A IFA 2026 Hisense rilancia il 3D con un prototipo Micro LED da 163 pollici, 4K e 10.000 nit, usando occhiali attivi e conversione 2D-3D. Sarà questo il futuro dei TV stereoscopici?
Il 3D casalingo, che nell’ambito della videoproiezione non è mai scomparso, potrebbe trovare nel Micro LED una tecnologia finalmente adatta a superare alcuni dei limiti che ne hanno frenato la diffusione sui TV. Hisense ha mostrato a IFA 2026 un prototipo Micro LED da ben 163 pollici (circa 4,14 metri di diagonale) capace di riprodurre contenuti stereoscopici in 3D. Invece di affidarsi a soluzioni autostereoscopiche che non necessitano degli appositi occhiali (molto comode ma qualitativamente ancora acerbe), il produttore cinese ha adottato un sistema attivo come ai tempi dei TV 3D.
In pratica, il pannello visualizza alternativamente l’immagine destinata all’occhio sinistro e quella destinata all’occhio destro, mentre gli occhiali sincronizzati oscurano rapidamente una lente e poi l’altra. Il cervello fonde le due immagini generando la percezione della profondità. Il problema storico di questa soluzione è che gli occhiali attivi riducono sensibilmente la luminosità percepita, quando il 3D richiede invece immagini particolarmente brillanti e definite per mantenere un buon impatto visivo.
È qui che il Micro LED può fare la differenza. Hisense dichiara infatti per questo prototipo una luminosità di picco fino a 10.000 nit, un valore enormemente superiore a quello normalmente disponibile su un TV consumer. Anche considerando la perdita luminosa introdotta dagli occhiali attivi, rimane quindi un margine sufficiente per ottenere immagini 3D molto più luminose rispetto alle soluzioni del passato. La tecnologia Micro LED, basata su LED inorganici autoemissivi, combina inoltre neri profondi, contrasto elevatissimo e assenza dei materiali organici tipici degli OLED.
La struttura autoemissiva consente infatti di controllare individualmente i pixel, senza retroilluminazione e senza la necessità di filtri o sistemi di local dimming. In teoria, questo permette di associare l’impatto del nero assoluto e del contrasto degli OLED a livelli di luminanza decisamente più elevati. Per un sistema 3D di grandi dimensioni, destinato presumibilmente a installazioni home cinema di fascia estrema, è una combinazione particolarmente interessante.
Anche la risoluzione gioca un ruolo importante. Il prototipo esposto da Hisense è nativamente 4K, una caratteristica essenziale su una diagonale da 163 pollici per evitare che la tridimensionalità venga penalizzata da una definizione insufficiente. Ancora più interessante è la capacità dichiarata di convertire direttamente sul televisore contenuti 2D in 3D, con l’elaborazione che avviene localmente e non richiede né una connessione Internet, né materiale originariamente prodotto in stereoscopia.
Questa funzione affronta uno dei principali problemi del 3D moderno come la scarsità di contenuti. La conversione automatica può ampliare enormemente il catalogo disponibile, anche se resta da verificare quanto sia sofisticato l’algoritmo di analisi della profondità e quanto il risultato riesca ad avvicinarsi a una produzione nativa in 3D. La differenza, soprattutto nei movimenti complessi e nelle scene con numerosi piani sovrapposti, potrebbe essere significativa.
Va precisato che questo gigantesco Micro LED 3D da 163 pollici non coincide con il 163MX presentato in precedenza da Hisense. Quest’ultimo utilizza infatti una differente architettura RGBY, nella quale ai subpixel rossi, verdi e blu viene aggiunto un elemento giallo, mentre il nuovo modello mostrato a IFA per la riproduzione stereoscopica utilizza una configurazione RGB tradizionale.
Al momento siamo comunque nel territorio dei prototipi e quindi lontani da un prodotto destinato al normale mercato consumer. La combinazione fra Micro LED, 4K, luminosità elevatissima, grande diagonale e 3D attivo mostra in ogni caso una direzione tecnologica interessante e non era scontato che un colosso del mercato TV come Hisense avrebbe investito tempo e risorse per un prototipo di questo tipo. Certo però che se il futuro dei TV 3D dovesse passare per forza attraverso Micro LED giganteschi, solo pochissimi fortunati potranno beneficiarne.
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