la piattaforma mobile che cresce più di tutte le altre. Numeri eclatanti che parlano di un mondo in rapida evoluzione nel quale tutti saranno collegati e tutto sarà connesso. Non a caso Schmidt sostiene che nel giro di due anni oltre due miliardi di persone saranno connesse a Internet attraverso un dispositivo mobile di nuova generazione, smartphone o tablet non fa differenza, molti dei quali verosimilmente saranno basati su Android (almeno è quello che spera Google). Un OS che è trasversale, cioè funziona sia con i super cellulari sia con i tablet, e che con buona probabilità sarà unificato entro la fine di quest’anno così come ha fatto Apple con il suo iOS. Un grande impegno quello di Google che ha portato da subito copiosi frutti, visto che a Barcellona tutti i principali player dell’elettronica di consumo hanno partecipato con prodotti nuovi. È il caso di LG che, un po’ in ritardo rispetto a Samsung e Apple (d’altro canto lo sono tutti), ha svelato la sua interpretazione di questo mondo mobile in gran fermento che si basa addirittura sull’unione dei due trend che reggono oggi le sorti della consumer electronic. E cioè tablet e smartphone da un lato, tecnologia tridimensionale dall’altro. E ancora Samsung, giunta addirittura alla seconda generazione dei Galaxy, HTC che con il Flyer si aggancia a piattaforme di intrattenimento online, Rim con il suo elegante PlayBook, Acer che per l’occasione ha creato addirittura un’intera famiglia di prodotti portatili. Così come ha fatto Google con Android, a Barcellona si sono affacciate anche altre aziende con soluzioni proprietarie. È il caso di HP che dopo l’acquisizione degli asset di Palm ha realizzato una piattaforma alternativa a tutto e tutti. Alternativa anche a quella di Microsoft, che da sempre rincorre i concorrenti nel mondo dei cellulari evoluti. Certo Windows Phone c’è, ma non ci pare che i principali produttori si siano stracciati i vestiti per utilizzarlo. A parte Nokia, chiaramente, ultimamente in difficoltà con il quasi moribondo Symbian.
Una nota a margine: proprio nei prossimi mesi si svolgerà il concorso per stabilire in quale città euorpea si terrà la manifestazione tra il 2013 e il 2017. Dopo la selezione di un paio di mesi fa le città rimaste in "gara" sono solo quattro e tra queste c'è anche Milano che potrebbe ospitare l'evento nel nuovo polo fieristico di Rho-Pero. Un'opportunità da non trascurare visto che l'indotto della fiera sarebbe stato quantificato per il periodo d'apertura dei padiglioni in 450 milioni di euro. Un ghiotto boccone che le atre tre pretendenti (Parigi, la stessa Barcellona e Monaco) non intendono lasciarsi sfuggire.


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