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Alta fedeltà senza eccessi: un impianto hi-fi da 1.500 euro per ascoltare davvero bene

Abbiamo deciso di studiare un setup dedicato a chi avesse voglia di “sacrificare” più o meno uno stipendio per ascoltare bene la propria musica preferita facendo si uno sforzo importante, ma ancora possibile. 

I protagonisti di oggi saranno due best buy di due brand ultra conosciuti dagli appassionati di alta fedeltà, parliamo infatti di Wharfedale e Mission. Questi due brand da sempre si sono distinti per aver permesso a molti appassionati di godersi dell’ottima musica senza svenarsi. Il setup è composto da un amplificatore integrato, il Mission 778X, e dai diffusori bookshelf Wharfedale EVO 5.1. Iniziamo subito dai prezzi di listino:

  • Mission 778X  699 Euro
  • Wharfedale EVO 5.1  720 Euro

A dire il vero siamo anche sotto i 1.500 Euro e probabilmente andando da un rivenditore di fiducia potrete strappare un ulteriore sconto ed avere un piccolo budget da destinare ad accessori vari come ad esempio i cavi. Molti di voi ci scrivono rivangando i “vecchi tempi” in cui si trovavano impianti hi-fi dall’ottimo rapporto qualità prezzo, sappiate che un setup del genere a nostro avviso, è la riprova che la tecnologia si è evoluta anche in ambito hi-fi e che probabilmente un setup di queste dimensioni e con queste prestazioni venti o trent’anni fa ce lo sognavamo sia per il prezzo che per le prestazioni. Del Mission 778X abbiamo parlato in maniera più che esaustiva in questi ultimi anni quindi il focus di oggi sarà principalmente sui diffusori Wharfedale Evo 5.1

Wharfedale EVO 5.1: piccoli, economici e completi

Parlando con la maggior parte dei rivenditori italiani ma anche con diversi produttori, i bookshelf rappresentano una fetta importante del mercato per diverse ragioni. Quella più ricorrente è che molti di noi, non hanno una stanza dedicata all’ascolto e si andrà a posizionare l’impianto hi-fi nel salotto oppure nel proprio ufficio, o perchè no, sulla propria scrivania. In questa ottica i booshelf vengono percepiti come una soluzione meno vistosa e poco ingombrante, motivi che ne determinano il successo. Il panorama dell’alta fedeltà contemporanea attraversa una fase di profonda trasformazione, caratterizzata da una ricerca incessante di equilibrio tra prestazioni di stampo audiofilo e accessibilità economica. In questo contesto, Wharfedale, marchio fondato da Gilbert Briggs nel lontano 1932, ha saputo mantenere un ruolo da protagonista, evolvendo la propria identità sonora sotto la guida del gruppo IAG. La serie EVO, il cui lancio è avvenuto al Munich Hi-End 2025, occasione in cui abbiamo intervistato Peter Comeau, segna un punto di svolta tecnologico importante, introducendo affinamenti che non sono semplici aggiornamenti estetici, ma il risultato di anni di studi precisi realizzati per migliorare senza snaturarlo, un progetto decisamente vincente. La Wharfedale EVO 5.1 nel mercato attuale rappresenta la volontà di democratizzare soluzioni solitamente riservate a progetti più costosi grazie alle grandi economie di scala che Wharfedale può permettersi. Il modello Wharfedale 5.1, pur essendo il più compatto della gamma, è un degno rappresentante delle tecnologie della serie e punta a offrire una risposta timbrica che coniughi la precisione dei monitor da studio con la piacevolezza d’ascolto domestica. Ascoltando le EVO 5.1 avrete la possibilità di scoprire l’evoluzione tecnologia e sonora voluta da Peter Comeau per questo ambizioso progetto.


Con la serie 4 Wharfedale aveva stabilito un importante traguardo: l’introduzione del tweeter AMT (Air Motion Transformer) in un segmento di mercato sicuramente non hi-end, la serie EVO 5 eredita quel driver ma si prefissa un nuovo obiettivo: migliorare le performance sonore. Tra le novità troviamo la riprogettazione dei volumi interni del cabinet, l’adozione di nuovi materiali smorzanti e una gestione dei flussi d’aria più sofisticata tramite il sistema SLPP che avevamo già visto ad esempio sulle Elysian. Questo legame con la serie ammiraglia è evidente nella scelta di materiali come il Kevlar intrecciato e nelle finiture di alta qualità, che richiamano l’estetica  del top di gamma. 

la nostra video intervista a Peter Comeau sulle Elysian

Nella serie EVO 5, Wharfedale ha utilizzato un tweeter AMT più grande rispetto alla serie precedente, passando da 30×60 mm a 35×70 mm. Questo incremento permette una dispersione orizzontale più ampia e una risposta più lineare nella regione di crossover, riducendo le asprezze tipiche dei driver a nastro economici, aspetto che abbiamo sottolineato nella nostra intervista qui sopra. La velocità di risposta ai transienti dell’AMT garantisce una riproduzione più precisa dei microdettagli  e va a migliorare la proofndità della scena sonora. Un altro aspetto importante su cui si è lavorato molto rispetto alle EVO4, è lo studio per minimizzare le risonanze interne e la colorazione sonora. Per contrastare questi fenomeni è stato utilizzato un materiale chiamato SilentWeave, composto da cotone e feltro posizionato nella cavità posteriore del trasduttore. Questa soluzione assorbe l’energia emessa posteriormente evitando che ritorni verso il driver. Inoltre, il telaio ResoFrame in elastomero isola meccanicamente il tweeter dal pannello frontale del diffusore, riducendo il trasferimento di vibrazioni parassite che potrebbero offuscare la chiarezza delle alte frequenze.

La gamma mediobassa è affidata a un driver da 130 mm con cono in Kevlar intrecciato. Wharfedale utilizza il Kevlar da decenni per le sua eccellente rigidità torsionale e la sua leggerezza. Nella serie EVO 5 questo materiale è stato accoppiato a nuove tecniche di smorzamento. Il cono deve comportarsi come un pistone rigido per evitare fenomeni di break-up, ma allo stesso tempo deve essere capace di dissipare internamente l’energia cinetica per non generare code sonore. Altra novità importante per questi difufsdori è il ResoSeal, un anello di smorzamento in elastomero. Questo accorgimento permette di ottimizzare la risposta nella gamma media inferiore, range critico da mettere a punto, dove si gioca la naturalezza delle voci maschili e il corpo degli strumenti a corda. 

Uno dei problemi più spinosi dei diffusori con caricamento in bass reflex , e la rumorosità dovuta alle turbolenze (chuffing), quando l’aria si muove ad alta velocità. Questo fenomeno può rendere il posizionamento vicino alle pareti estremamente critico a causa dei rinforzi eccessivi e incontrollati delle basse frequenze. Per minimizzare questo aspetto Wharfedale ha messo a punto il sistema Slot Loaded Profiled Port (SLPP) che può contare su una nuova configurazione tri-direzionale. L’aria espulsa dal condotto interno viene convogliata verso una fessura situata alla base del diffusore. 

Mentre nella serie EVO 4 l’aria fluiva in due direzioni, il design tri-direzionale della serie EVO 5 (sinistra, destra e retro) garantisce una distribuzione ancora più omogenea dell’energia sonora nella stanza.  Tutto questo si traduce in un basso più profondo, articolato e veloce, ma soprattutto una facilità di posizionamento senza precedenti. Wharfedale promette che le EVO 5.1 possono essere collocate vicino a una parete o su una scrivania senza che le basse frequenze diventino rimbombanti o confuse. Insomma se si considera che si tratta di un diffusore da circa 700 Euro, c’è veramente tanto lavoro dietro e soprattutto tanta competenza.

Mission 778x: un amplificatore integrato con tanta sostanza e pochi fronzoli

Il Mission 778X è una manna dal cielo per chi cerca una soluzione compatta, multitasking e, soprattutto ben suonante. Multitasking perchè avrete una sezione digitale completa a cui poter collegare uno streamer, un lettore CD o la vostra TV, a cui si aggiunge un ingresso phono MM, una sezione cuffie e la possibilità di collegarsi via Bluetooth. La potenza non è tale da sonorizzare una discoteca, parliamo infatti di circa 45 watt su 8 ohm ma la sezione di alimentazione ben dimesionata fa si che questo piccolo integrato riesca a tirare fuori doti dinamiche di tutto rispetto. A questo link trovate la nostra recensione completa con tutte le caratteristiche e le possibilità di utilizzo.

Per maggiori informazioni sulle Wharfedale Evo 5.1 e sul Mission 778X potete consultare questo link.

 

 

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