Dopo oltre 80 anni Philips abbandona il settore dei TV. Lo ha annunciato Frans van Houten, al timone della multinazionale olandese dai primi giorni di aprile, proprio durante la presentazione dei dati relativi al primo trimestre dell’anno, un periodo segnato da una sensibile diminuzione dell’utile che è sceso del 31% a 138 milioni di euro contro i 201 milioni di euro dello stesso trimestre dell'anno precedente. Con la divisione TV che da sola ha riportato una perdita di 87 milioni di euro. A differenza di quanto è successo a Pioneer con il marchio Kuro, Philips ha scelto una strategia diversa. Ovvero ha dato vita ad una joint venture costituita con Tpv Technology, azienda di Hong Kong già specializzata nella produzione di monitor. La società cinese controllerà il 70% della nuova creatura, mentre il 30% resterà nelle mani degli olandesi che riceveranno royalty per almeno 50 milioni di euro all'anno a partire dal 2013.
Che Philips volesse sbarazzarsi del business TV non è certo una novità dell’ultima ora. Da alcuni anni il colosso olandese arrancava in questo settore e negli ultimi mesi è finito addirittura alle corde, spinto all’angolo dai colossi coreani e giapponesi. Cronaca di una morte annunciata? In parte. Dopo i rumors di qualche tempo fa sulla dismissione del business dei TV, tutto era tornato in un alveo di normalità. D’altro canto giusto lo scorso autunno il management della casa olandese aveva escluso categoricamente la cessione e con gli annunci degli ultimi mesi sembrava che Philips avesse ripreso il cammino di sempre, quanto meno sul fronte tecnologico. Evidentemente è andato tutto storto. Il dato di sintesi è che agli europei, così come agli americani, non conviene più produrre hardware, soprattutto da quando il business è passato nelle mani delle aziende asiatiche, Corea del Sud in testa. Nel vecchio Continente si campa solo con i prodotti di lusso e di design (Loewe e Bang & Olufsenne insegnano). Ce lo ha insegnato IBM che nel 2005 ha ceduto l’intera divisione dei pc alla cinese Lenovo per concentrarsi su ciò che le permetteva di fare utili (software e servizi), anticipando la grande crisi che ha poi colpito l’intero settore IT. E Philips, di fatto, fa la stessa cosa, concentrando gli sforzi sui business che oggi e soprattutto domani le consentiranno di diventare un’azienda sana: healtcare e illuminazione.
La firma definitiva dell’accordo è prevista per il terzo trimestre e la joint-venture dovrebbe nascere prima della fine del 2011.