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LG Display rivoluziona gli OLED: il nuovo pannello a due strati promette TV e monitor più economici senza rinunciare alla qualità

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LG Display presenta un nuovo pannello OLED a due strati emissivi che riduce costi, consumi e complessità produttiva. L’obiettivo è portare TV e monitor OLED a prezzi più accessibili

La diffusione degli OLED nel mercato consumer potrebbe presto ricevere un’accelerazione significativa grazie a una novità annunciata da LG Display. Il produttore coreano, principale fornitore mondiale di pannelli OLED per televisori e monitor, ha infatti presentato una nuova architettura che punta a ridurre sensibilmente i costi di produzione senza compromettere in modo sostanziale la qualità dell’immagine. Se la tecnologia manterrà le promesse anche nella produzione di massa, potrebbe rappresentare uno dei cambiamenti più importanti degli ultimi anni per il settore dei display.

La principale innovazione riguarda la struttura stessa del pannello. Mentre gli OLED utilizzati oggi dalla maggior parte dei televisori di fascia alta impiegano tre strati emissivi, la nuova soluzione sviluppata da LG Display riesce a ottenere prestazioni molto simili utilizzando soltanto due livelli. Una modifica apparentemente semplice, ma che ha implicazioni enormi sul piano industriale e commerciale.

L’annuncio è arrivato durante il K-Display Business Forum in Corea del Sud, dove l’azienda ha illustrato i risultati ottenuti con il nuovo pannello White OLED a doppio stack. Secondo le informazioni diffuse da UBI Research, il nuovo progetto è riuscito a raggiungere una qualità d’immagine molto vicina a quella degli attuali pannelli Primary RGB Tandem OLED, mantenendo prestazioni convincenti in termini di fedeltà cromatica e luminosità.


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Uno degli aspetti più interessanti riguarda la gestione del colore. La nuova architettura sarebbe infatti in grado di coprire uno spazio colore ancora più ampio rispetto agli attuali pannelli OLED a tre strati, pur richiedendo una tensione di alimentazione inferiore di circa quattro volt. Un dato che si traduce direttamente in una riduzione dei consumi energetici e in una gestione termica più efficiente.

Per comprendere l’importanza di questa evoluzione è necessario fare un passo indietro. Negli ultimi anni LG Display aveva progressivamente aumentato il numero degli strati emissivi per migliorare luminosità, precisione cromatica e durata dei pannelli OLED. Prima è arrivata la struttura a tre stack, poi il più recente Primary RGB Tandem OLED a quattro strati, introdotto per i prodotti di fascia premium e destinato ai televisori più evoluti del catalogo.

L’aggiunta di ulteriori livelli emissivi, però, comporta inevitabilmente un aumento della complessità produttiva. Ogni strato richiede materiali organici costosi, lavorazioni supplementari e processi di deposizione estremamente precisi, con un conseguente incremento dei costi industriali e dei consumi energetici necessari durante la produzione. La sfida affrontata dagli ingegneri di LG Display è stata quindi quella di mantenere prestazioni elevate riducendo contemporaneamente il numero degli strati emissivi. Per riuscirci, l’azienda ha sviluppato nuovi materiali organici e una diversa configurazione interna del pannello.

Tra le innovazioni più rilevanti spicca l’introduzione di un nuovo materiale emissivo dedicato al blu, che consente di sostituire il tradizionale strato giallo-verde con livelli separati per il rosso e il verde migliorando l’efficienza della componente blu, storicamente una delle più complesse da gestire nella tecnologia OLED.

Secondo LG Display, questa nuova configurazione permette di ottenere una temperatura colore del bianco attorno ai 6.700 Kelvin, mantenendo al tempo stesso una riproduzione cromatica molto equilibrata. Allo stesso tempo, il posizionamento dei vari strati emissivi è stato completamente ottimizzato per limitare le variazioni di colore osservabili agli angoli di visione più estremi, uno degli aspetti che da sempre caratterizza positivamente gli OLED rispetto alle tradizionali tecnologie LCD.

Dal punto di vista industriale, i benefici potrebbero essere ancora più significativi delle prestazioni visive. Utilizzare meno materiale organico significa abbattere direttamente una delle voci di costo più importanti nella produzione di un pannello OLED. Anche il processo di deposizione diventa più rapido e meno complesso, migliorando la resa produttiva e riducendo gli scarti.

L’abbassamento della tensione operativa contribuisce inoltre a semplificare i sistemi di alimentazione e dissipazione del calore, con effetti positivi sia sull’efficienza energetica del prodotto finito, sia sui costi complessivi di realizzazione. Ridurre il costo dei pannelli OLED significa poter ampliare sensibilmente il bacino di utenza. Se infatti la nuova architettura riuscirà a entrare rapidamente in produzione, LG Display potrebbe rendere questa tecnologia competitiva anche nella fascia media del mercato, dove oggi dominano televisori LCD e Mini LED.

Questo significa che il nuovo pannello non sostituirà completamente le soluzioni più avanzate. Secondo gli analisti di UBI Research, LG Display continuerà infatti a utilizzare i più sofisticati pannelli Primary RGB Tandem OLED a quattro strati per i modelli di punta, dove ogni incremento qualitativo rappresenta un elemento distintivo importante. La nuova architettura a due stack potrebbe invece diventare il punto di riferimento per i televisori e i monitor destinati a una fascia di prezzo più accessibile, consentendo all’azienda di presidiare contemporaneamente il segmento premium e quello di medio livello senza compromettere la propria leadership tecnologica.

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