Samsung taglia drasticamente la produzione dei TV QLED e prepara il ridimensionamento dei Neo QLED: ecco perché il quantum dot sta uscendo dal segmento LCD
Il marchio QLED era nato nel 2017 per contrapporsi all’avanzata degli OLED, con Samsung intenzionata a dimostrare che la tecnologia LCD poteva ancora competere nella fascia alta grazie all’impiego dei quantum dot. A distanza di quasi dieci anni, però, quello che allora sembrava uno dei pilastri della strategia televisiva dell’azienda coreana potrebbe essere vicino al tramonto.
Il dato più significativo riguarda la produzione. Secondo quanto riportato dal quotidiano coreano ETNews, Samsung avrebbe infatti ridotto il piano produttivo dei TV LCD con quantum dot a meno del 30% rispetto ai livelli precedenti, passando da circa 10 milioni di apparecchi a 2-3 milioni nel corso del 2026. La riduzione assume un peso ancora maggiore considerando che la produzione televisiva complessiva dell’azienda dovrebbe rimanere intorno ai 40 milioni di unità.
Per capire cosa sta realmente cambiando, occorre fare una distinzione importante. Il termine QLED non identifica una tecnologia di display autonoma come OLED, ma indica un TV LCD che utilizza uno strato di quantum dot per migliorare la riproduzione cromatica, ampliando il gamut rispetto a un LCD tradizionale.
Il pannello rimane quindi basato su cristalli liquidi e necessita di una retroilluminazione. I quantum dot intervengono principalmente sulla componente cromatica della luce utilizzata dal sistema, consentendo di ottenere colori più saturi e una maggiore copertura degli spazi colore.
La stessa Samsung oggi articola il proprio catalogo attraverso sei categorie tecnologicamente differenti (Micro RGB, OLED, Neo QLED, Mini LED e QLED), con la sigla Neo QLED che indica la più sofisticata retroilluminazione Mini LED. Il problema, dal punto di vista commerciale, è che il mercato ha progressivamente spostato l’attenzione dal semplice quantum dot alla qualità complessiva della retroilluminazione. Da qui il successo proprio dei TV LCD Mini LED, capaci di aumentare sensibilmente il numero di zone di local dimming e quindi il controllo sul contrasto, e dei più recenti e costosi modelli RGB LED.
Il quantum dot sembra quindi destinato a perdere terreno soprattutto nel mondo degli LCD Samsung, mentre continua a essere utilizzato nei pannelli QD-OLED. In questo caso i punti quantici svolgono un ruolo differente all’interno di un display OLED autoemissivo, contribuendo alla conversione della luce e alla definizione della componente cromatica.
La stessa documentazione finanziaria Samsung relativa al 2026 identifica i suoi “OLED QD-based” come una delle direttrici di sviluppo della divisione Visual Display. La vera vittima della riorganizzazione sembra quindi essere il concetto di QLED applicato all’LCD tradizionale. Samsung avrebbe già eliminato la gamma QLED come proposta d’ingresso nel proprio portafoglio LCD dotato di quantum dot, sostituendola con televisori Mini LED privi di quantum dot.
Anche il destino dei Neo QLED appare meno solido. Secondo le fonti citate da ETNews, Samsung avrebbe intenzione di ridurne progressivamente i volumi nel corso del prossimo anno, con una possibile cessazione della produzione già dal 2028. Si tratterebbe di una trasformazione importante perché Neo QLED è stato per anni uno dei brand più riconoscibili dell’offerta LCD premium Samsung.
A spingere il colosso coreano verso questa scelta ci sarebbe anche la pressione dei produttori cinesi, sempre più aggressivi nel segmento LCD e capaci di proporre televisori QLED e Mini LED a prezzi inferiori. Mantenere in questo mercato una tecnologia intermedia costosa da produrre e ormai difficile da differenziare agli occhi del consumatore diventa per Samsung molto meno interessante e meno conveniente.
Il paradosso è che il termine QLED potrebbe quindi perdere progressivamente peso proprio mentre i quantum dot continuano a essere considerati una tecnologia importante per l’evoluzione dei display. Il possibile futuro potrebbe essere rappresentato dagli EL-QD, o NanoLED, una tecnologia ancora in sviluppo nella quale sono direttamente i quantum dot a svolgere un ruolo determinante. Sarebbe, in un certo senso, la realizzazione della promessa tecnologica originariamente associata alla parola QLED, ma attraverso un’architettura completamente diversa.
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