Il proiettore portatile Samsung Freestyle+ AI offre correzione avanzata tramite intelligenza artificiale, HDR10+, Tizen e Gaming Hub. Ecco caratteristiche, limiti e a chi si rivolge davvero
Samsung prova a ridefinire il concetto di videoproiettore portatile con il nuovo Freestyle+ AI Smart Projector, terza generazione della gamma Freestyle a quattro anni dalla prima e a tre dalla seconda che punta molto meno sull’incremento delle specifiche tradizionali e decisamente di più sull’intelligenza artificiale.
Presentato a inizio anno al CES 2026 di Las Vegas e finalmente disponibile sul mercato statunitense a 1199 dollari (presto lo vedremo anche in Italia), il nuovo modello mantiene la filosofia del predecessore, ma introduce una serie di funzionalità pensate per eliminare la necessità di avere una superficie perfetta su cui proiettare (uno dei principali ostacoli alla diffusione dei proiettori portatili).
Chi utilizza abitualmente un videoproiettore sa bene quanto il risultato finale dipenda dall’ambiente circostante. Pareti colorate, carta da parati decorata, quadri, mensole, finestre e qualsiasi altro elemento presente nella stanza possono compromettere la geometria dell’immagine o alterarne sensibilmente la resa cromatica. Samsung ha scelto di affrontare il problema affidandosi a un’elaborazione software molto più sofisticata rispetto ai classici sistemi di correzione trapezoidale.
La nuova piattaforma AI messa a punto da Samsung lavora infatti costantemente sull’immagine proiettata. Il sistema analizza la superficie disponibile, ne riconosce forma, inclinazione, colore e presenza di ostacoli, intervenendo automaticamente per ricostruire un rettangolo perfettamente allineato. L’obiettivo è rendere quasi irrilevante il luogo in cui viene posizionato il proiettore, consentendo di ottenere una proiezione corretta anche in situazioni che normalmente richiederebbero lunghe regolazioni manuali oppure risulterebbero semplicemente impossibili.
Samsung integra cinque diverse tecnologie basate sull’intelligenza artificiale che operano in modo coordinato:
- Correzione automatica della prospettiva tridimensionale che gestisce le deformazioni dovute all’angolo di proiezione
- Calibrazione della parete per compensare dominanti cromatiche e texture della superficie
- Adattamento automatico dell’area di proiezione
- Messa a fuoco continua in tempo reale
- Funzione in grado di spostare l’immagine quando rileva elementi che ne oscurano una parte
È probabilmente quest’ultimo aspetto a rappresentare la novità più interessante. Se davanti alla parete sono presenti una mensola, una cornice o altri oggetti che interromperebbero la proiezione, il software può riposizionare automaticamente il quadro video sfruttando la porzione libera della superficie disponibile. Una soluzione che amplia sensibilmente la flessibilità d’impiego, soprattutto in appartamenti dove difficilmente esiste una parete completamente sgombra.
Secondo Samsung, il sistema riesce a lavorare efficacemente persino su superfici irregolari, tende, pareti inclinate e persino sul telo di una tenda da campeggio. Si tratta di scenari che evidenziano chiaramente il pubblico a cui il prodotto si rivolge, ovvero utenti che desiderano un grande schermo trasportabile e che cambiano frequentemente ambiente di utilizzo, piuttosto che appassionati alla ricerca della massima qualità cinematografica (che qui infatti non troveranno di certo).
Dal punto di vista tecnico il Freestyle+ rimane fedele a una configurazione ormai consolidata ma anche un po’ fuori tempo massimo a metà 2026. La risoluzione ad esempio si ferma ancora al Full HD e la diagonale massima raggiunge i 100 pollici, valori sostanzialmente identici alla precedente generazione. Samsung ha invece incrementato la luminosità fino a 430 ISO lumen, quasi il doppio rispetto al modello del 2023, accompagnando questo miglioramento con il supporto ai contenuti HDR10+ (niente Dolby Vision) e con la tecnologia PurColor, pensata per offrire una riproduzione cromatica più convincente.
L’aumento della luminosità rappresenta certamente un passo avanti, ma non modifica la natura del prodotto. I 430 ISO lumen consentono una visione soddisfacente in ambienti scarsamente illuminati, mentre in presenza di luce ambientale importante il contrasto cala rapidamente e l’immagine perde incisività. È un limite inevitabile per questa categoria di dispositivi, ma che oggi pesa maggiormente considerando come diversi concorrenti abbiano ormai superato abbondantemente la soglia dei 1.000 ISO lumen.
Anche la scelta di mantenere una risoluzione Full HD appare piuttosto conservativa. Il segmento dei proiettori portatili si è evoluto rapidamente negli ultimi anni e le soluzioni 4K, almeno attraverso tecniche di pixel shifting, stanno diventando sempre più diffuse anche in fasce di prezzo non proibitive.
Sul fronte software troviamo il sistema operativo Tizen, ormai ben conosciuto sugli Smart TV del marchio coreano, e l’integrazione con smartphone e tablet è affidata alle funzioni Smart View, Tap View e AirPlay 2, mentre Vision AI Companion combina Bixby e Gemini per fornire suggerimenti contestuali e assistenza vocale durante la navigazione dei contenuti.
L’audio è affidato a un diffusore integrato a 360 gradi con doppi radiatori passivi e non manca il supporto a Q-Symphony, che permette di sincronizzare il sistema audio interno con soundbar e diffusori Samsung compatibili migliorando l’impatto sonoro senza rinunciare alla semplicità di installazione.
Rimane invece assente una batteria integrata e così, per l’utilizzo all’aperto, è necessario collegare un power bank esterno compatibile. Una scelta che probabilmente ha consentito di contenere peso e dimensioni, ma che riduce leggermente quella sensazione di totale libertà operativa che molti utenti si aspettano da un proiettore realmente portatile.
L’aspetto più delicato riguarda però il posizionamento commerciale. Il prezzo di listino di 1.199 dollari colloca il Freestyle+ in una fascia dove la concorrenza propone prodotti con maggiore luminosità, ottiche più performanti e, in diversi casi, anche risoluzione 4K. Basterà il ricorso all’AI per rendere il Freestyle+ di terza generazione davvero appetibile?
© 2026, MBEditore – TPFF srl. Riproduzione riservata.

























