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NAD raddoppia nella fascia media: arrivano il lettore CD C 569 e l’ampli-streamer C 359S

NAD rinnova la Classic Series con il lettore CD C 569 da 949 euro e l’amplificatore C 359S da 1.199 euro, tra DAC ESS SABRE, tecnologia QRONO d2a, classe AB e streaming BluOS

NAD ha annunciato un ampliamento della propria Classic Series con due nuovi componenti di fascia media pensati per rispondere a esigenze complementari. Si tratta del lettore CD C 569 da 949 euro atteso a fine novembre, che porta alcune delle tecnologie del modello superiore C 589 in una fascia di prezzo più accessibile, e dell’amplificatore integrato C 359S da 1199 euro, che ripropone la classe AB abbinandola allo streaming tramite piattaforma BluOS e all’HDMI eARC. Insieme, i due nuovi modelli delineano una possibile configurazione stereo per chi ascolta ancora CD, ma vuole anche integrare servizi musicali in streaming, TV e altre sorgenti senza ricorrere a una catena composta da numerosi dispositivi separati.

Il C 569 punta sulla qualità della conversione

Il NAD C 569 si colloca tra l’entry level C 538 da 449 euro e il ben più costoso C 589 da 1599 euro, investendo soprattutto nella sezione di conversione digitale-analogica ed evitando funzioni accessorie come lo streaming integrato e la riproduzione di file da USB. Per questo suo nuovo modello “mediano” NAD ha scelto il DAC ESS ES9039Q2M SABRE, affiancato da operazionali aggiornati e da uno stadio analogico riprogettato. La circuitazione stereo simmetrica, che utilizza percorsi del segnale brevi e un’alimentazione regolata per contenere rumore e interferenze, è diversa da quella completamente bilanciata del C 589, che impiega il più sofisticato ESS ES9039PRO e dispone di uscite analogiche XLR, anche se vista la differenza di prezzo non ce ne stupiamo.

La dotazione digitale comprende due tecnologie particolarmente interessanti. QRONO d2a, sviluppata da MQA Labs, interviene sul trattamento dei segnali PCM attraverso filtraggio digitale e tecniche di noise shaping, con l’obiettivo di migliorare la risposta temporale della conversione e limitare gli artefatti che possono compromettere la restituzione dei transienti. Il sistema funziona anche con i normali CD Audio, senza richiedere registrazioni codificate MQA.


Dynamic Digital Headroom, indicata con la sigla DDH, affronta invece il problema dell’inter-sample clipping. In alcune registrazioni masterizzate a livelli molto elevati, i picchi ricostruiti durante la conversione possono superare il limite nominale del segnale digitale introducendo distorsione. Il margine aggiuntivo previsto da DDH punta a ridurre proprio questo rischio.

Il C 569 adotta un meccanismo a vassoio con servocontrollo basato su componenti NXP, incaricato di gestire rotazione del disco, messa a fuoco del laser e tracciamento. Il pannello frontale ospita un display LCD a colori da 3,7 pollici, compatibile con CD-Text, e il lettore supporta la riproduzione gapless, utile soprattutto per album dal vivo, musica classica e registrazioni concepite senza pause tra le tracce. Sono presenti uscite analogiche stereo RCA e uscite digitali ottica e coassiale, così da poter utilizzare il DAC interno oppure affidare la conversione a un dispositivo esterno.

NAD dichiara una risposta in frequenza di 20 Hz-20 kHz entro ±0,5 dB, una distorsione armonica totale non superiore allo 0,006% a 1 kHz e un rapporto segnale/rumore di almeno 110 dB con ponderazione A. La compatibilità con MQA-CD completa le funzioni di lettura, mentre non sono previsti supporto SACD, ingresso USB per file musicali o amplificatore per cuffie.

C 359S: la classe AB incontra lo streaming BluOS

Il nuovo amplificatore integrato di NAD adotta una sezione di potenza in classe AB da 70 watt per canale su 8 ohm, che diventano 120 watt su 4 ohm, e abbina questa architettura a un’alimentazione switching ad alta corrente e basso rumore, derivata dall’esperienza maturata da NAD sui modelli in classe D. NAD continua a investire in questa tecnologia, ma con il C 359S recupera una soluzione circuitale che appartiene alla tradizione del brand canadese, reinterpretandola attraverso un’alimentazione moderna. Il risultato è un design che vuole coniugare la capacità di pilotaggio delle casse con un’erogazione stabile e una gestione efficiente delle risorse.

La dotazione comprende la piattaforma BluOS, che consente di accedere ai servizi di streaming compatibili, alle radio internet e alle librerie musicali disponibili in rete, oltre a integrare la riproduzione multiroom con altri dispositivi BluOS. La connettività di rete è affidata a Ethernet Gigabit e Wi-Fi 5, mentre il supporto per lo streaming ad alta risoluzione arriva fino a 24 bit/192 kHz. Sono previsti inoltre Apple AirPlay 2, Spotify Connect, TIDAL Connect, Qobuz Connect e la compatibilità Roon Ready.

Il C 359S può quindi funzionare come sorgente digitale e centro di controllo senza richiedere uno streamer esterno, con in più l‘HDMI eARC che permette di collegare un televisore compatibile e utilizzare l’impianto stereo per film, serie TV e videogiochi. Per le sorgenti tradizionali sono disponibili un ingresso phono MM per giradischi, due ingressi analogici di linea e un ingresso digitale ottico.

A completare la dotazione troviamo Bluetooth aptX HD, uscita cuffie, uscita dedicata al subwoofer e circuito Soft Clipping, che serve per contenere gli effetti della saturazione quando l’amplificatore viene spinto verso i propri limiti. Infine, l’interfaccia rimane volutamente tradizionale, con pulsanti fisici, manopole per volume e regolazioni di tono, controllo del bilanciamento e telecomando a infrarossi.

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