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Speciale fotocamere per vlogging – Prima parte

Speciale fotocamere per vlogging - Prima parte

Per il vlogging e la comunicazione social che predilige l’audiovisivo allo scritto occorre la giusta camera digitale: cosa scegliere e perché

Vlogging, ovvero il blog video. Raccontare se stessi e le proprie esperienze col principio dello storytelling all’interno di video in cui si compare in prima persona o inquadrando altro. All’interno di una spigliata narrazione il coinvolgimento giunge attraverso sensazioni audiovisive per raccontare un viaggio, un’esperienza di vita privata o pubblica, l’unboxing di un prodotto appena acquistato o la preparazione di una ricetta: qualsiasi cosa si ritenga possa avere maggiore appeal rispetto a blog ‘semplicemente’ scritto. Nessuna o quasi post-produzione, alcuna necessità di aggiungere effetti video o audio per raccontarsi in misura il più possibile trasparente, ovvero fare la differenza.

Ci sono sicuramente gli smartphone e i tablet ma desiderando cimentarsi in vlog più professionali la scelta inevitabilmente ricade sulle fotocamere digitali. Si tratta di apparati capaci di fare la differenza per la qualità dei file prodotti, dando maggiori chance di cogliere l’attenzione dei potenziali spettatori oltre i fatidici dodici secondi, il tempo di attenzione media all’interno del quale ci si gioca tutto. Quali sono gli elementi da prendere in considerazione nella scelta di un apparato per il vlogging? Il vlogger in genere è colui che organizza da solo le proprie riprese, per cui il primo punto fermo è quello di vedere ciò che si sta facendo.

Speciale fotocamere per vlogging - Prima parte

Lo schermo deve essere ribaltabile in misura completa e il più possibile con elevata luminosità e contrasto per cogliervi gli elementi all’interno di esso in pieno sole. Ci si può fidare unicamente di un obiettivo grandangolare ma per essere al centro della scena non basta. Se le doti tecniche della fotocamera digitale fossero quelle giuste la si potrebbe sempre scegliere anche con limitazioni al suddetto schermo: ci sono casi in cui ovviare se l’apparato offrisse la connessione wireless con altro device come lo smartphone. Una soluzione dall’elevato potenziale agganciando lo schermo ausiliario per esempio alla slitta del flash o ancorandolo in maniera creativa per sfruttare angolazioni diverse.

Nel vlogging la questione risoluzione è senza meno un’altra grande incognita, specie in un periodo in cui a mercato c’è già qualche dispositivo capace di registrare immagini 8K native. Se però non si hanno particolari velleità tecniche e si guarda più alla sostanza la scelta dovrebbe ricadere nell’ambito dell’ampissima offerta Full HD. La scelta di tale risoluzione ha un senso per svariati motivi: oltre al parco macchine disponibile le immagini 1080p sono il formato più comune su cui naviga chiunque e che con il 3G / 4G outdoor non crea fastidiosi colli di bottiglia. Una visione che si blocca a ogni piè sospinto per l’eccessivo carico di dati è inutile. E poi è sempre meglio un file video 2K tecnicamente sostanzioso che uno 4K che oltre a fare da imbuto rischia di mettere in evidenza i limiti dell’hardware impiegato. È vero che i canali social sono adattivi, ma chi sfrutta veramente il 4K è ancora una nicchia e in UHD si occupa molto più spazio anche in memoria, riducendo le possibilità di fare più video.

Speciale fotocamere per vlogging - Prima parte

Inoltre a 2K si può scegliere una cadenza frame più elevata per ottenere in fase di riproduzione l’effetto slow-motion. Velocità frame al secondo inversamente proporzionale alla risoluzione, per cui una camera che riprende 4K a 30 fps in genere a 2K cattura a 60 fps o anche 120 fps. In quest’ultimo caso registrando a 120 fps e visionando a 30 fps si otterrebbe un rallentamento pari a quattro volte. Riprese 4K hanno senso quando si vanno a inquadrare elementi che necessitano maggiore precisione su dettagli estremi o modalità macro. Completare al meglio una ripresa senza aiuti esterni è possibile, ma ci si deve affidare alle doti della fotocamera che deve possedere un sistema AF di autofocus che non indugi nell’elaborazione. Diversi sono i pregi che concorrono a un egregio risultato a partire dal numero di punti del sensore, la geometria degli stessi e l’area che il loro insieme va a coprire, dando maggiori chance di eseguire la messa a fuoco.

Più sono i punti e più elevata l’accuratezza, ma importa anche la loro posizione specie se si va oltre la cosiddetta croce semplice, come nel caso del dual cross o della doppia linea. Il risultato finale dipende dalla sensibilità del sensore di cogliere quanto inquadrato, dove la geometria a forma di croce aumenta la migliore messa a fuoco. Per quest’ultima la condizione di precisione è legata anche alle impostazioni manuali della stessa: da non dimenticare che quando si imposta una più elevata precisione si limita la massima profondità della messa a fuoco. Per sensibilità del sensore s’intende quella di saper lavorare senza problemi anche quando l’illuminazione è deficitaria, la scena per svariati motivi non può essere quella desiderata. Maggiore la precisione anche in condizioni di scarsa luce e migliore la messa a fuoco, che assume notevole peso specie quando le riprese sono estemporanee.

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L’autofocus per lo scatto singolo è relativamente più semplice, più articolato e a rischio quello in video dove è la costanza a prevalere. È sufficiente immaginare di trovarsi in un condizione di ripresa all’imbrunire senza illuminazione artificiale, quando anche nell’arco di una breve manciata di minuti cambiano luce e intensità colori rischiando di incidere in misura anche vistosa. L’AF preciso dovrebbe venire accompagnato dalla capacità di riconoscere il volto, mantenendone il tracciamento specie con variazioni di condizioni ambientali come quella appena descritta. Specie nel vlogging la stabilizzazione dell’immagine è un altro fattore determinante quando la ripresa è in movimento.

In quanto vlogger va da se che per un pratico impiego fuori casa occorre disporre di una fotocamera poco ingombrante, senza doversi portare dietro ulteriore materiale benché disporre di una piccola fonte esterna di illuminazione a LED torni utile. Lo stesso dicasi anche per la propria voce, dove altro elemento importante è quello di disporre di un ingresso microfono esterno per rendere più coinvolgente e diretta la registrazione. Mancando l’ingresso audio ausiliario ci si potrebbe arrangiare con un microfono a filo da connettere allo smartphone per una registrazione separata, indicata quando oltre alla propria voce si volesse disporre dei suoni d’ambiente. In tal caso occorre una sincronizzazione a posteriori caricando video più doppio audio su computer, dilatando i tempi di produzione.

Speciale fotocamere per vlogging - Prima parte

Leggerezza e trasportabilità implica disporre di una compatta con obiettivo fisso, mentre nel caso degli intercambiabili salgono prezzo, peso e ingombro ma anche la resa qualitativa. Ultimi non in ordine d’importanza la durata della batteria e il fattore robustezza tra refrattarietà alle intemperie, escursioni termiche, polvere e schizzi d’acqua per il vlogger giramondo. Nella seconda parte dello speciale vedremo alcune delle più interessanti fotocamere adatte al vlogging.

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