AF Focus Featured home Hi-Fi Notizie Tendenze

Il CD nel 2025: un formato in bilico tra nostalgia e oblio

cd 2025

Mentre vinili e cassette vivono una nuova giovinezza, il CD fatica a riconquistare il pubblico. Tra cali di vendita, lettori sempre più rari e un’identità culturale sfumata, nel 2025 il CD si ritrova in una posizione incerta nel mercato musicale contemporaneo

Il mercato dei CD audio si trova oggi in una posizione peculiare nel panorama musicale contemporaneo. Mentre vinili e persino cassette vivono una rinascita sorprendente, i CD faticano a riconquistare l’attenzione del pubblico, nonostante mantengano ancora una presenza significativa nelle vendite fisiche.

Vendite al palo?

Lo scorso anno, il mercato dei CD ha mostrato segnali contrastanti. Nel Regno Unito, sono stati venduti 10,5 milioni di unità, rappresentando ancora la maggioranza delle vendite fisiche rispetto ai 6,7 milioni di vinili. Tuttavia, le vendite di CD sono diminuite del 2,9% rispetto all’anno precedente, mentre i vinili hanno registrato una crescita del 9,1%.

La situazione diventa ancora più interessante osservando il primo trimestre del 2025: le vendite di cassette sono esplose del 204,7%, pur rimanendo un mercato di nicchia con appena 63.288 unità vendute. Questo dato evidenzia come i consumatori stiano riscoprendo formati vintage, ma ignorino i CD, che pure rappresentano un’epoca intermedia tra analogico e digitale.


cd 2025
Ricavi della musica fisica negli Stati Uniti dal 2022 al 2024. (Fonte: RIAA)

Per quanto riguarda invece gli USA, alcuni report indicano un calo, mentre altri parlano di una ripresa delle vendite. Secondo Luminate, le vendite di CD negli Stati Uniti sono diminuite del 19,1% nel 2024, passando da 27,4 milioni a 22,2 milioni di unità. Tuttavia, la RIAA afferma che nello stesso periodo le vendite di CD sono cresciute del 3,3% nel primo semestre dell’anno.

Queste discrepanze derivano da metodi di rilevazione diversi. Luminate monitora le vendite al dettaglio effettive, includendo negozi indipendenti e store online, mentre la RIAA si basa sulle spedizioni effettuate dalle principali etichette discografiche. In pratica, Luminate misura ciò che i consumatori acquistano nei negozi, mentre la RIAA conta quanti CD vengono spediti ai punti vendita.

Per questo è difficile capire cosa stia davvero succedendo. Anche se le spedizioni aumentano, non significa necessariamente che i consumatori comprino più CD, ma vuol dire solo che ne sono stati distribuiti di più. Al contrario, i dati di vendita al dettaglio raccolti da Luminate non coprono un arco temporale sufficientemente lungo da consentire confronti affidabili con gli anni passati.

Questa discrepanza crea incertezza tra etichette e rivenditori, che non sanno se valga la pena investire nel formato. Se i negozi non rilevano una crescita evidente, potrebbero ridurre il numero di titoli disponibili. E se le etichette non hanno certezze sulla domanda, potrebbero limitare la produzione di dischi.

L’importanza della nostalgia

Il vinile, intanto, continua a dominare la narrativa del revival fisico. Nel 2025, il mercato globale dei vinili dovrebbe raggiungere i 3,5 miliardi di dollari, con una crescita annuale del 6,8%. Questa crescita è alimentata non solo dalla nostalgia, ma anche dalla percezione di un’esperienza d’ascolto superiore e dal valore collezionistico.

Le cassette, pur rappresentando una frazione minima del mercato, beneficiano di un rinnovato interesse tra i giovani consumatori. Artisti come Arctic Monkeys, Harry Styles e Florence + the Machine hanno contribuito a questa rinascita, con vendite che sono passate da 3.823 unità nel 2012 a oltre 195.000 nel 2022.

I CD, al contrario, sembrano essere intrappolati in una “terra di nessuno” culturale. Non possiedono il fascino vintage del vinile o delle cassette, né la praticità del digitale e sono percepiti come un formato transitorio, privo dell’autenticità analogica e della comodità dello streaming.

Uno dei principali ostacoli al rilancio dei CD è anche la progressiva scomparsa dei lettori negli ambiti al di fuori dell’hi-fi casalingo. Nel settore automobilistico, ad esempio, la transizione è stata drastica. Mentre brand come Toyota e Subaru offrono ancora lettori CD in alcuni modelli del 2025, la maggior parte dei produttori ha eliminato ormai da alcuni anni questa funzione a favore di sistemi di infotainment basati su connettività wireless e streaming.

Disponibilità bassa… e prezzi alti

La situazione è ancora più critica nel settore informatico. Nel 2025, non esistono più laptop consumer in produzione con lettori CD/DVD integrati e anche i desktop hanno progressivamente abbandonato l’unità ottica, considerata obsoleta nell’era del cloud storage e del download digitale. Chi desidera quindi ascoltare CD non per forza con player hi-fi dedicati, deve ormai ricorrere a unità esterne, aggiungendo costi, scomodità e complessità.

Questa erosione dell’infrastruttura crea un circolo vizioso. Meno lettori disponibili significano meno utilizzatori, che a loro volta riducono la domanda per i CD, giustificando ulteriormente la rimozione dei lettori dalle piattaforme future.

Il prezzo è un altro fattore critico. I CD devono competere con la gratuità “apparente” dello streaming e con i prezzi premium del vinile, che giustifica però il costo maggiore con l’esperienza tattile e visiva. Il CD si trova quindi in una posizione intermedia scomoda, essendo troppo costoso per l’utente medio (tra i 15 e i 20 euro per un album appena uscito) ma insufficientemente speciale per giustificare un investimento significativo.

dm13
Stanno tornando anche i lettori CD portatili

Se non altro, parlando di lettori CD nel mercato dell’audio casalingo, la situazione è più incoraggiante. Tra modelli entry-level, top di gamma, meccaniche di lettura prive di DAC e sistemi all-in-one con anche lettori CD integrati (e si rivedono addirittur0a i CD player portatili come negli anni ’90), chi oggi vuole ascoltare CD nel salotto di casa ha l’imbarazzo della scelta, tanto che da inizio anno a oggi abbiamo parlato su queste pagine di una decina di nuovi modelli (e sicuramente ci siamo dimenticati di qualcuno).

Questo per dire che esiste ancora un mercato fedele di consumatori che apprezzano la qualità audio, la praticità e l’affidabilità del CD. Il futuro del formato dipenderà dalla capacità dell’industria di riposizionarlo non come alternativa nostalgica, ma come soluzione pratica per gli audiofili che desiderano possedere fisicamente la loro musica senza compromessi sulla qualità.

Il CD potrebbe quindi sopravvivere come formato di nicchia servendo una comunità specifica di appassionati, ma senza un rinnovato interesse culturale o innovazioni tecnologiche significative, il suo declino graduale sembra inevitabile, lasciando spazio a formati più emotivamente coinvolgenti o tecnologicamente avanzati.

© 2025, MBEditore – TPFF srl. Riproduzione riservata.

Vuoi saperne di più? Di' la tua!

SCRIVICI


    MBEditore network

    Loading RSS Feed

    Pin It on Pinterest