Notizie TV

Smart TV sempre più economici? Il vero business non è più il televisore, ma la pubblicità

I prezzi dei TV resistono all’aumento dei costi dei componenti grazie a un nuovo modello di business basato su pubblicità e raccolta dati che, piano piano, si sta facendo largo anche in Europa

L’andamento del mercato TV nel 2026 sta seguendo una traiettoria insolita rispetto al resto dell’elettronica di consumo. Mentre PC, smartphone e numerosi altri dispositivi continuano a risentire dell’aumento dei costi di memoria, semiconduttori e componentistica, molti televisori, soprattutto nelle fasce medio-alte, hanno mantenuto prezzi sorprendentemente stabili. In alcuni mercati, si registrano addirittura ribassi rispetto allo scorso anno, un comportamento che a prima vista sembra difficile da giustificare considerando l’impatto che la crescente domanda di hardware per l’intelligenza artificiale sta avendo sull’intera filiera.

Secondo le ultime analisi di Omdia, la spiegazione va cercata nel profondo cambiamento del modello economico adottato dai produttori. Il televisore sta progressivamente smettendo di essere il principale generatore di profitto. A diventare centrale è invece tutto ciò che accade dopo l’acquisto, quando il dispositivo viene collegato a Internet e inizia a raccogliere dati, proporre contenuti e mostrare inserzioni pubblicitarie.

Questo perché negli ultimi anni le Smart TV hanno subito una trasformazione radicale. In passato il sistema operativo a bordo di un televisore aveva il semplice compito di offrire accesso alle principali piattaforme di streaming, mentre oggi rappresenta una vera piattaforma commerciale, progettata per mantenere l’utente costantemente all’interno di un ecosistema controllato dal produttore. La schermata iniziale è sempre più ricca di contenuti sponsorizzati, suggerimenti personalizzati, banner promozionali e raccomandazioni che, nella maggior parte dei casi, hanno finalità pubblicitarie piuttosto che informative.


Questo cambiamento permette ai produttori di generare entrate continue nel corso dell’intero ciclo di vita del televisore. La vendita dell’hardware garantisce infatti un margine sempre più ridotto, mentre la monetizzazione dell’utente attraverso la pubblicità diventa una fonte di ricavi stabile e potenzialmente molto più redditizia.

Le moderne piattaforme Smart TV raccolgono infatti un’enorme quantità di informazioni sulle abitudini di visione. Orari di utilizzo, applicazioni aperte, programmi preferiti, tempo trascorso davanti allo schermo e numerosi altri dati consentono di costruire profili dettagliati, utili per proporre messaggi pubblicitari altamente mirati. Questo patrimonio informativo ha un valore crescente per inserzionisti e partner commerciali, contribuendo a compensare gli aumenti dei costi produttivi.

Una strategia che spiega perché l’aumento dei prezzi delle memorie DRAM e dei chip, causato dalla forte domanda proveniente dal mercato dell’intelligenza artificiale, non si sia fin qui tradotto automaticamente in televisori più costosi.

La stessa Samsung, leader mondiale del settore TV, aveva ipotizzato all’inizio dell’anno possibili rincari legati all’impennata dei prezzi della memoria, ma almeno per il momento queste previsioni non si sono concretizzate. La stabilità dei listini ha probabilmente favorito una crescita delle vendite nel primo trimestre, sostenuta anche dall’effetto trainante dei grandi eventi sportivi internazionali, che tradizionalmente incentivano il rinnovo del televisore domestico.

La situazione cambia leggermente osservando le diverse fasce di mercato. I modelli premium continuano a garantire margini interessanti grazie a caratteristiche tecniche (si pensi solo alla recente ondata di modelli RGB-LED) e funzionalità avanzate che una parte degli utenti è ancora disposta a pagare. Diverso il discorso per i televisori entry-level, dove la competizione sui prezzi è diventata così aggressiva da ridurre quasi a zero il guadagno derivante dalla semplice vendita del prodotto.

In questi casi il valore economico del cliente viene recuperato successivamente attraverso il sistema operativo proprietario. Più il televisore rimane connesso e viene utilizzato, maggiore diventa il potenziale ritorno economico derivante dalla pubblicità e dalla raccolta dati.

Negli Stati Uniti questo modello ha raggiunto un livello di maturità particolarmente avanzato. L’acquisizione del brand Vizio (molto popolare negli USA) da parte di Walmart rappresenta uno degli esempi più significativi di questa evoluzione. L’obiettivo è infatti integrare i dati provenienti dagli acquisti effettuati nei negozi fisici e online con le informazioni relative alle abitudini di visione degli utenti. La combinazione di queste due sorgenti informative permette di costruire profili estremamente dettagliati, aumentando l’efficacia delle campagne pubblicitarie.

Anche piattaforme come Roku e Amazon Fire TV hanno costruito buona parte del proprio successo attorno a questo modello di business. Le rispettive interfacce privilegiano la promozione di contenuti sponsorizzati, servizi in abbonamento e pubblicità personalizzate, trasformando il televisore in un punto di accesso privilegiato per il marketing digitale.

tizen

L’Europa, pur procedendo con maggiore gradualità, sta seguendo la stessa direzione. Secondo Omdia crescerà rapidamente la diffusione di sistemi operativi indipendenti come Vidaa di Hisense, Titan OS e TiVo OS, piattaforme nate proprio con l’obiettivo di creare ecosistemi proprietari in grado di valorizzare economicamente il tempo trascorso davanti allo schermo. La conseguenza sarà una presenza sempre più evidente (e invadente?) di suggerimenti commerciali, contenuti promossi e pubblicità integrate nell’esperienza d’uso quotidiana.

In questo scenario Apple rappresenta ancora un’eccezione. Apple TV 4K continua infatti a offrire un’interfaccia praticamente priva di pubblicità interna, lasciando che eventuali inserzioni provengano esclusivamente dalle applicazioni di streaming utilizzate come avviene con alcuni piani in abbonamento di Netflix o Prime Video. È una filosofia differente, resa possibile dal fatto che il business dell’azienda non dipende dalla monetizzazione pubblicitaria del dispositivo.

Per chi vuole eliminare completamente qualsiasi forma di advertising, l’unica soluzione rimane affidarsi a lettori multimediali dedicati e supporti fisici come Blu-ray e Ultra HD Blu-ray. Una scelta che garantisce maggiore controllo sull’esperienza di visione e sulla privacy, ma che comporta costi superiori e una praticità decisamente inferiore rispetto alla comodità delle moderne piattaforme Smart TV.

© 2026, MBEditore – TPFF srl. Riproduzione riservata.

Vuoi saperne di più? Di' la tua!

SCRIVICI


    MBEditore network

    Loading RSS Feed

    Pin It on Pinterest