Giradischi I consigli di AF Digitale Notizie

LA SCELTA DEL GIRADISCHI: punti salienti – Seconda parte

Nello scorso articolo abbiamo passato in rassegna alcuni dei numerosi aspetti da tenere in considerazione nell’eventualità si intenda acquistare un giradischi, dettagli molto importanti e tutt’altro che secondari ed in grado di fare la differenza.

Esaminato in generale il giradischi, eravamo rimasti alla tipologia di fonorivelatore, il vero e proprio generatore del segnale che successivamente sarà trasferito dal giradischi al sistema di amplificazione, non certo una minuzia di poco conto quindi, essendo questo il dispositivo che letteralmente raccoglie – questa la traduzione del termine/verbo inglese (to) pick-up – le informazioni presenti sul disco.

MM e MC sono i sistemi usualmente implementati in questi piccoli gioielli di tecnologia – meglio noti, rispettivamente, come Magnete e Bobina Mobile – generatori elettromagnetici la cui realizzazione richiede un notevole know-how al fine di ottenere prestazioni che in certi casi rappresentano lo stato dell’arte, soprattutto in certi modelli di derivazione artigianale.

Fonorivelatore GRADO serie PRESTIGE GOLD3: sfrutta la tecnologia MI (magnete indotto)

 

Motivo per cui è facile comprendere come la testina sia solo un altro dei pilastri posti alla base del sistema giradischi, oltre al già nominato plinto.


Solitamente la gestione di una MM è più semplice e diretta, basta un ingresso la cui impedenza sia di 47Kohm e il gioco è fatto, più complicato gestire una MC, dove capacità ed impedenza di ingresso se non ben individuate possono comportare prestazioni inadeguate, questo a prescindere dal censo del fonorivelatore.

Il NAD PP2e: un economicissimo stadio fono ottimamente suonante

 

Alcune versioni di giradischi prevedono la presenza on-board di un circuito fono – quasi sempre escludibile e di qualità discreta – al fine di favorirne la messa in opera a mo’ di dispositivo plug & play come accade con i lettori digitali, dunque, non avrete problemi nel caso il vostro amplificatore ne fosse sprovvisto.

Infatti, come i lettori avranno compreso, un altro dei pilastri che sorreggono la base del sistema giradischi è proprio lo stadio fono, la cui realizzazione in termini di elettronica – stato solido oppure valvole – e di possibilità di gestione dei predetti valori elettrici vi consentirà di ottimizzare le prestazioni.

 

Altro discorso è il ricorso ai trasformatori di ingresso (noti come STEP-UP) un sistema usualmente utilizzato per le MC che per via passiva – ovvero sfruttando il rapporto di trasformazione derivato da un determinato numero di avvolgimenti dei trasformatori al fine di elevare il livello di uscita – consente di ottimizzare le prestazioni dello specifico modello.

Di stadi fono separati ne esistono parecchi modelli, come anticipato facenti uso di tecnologie differenti per ottenere l’amplificazione del segnale, l’importante è stare attenti a non farsi attrarre da realizzazioni (eccessivamente) economiche solo perché “a valvole”; a quel punto molto meglio un esemplare a stato solido dal funzionamento sicuro e privo di “rumorosi” problemi.

Il PRO-JECT TUBE BOX DS, tra i più economici e ben realizzati stadi fono separati a valvole

 

Anche qui la relativa letteratura riporta caratteristiche timbriche differenti, dove alle MC è ascritta una certa maggiore apertura in alto – ovvero una risposta in frequenza più estesa – le MM presenterebbero un profilo tonale più vellutato; idem dicasi circa gli stadi fono, dove nemmeno a dirlo, le versioni a valvole esibirebbero una timbrica più morbida ed eufonica, un connubio perfetto con il vinile.

Il condizionale quindi, resta quanto mai obbligatorio.

In generale quindi – anche in virtù di quanto finora esposto – è nostra convinzione che dal punto di vista timbrico non si possa inquadrare seccamente un contesto complesso come quello analogico poiché le prestazioni, inevitabilmente, saranno correlate al mutuo influsso di tutti i componenti, braccio in primis, pertanto, è questa la ragione per cui preferiamo utilizzare il termine “sistema analogico” in luogo di semplice “giradischi”, proprio per far capire l’importanza della sinergia tra i vari componenti.

In conclusione, appare chiaro che la scelta di un giradischi deve essere effettuata con la necessaria attenzione a quelle che sono le varie componenti del “sistema” (perdonate l’insistenza) visto che ciascuna dice la sua in maniera più o meno evidente ovvero udibile.

Come già evidenziato, la spesa dovrà tenere conto non solo dell’aspetto prestazionale in generale ma anche di quanto eventualmente già posseduto in merito al patrimonio discografico, circostanza che già da sola impone in un certo senso di scegliere determinati modelli al fine di beneficiare al massimo del nero e sempre attuale supporto.

Inutile acquistare un costosissimo modello per riprodurre due dischi all’anno.

Un ultimissima considerazione: sul mercato si rintracciano modelli ultra economici buoni, forse, per fare arredo in virtù del loro aspetto vintage, dispositivi simpatici per riprodurre un disco en passant mentre si fa altro, non certo per un ascolto che abbia anche solo un minimo di pretesa.

Occhio quindi a non cadere nell’equivoco di ritenere – superficialmente – che siano alla pari di quanto suggerito, la delusione è dietro l’angolo e non fa sconti.

Come al solito, ottimi ascolti!!!

 

 

 

 

 

 

 

 

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