Ebbene si, a distanza di anni ci siamo cimentati in questa nuova avventura, più ambiziosa che mai fatta di crossover attivo e multiamplificazione e oggi finalmente il progetto inizia a muovere i primi passi, o, per meglio dire a suonare le prime note.
Partiamo dal nome: Calibro 38. Questa denominazione nasce dal woofer, un vero e proprio bestione da 38 cm, capace di gestire la potenza senza la minima difficoltà. L’amico Roberto, che ha avuto un ruolo fondamentale nella progettazione del diffusore, avrebbe voluto chiamarlo Destroyer: un nome che, in effetti, non è poi così lontano dalla realtà, considerando gli impressionanti livelli di pressione sonora che questo diffusore riesce a raggiungere.
Calibro 38: genesi di un progetto ambizioso e non semplicissimo
Mesi addietro siamo stati ospiti di Elettromedia ed abbiamo avuto la possibilità di ascoltare un diffusore diy ideato e realizzato da Riccardo Abbatelli, direttore acustico del gruppo e da lì, c’era venuta l’idea di replicare un progetto simile ma con alcune differenze. Il progetto di Riccardo è stato realizzato con un crossover passivo e soprattutto era un due vie. La nostra idea invece era quella di realizzare un tre vie con crossover attivo.
Perchè scegliere un crossover attivo piuttosto che uno passivo?
Nella realizzazione di Calibro 38 abbiamo tenuto conto del fatto che ci sarebbe piaciuto realizzare un diffusore alla portata di molti e al contrario di quanto si possa pensare, un crossover attivo oltre ad essere molto più pratico e semplice da realizzare, nel nostro caso può essere considerato anche decisamente più economico e soprattutto semplice da mettere a punto. La nostra scelta è ricaduta sul DBX PA2 in quanto lo avevamo già utilizzato in passato e in considerazione del fatto che offre performance dignitose ad un prezzo decisamente abbordabile. Insomma una scelta che coniuga praticità, economicità e soprattuto che permette un fine tuning nel tempo decisamente semplice, basta utilizzare l’APP di controllo e con un click è possibile regolare tutti i parametri che vogliamo. Ci sono soluzioni più performanti? Assolutamente si ma state tranquilli che in un prossimo futuro ve ne parleremo approfonditamente, per ora però andiamo avanti un passo alla volta.

I tre driver LaVoce Italiana: un rapporto qualità prezzo davvero elevato
Veniamo ora ai tre protagonisti di Calibro 38 o per meglio dire i 4 protagonisti perchè, ovviamente c’è anche la tromba per il tweeter.

Quando abbiamo visto la qualità costruttiva di questi driver siamo rimasti davvero sbalorditi, soprattutto considerando il prezzo: il livello è semplicemente eccellente. Basta prendere come esempio il woofer WAN 154.01.

Oltre a una linearità di riferimento, vanta una costruzione senza compromessi, con magnete al neodimio, struttura in alluminio e un efficace sistema di dissipazione del calore. Il tutto è stato progettato utilizzando il sistema FEM proprietario del gruppo Elettromedia. E il prezzo? Poco più di 300 euro. Davvero niente male, soprattutto se rapportato ai costi — e alla qualità — di molta concorrenza.

Naturalmente, un woofer da solo non basta per reealizzare un progetto, per cui era fondamentale individuare un midrange adeguato da abbinarvi. Dopo un’attenta ricerca, la scelta si è ristretta a due driver: il WAN082.02, molto ben smorzato (Qts 0,23) e particolarmente stabile nella zona di incrocio, oppure il MAF082.00, soprannominato “la saetta” per la sua estrema velocità.

Alla fine abbiamo optato per il MAF082.00 che, a differenza del WAN082.02, utilizza un magnete in ferrite e offre una linearità ancora superiore nella zona di incrocio. Inoltre — aspetto tutt’altro che trascurabile — risulta ulteriormente smorzato. Anche in questo caso la costruzione è di altissimo livello, la tenuta in potenza praticamente infinita e il prezzo si aggira intorno agli 85 euro: decisamente abbordabile.

Dulcis in fundo, il tweeter, un driver al neodimio che si può acquistare con una spesa intorno ai 70 euro.

Qui entra in gioco un altro aspetto determinante, un ambito in cui avevamo poca esperienza e per il quale ci è venuta ancora una volta in aiuto LaVoce Italiana: la tromba.

Grazie al supporto di Riccardo Abbatelli, ci sono state illustrate diverse soluzioni, tra le quali le più interessanti sono risultate le trombe 1003 e 1004. Alla fine abbiamo scelto la 1004 perché, dalle misurazioni effettuate, si è dimostrata più uniforme nella zona di ascolto. L’unico piccolo inconveniente era la momentanea indisponibilità dello stampo della tromba 1004 per il tweeter DN10.142, ma con un po’ di manualità siamo riusciti a risolvere il problema. In ogni caso, niente paura: il nuovo stampo sarà presto disponibile.

Un cabinet solido, ben insonorizzato e che soddisfa anche l’occhio.
Quando abbiamo iniziato a pensare a Calibro 38 le parole di Roberto sono state chiare:
” Io ci metto tutto l’impegno possibile ma sul cabinet voglio carta bianca!”
Difatti così è stato e dobbiamo dire che alla fine anche a livello estetico, considerando che si tratta di un prodotto autocostruito, Calibro 38 è venuto decisamente bene e le dimensioni non sono poi così ostiche come si poteva pensare. Prima di proseguire una raccomandazione fondamentale: per la realizzazione di un cabinet a semi parallelepipedo come quello che abbiamo realizzato noi, affidatevi ad un professionista e, se possibile, trovatene uno nei dintorni, in maniera tale che qualora ci fosse qualsiasi tipo di problematica non avrete difficoltà a far fare eventuali modifiche senza bisogno di spedizioni o trasferte massacranti.

La forma che vedete nelle immagini è stata pensata per abbattere risonanze e vibrazioni oltre che a dare un tocco estetico che alleggerisse le dimensioni. Il legno scelto è un multistrato marino da 3,2mm e le misure del cabinet sono le seguenti: 44x68x28 cm. Il Mid ha un volume di circa otto litri in cassa chiusa, mentre il woofer ha un volume di circa 60 litri con caricamento in bass reflex e con gli sbocchi dei condotti reflex rivolti verso il pavimento. Dalle prime misurazioni effettuate l’altezza ideale da terra del diffusore è di circa 6 cm ma su questo siamo ancora in fase di studio. L’interno è stato trattato con materiale a base di gomma e polimeri per migliorare ulteriormente la resa acustica.
Perchè il multistrato marino?
In molti ce lo hanno chiesto e la risposta è molto semplice: non siamo più giovanissimi ma allo stesso tempo abbiamo ancora tanta voglia di “giocare” ed il mutlistrato marino unisce caratteristiche di solidità e leggerezza. In soldoni il cabinet è molto robusto ma allo stesso tempo pesa mena rispetto ad un classico cabinet in MDF.
La finitura inizialmente doveva essere laccata ma poi, in corso d’opera, vedendo la bellezza del multistrato marino abbiamo optato per l’impiallaccio e dobbiamo dire con estrema soddisfazione.

Sinergie, collegamenti, primi esperimenti e tempistiche
Una volta aperti gli imballi dei driver ed aver constatato con mano le dimensioni del woofer, nonostante l’ottima sensibilità e la linearità dei driver, abbiamo deciso di iniziare le nostre prove utilizzando tre finali Gold Note PA-10. La scelta è ricaduta su questi finali per diversi motivi: in primis un prezzo di acquisto non eccessivo, (quando si realizza una multiamplificazione attiva va tutto moltiplicato almeno per tre ed i costi salgono) e poi per gli ingombri decisamente contenuti, soprattutto se si considerano le prestazioni. Un altro aspetto molto importante da considerare è che quando si lavora con diffusori come Calibro 38, quindi uno speaker dalle dimensioni importanti, c’è bisogno di spazio, tantissimo spazio e soprattutto una forte determinazione a non darsi mai per vinti perchè, in un in un progetto complesso come questo, l’agguato è sempre dietro l’angolo.

La prima nota non si scorda mai
Chi, come noi, almeno una volta nella vita ha costruito un diffusore sa bene che fin da quando si inizia, in testa si ha una mezza idea di come dovrebbe suonare il nostro diffusore e più si va avanti con il progetto e più si prova un misto di paura e curiosità. Bene, anche per Calibro 38 è arrivato il momento di emettere i primi suoni e si più o meno suona come ci immaginavamo: gamma medio alta molto trasparente e una facilità di emissione decisamente inaspettata. Le note sembrano fluire veloci e definite con una ottima risposta ai transienti. Gli strumenti sono ben distinguibili tra di loro Per ora abbiamo fatto pochissimo limitandoci a realizzare i tagli di massima dei tre driver, attenuare il tweeter e soprattutto far rodare gli altoparlanti ancora troppo acerbi per potersi esprimere al meglio. Non vi nascondiamo che da questi primi suoni siamo molto fiduciosi sulle potenzialità di questo diffusore dalle dimensioni si generose ma sicuramente non proibitive per un classico ambiente domestico. Per quanto ci riguarda, per i mesi a venire saremo molto impegnati nel fine tuning e non appena avremo raggiunto l’optimum non mancheremo di darvi dettagli più approfonditi e tecnici su questa nuova creatura che ci è costata tante ore di lavoro ma che già da adesso ci sta dando tante piccole soddisfazioni.
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