Il Digitale Terrestre arriva sul Satellite
"In un articolo pubblicato giovedì scorso su "Il Sole 24 Ore" si comunica la creazione della società Tivù S.r.l., che si occuperà della diffusione dei canali digitali sia sulla piattaforma digitale terrestre che sul satellite. Rai e Mediaset sono i soci di maggioranza, ma anche La7 può contare su una quota di partecipazione"
Chi da anni si batte per avere i canali nazionali anche sul satellite, magari per una scarsa copertura del segnale terrestre, sarà felice di sapere che è stata costituita, a fine Settembre, Tivù S.r.l. La notizia è apparsa su "Il Sole 24 Ore" di Giovedì 9 Ottobre per mano di Marco Mele e farà molto parlare di sé nei prossimi mesi. La società ha infatti il non facile compito di promuovere la piattaforma digitale terrestre in Italia, compreso l'acquisto dei decoder, ma anche di presentare un'offerta per i canali gratuiti sul satellite, in nome della neutralità tecnologica.
I soci di maggioranza sono Rai e Mediaset, con una quota del 48% ciascuno, mentre la partecipazione di La7 è del 4%. Alla Rai è toccata la presidenza della società con Luca Balestrieri, mentre il ruolo di consigliere delegato spetta ad Alberto Sigismondi, dirigente di Mediaset.
Saranno presenti due marchi, Tivù e Tivù Sat: il primo sarà attivo entro la fine dell'anno e si occuperà della promozione della piattaforma DTT italiana, Tivù Sat dovrebbe invece vedere la luce nel primo semestre del 2009, forse entro marzo.
I canali diffusi via satellite saranno criptati con lo standard Irdeto, dal momento che i diritti di visione dei canali terrestri riguardano solo il territorio italiano e il satellite va ben oltre i confini nazionali.
Non ancora definita, invece, la scelta della posizione orbitale da cui verrà trasmesso il bouquet. La società potrebbe puntare a utilizzare il satellite Hotbird a 13.0°E, lo stesso da cui trasmette Sky, per evitare di dover obbligare gli utenti a puntare le parabole su due posizioni diverse. Non a caso, si apprende dall'articolo de "Il Sole 24 Ore", è stata rifiutata un'offerta fatta da Eutelsat, presumibilmente per la posizione di 16.0°E. La visione dei canali Tivù Sat sarà però possibile solo a chi acquisterà un decoder (o un modulo di accesso condizionato, CAM) compatibile con Irdeto, in quanto lo SkyBox non permette di vedere canali che non siano criptati in VideoGuard o trasmessi in chiaro.
In tal senso, ci auspichiamo che la "pensionata" legge sul decoder unico torni in vigore e venga effettivamente applicata, per far sì che chi lo desidera possa vedere le offerte satellitari sia Pay che Free utilizzando un unico apparecchio.
Al momento sono escluse offerte a pagamento sul mezzo satellitare e la piattaforma sarà aperta anche a tutti gli altri operatori del settore, oltre che ai soci fondatori. La società però, conclude Mele, deve ancora ricevere l'OK da Antitrust e Agicom, dal momento che i soci di maggioranza detengono all'incirca l'80% degli introiti pubblicitari.
Se quindi i rapporti di forza non cambieranno con l'introduzione della piattaforma satellitare, è però vero che gli altri operatori, magari finora "confinati" a trasmissioni "locali" per carattere e diffusione, avranno copertura identica a quella dei giganti Rai e Mediaset.
Le promesse per una maggiore pluralità nel mondo televisivo ci sono tutte, ora non resta che attendere gli sviluppi della vicenda.

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