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Ultravioletti in casa contro il Covid-19

Ultravioletti in casa contro il Covid-19

Gli ultravioletti potrebbero essere la risposta a chi cerca uno strumento che svolga attività di sanificazione aerea anche contro il Covid-19

Ultravioletti contro il Covid-19. La più potente fonte di ultravioletti è di fatto il sole, i cui effetti sono documentati già nella seconda metà dell’800, ma solo una parte di essi va replicata e resta legata alla sanificazione aerea anche di un appartamento, ovvero l’UV-C (in natura perde efficacia a quote attorno ai 30 Km di altitudine) che va dai 280 ai 100 nanometri (misura di lunghezza pari a un miliardesimo di metro) di lunghezza d’onda. Da anni l’ultravioletto è impiegato come disinfettante e non è certo un caso se da quest’anno compagnie aeree, navi da crociera e altre realtà aziendali hanno iniziato a utilizzare una varietà di sistemi per sanificare gli spazi comuni. Rendere pratico l’UV per uso casalingo e impedire a elementi patogeni aerei di proliferare non sembrava così immediato.

Ci ha pensato la statunitense Big Ass Fans, con base a Lexington nel Kentucky, conosciuta anche per la lussuosa linea residenziale Haiku di ventilatori da soffitto, intelligenti e abilitati alla connessione app. Ventilatori che l’azienda presenta come “soluzione per la disinfezione dell’aria capace di eliminare il 99.99% del SARS-CoV-2, causa del COVID-19”. L’idea è giunta dopo il lancio di un nuovo accessorio dedicato ai modelli Haiku, che all’origine doveva proiettare una luce decorativa a soffitto. Sostituendo la sezione estetica e ‘armando’ il ventilatore con apposita UV-C nel giro di quattro mesi di ricerca e ingegneria aggiuntive si è raggiunta una soluzione dichiarata efficace nella lotta alla pandemia. Dopo un iniziale banco di dispositivi da testare in laboratorio gli speciali ventilatori da soffitto Haiku sono stati messi in vendita. Va però ricordato che l’Haiku è la punta di diamante del residenziale per Big Ass Fans e non è esattamente a buon mercato: i prezzi base partono dai 1.250 dollari, cui si aggiungono ulteriori 500 dollari per il sistema ultravioletto.

Ultravioletti in casa contro il Covid-19

Integrato nella sezione sovrastante la ventola l’UV-C dirige la luce invisibile verso l’alto combattendo virus, batteri, muffe e altri agenti patogeni che passano per il suo raggio d’azione. La miscelazione dell’aria migliora la circolazione all’interno dello spazio, portando gli elementi nocivi nella zona di disinfezione. L’esposizione continua ai raggi ultravioletti è nociva per la pelle e gli occhi quando è diretta, il concept Haiku è però diverso con la sorgente UV rivolta al soffitto e secondo Big Ass Fans non c’è rischio di esposizione per chi si trovi in zona, anche se lasciata sempre accesa. Spingendosi a cercare soluzioni più economiche occorre fare molta attenzione a selezionare la giusta offerta tecnica, per non incorrere in rischi anche pesanti per la salute.

Sul portale del Governo (a questo indirizzo) c’è una pagina di focus su vendita di lampade UV inefficaci contro il virus. In certi casi totalmente inutili perché emettono raggi a lunghezze d’onda sbagliate o volumi troppo bassi: “…rischi per la salute dovuti a dosaggi di raggi UV-A, UV-B, UV-C non conformi alla norma europea UN62471. Questo espone un utente che si trovi nelle immediate vicinanze del prodotto a una dose non sicura di radiazioni UV agli occhi o alla pelle, aumentando il rischio di gravi lesioni o cancro. Oltre ad essere inefficaci contro il Coronavirus e a presentare rischi per la salute i prodotti segnalati, vantando attività sterilizzante nei confronti di virus e batteri, possono indurre nelle persone che li utilizzano un falso senso di sicurezza, potenzialmente pericoloso”. Link al sito Big Ass Fans.

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