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Recensione Triangle Solstice 3: il diffusore perfetto per il tuo salotto

Triangle lancia una nuova line-up di diffusori senza tradire il family sound ormai iconico del marchio d’oltralpe

Le Triangle Solstice 3 sono un diffusore bookshlef che raccoglie una eredità importante per chi è alla ricerca di un diffusore dal buon rapporto qualità prezzo.

 

Per chi se lo stesse domandando le Triangle Solstice 3 hanno un listino di 1.1150 Euro, che a fronte delle finiture e delle performance ci è sembrato più che adeguato. Nonostante il livello di prezzo accessibile troviamo materiali ricercati, ingegnerizzazione proprietaria e un’estetica che strizza l’occhio al design d’interni di alto livello, anche per questo li abbiamo deifniti diffusori perfetti per il salotto di casa. Il costruttore francese Triangle, storica realtà di Soissons, ha introdotto la nuova serie Solstice, con un obiettivo sicuramente non semplice: sostituire la pluripremiata e longeva linea Esprit EZ, ridefinendo il concetto di diffusore “audiophile” accessibile. La sfida è stata quella di proporre un diffusore figlio degli ultimi sviluppi del brand senza tradire quel “suono francese” — dinamico, aperto, olografico e incredibilmente live — che caratterizza l’identità del marchio ormai da decenni. Gli appassionati del marchio avranno già capito che le Triangle Solstice 3 sono le eredi delle Triangle Comète. Tra gli obiettivi delle Solstice 3 troviamo la promessa di offrire un’estensione in frequenza di riferimento, tenuta in potenza e tridimensionalità del palcoscenico degne di modelli da pavimento ben più ingombranti. Tra le novità più interessanti troviamo il rivoluzionario tweeter a tromba in lega di magnesio, il rinnovato driver in pura cellulosa e il sistema di assorbimento delle vibrazioni DVAS.

La nascita della serie Solstice

Collocandosi esattamente nel cuore del catalogo Triangle, ovvero tra la fortunatissima ed economica serie Borea (campionessa di vendite nella fascia sotto i 500 euro) e le lussuose gamme Signature e Magellan, la serie Solstice ha il compito di attingere a piene mani dalle soluzioni ingegneristiche sviluppate originariamente per i prestigiosi modelli celebrativi Esprit 40th e Magellan 40th Anniversary. La filosofia alla base del progetto Solstice è quella di portare il suono di riferimento del produttore francese ad una fascia di pubblico più ampia, offrendo coerenza timbrica che può essere goduta sia in configurazioni stereofoniche sia in complessi sistemi multicanale, perchè, lo ricordiamo la serie Solstice annovera nel suo catalogo anche un canale centrale.


Dando uno sguardo veloce  ai dati, emerge come il modello di punta, la Solstice 8, vanta un incremento del volume del cabinet notevole rispetto alla precedente Antal EZ che va a sostituire, garantendo un’estensione sulle basse frequenze fino a 38 Hz in ambiente. Tuttavia, Triangle ha scelto scientemente di non proporre, al momento, un successore diretto per l’imponente Australe EZ, fermando l’estensione verso il basso della gamma Solstice a una soglia compatibile con la maggior parte delle moderne abitazioni. Il canale centrale Solstice C3, d’altro canto, adotta un design a cassa chiusa (sospensione pneumatica) che facilita enormemente l’inserimento all’interno di mobili o a ridosso delle pareti posteriori (assenza di turbolenze di accordo reflex), ottimizzando la gamma media cruciale per riprodurre le voci.

Al centro di questa linea si pongono le Solstice 3. Questi diffusori da supporto incarnano il punto di equilibrio perfetto della serie, combinando un ingombro ragionevole con prestazioni che attingono direttamente dal DNA dei modelli di punta.

L’interno delle Triangle Soltice 3 e non solo

Quando si discute di diffusori da scaffale nella fascia attorno ai mille euro, l’aspettativa generale è quella di trovarsi di fronte a cabinet di litraggio modesto, progettati per compromessi acustici in ambienti angusti. Le Triangle Solstice 3 sfidano apertamente questa convenzione. Con dimensioni fisiche di tutto rispetto (418 mm di altezza, 221 mm di larghezza e 370 mm di profondità) e un peso di 12,9 kg per singolo diffusore, le Solstice 3 si impongono come diffusori importanti. La stazza è tale da suggerire che l’appellativo “da scaffale” sia puramente indicativo; per permettere al diffusore di esprimere la dinamica per cui è stato progettato, il posizionamento su robusti stand da pavimento non è semplicemente consigliato, ma quasi obbligatorio.

Ogni singolo elemento della Solstice 3 è stato sviluppato partendo da un foglio bianco, abbandonando molta della componentistica standard utilizzata sulle vecchie EZ. Tre i punti su cui si è soffermato il produttore francese: la riproduzione delle alte frequenze tramite una nuova generazione di tweeter a tromba, il perfezionamento della gamma media affidata al driver in pura cellulosa, e uno studio avanzato sulla fluidodinamica e sul controllo delle risonanze interne del cabinet.

Triangle ha da sempre tra le sue caratteristiche principali l’utilizzo del tweeter a tromba in titanio. Per anni, molti appassionati hanno discusso sulle caratteristiche di questa scelta tecnica: capace di estrarre dettagli microscopici e di fornire un attacco dei transienti fulmineo, questa tipologia di driver dava adito di tanto in tanto a critiche di eccessiva direttività, brillantezza o asprezza, specialmente quando accoppiato ad amplificatori dal suono analitico o con registrazioni compresse. Con  le Triangle Solstice 3, l’azienda francese ha deciso di lavorare sui feedback a tal riguardo. Ora, le alte frequenze sono affidate al nuovissimo tweeter TZ2540MG. La prima fondamentale differenza risiede nel materiale della cupola da 25 mm, che abbandona il titanio per abbracciare una lega di alluminio e magnesio. L’alluminio fornisce la rigidità strutturale necessaria per operare come un pistone perfetto senza deformarsi alle altissime frequenze, mentre il magnesio apporta un eccezionale coefficiente di smorzamento interno. Tutto questo al fine di portare il break-up  ben oltre la soglia dell’udito umano (la risposta si estende fino a 22.000 Hz ±3dB). Le innovazioni però non finiscono qui ed è bene approfondirle. Tra le novità troviamo:

  • OS-SEW (Oblate Spheroid Super Elliptical Waveguide): Triangle ha ridisegnato completamente il profilo della tromba basandosi sul principio OS-SEW. Questa geometria controlla con estrema precisione la dispersione fuori asse dell’onda acustica. Così facendo lo sweet spot  risulta molto più ampio, permettendo di godere di una corretta ricostruzione scenica anche spostandosi dal vertice geometrico del triangolo d’ascolto.
  • Rifasatore : Al centro della tromba, posizionato davanti alla cupola in magnesio, troviamo un rifasatore ottimizzato e stampato in un unico elemento. La funzione di questo componente è critica: esso equalizza il percorso delle onde sonore ad altissima frequenza emesse dalle varie sezioni della cupola. In sostanza il compito del phase plug è quello di garantire un’emissione coerente e fluida.
  • Barrel Structure: Alla base della tromba è stata ricavata una svasatura. Questa ingegnosa architettura serve a ottimizzare la linearità della risposta in frequenza proprio nella delicata zona di incrocio (crossover) con il mid-woofer, migliorando l’integrazione acustica tra i due driver.
  • Motore Magnetico e Camera Posteriore: La propulsione della cupola è garantita da un massiccio anello in neodimio con il centro aperto. Questa apertura è fdi estrema importanza perché permette all’energia acustica generata dal movimento posteriore della cupola di defluire in una camera di assorbimento retrostante studiata per essere smorzata. Il risultato è la riduzione delle riflessioni interne.

A far compagnia al nuovo tweeter troviamo un midwoofer in pura pasta di cellulosa naturale. Il midwoofer da 160 mm (16 cm) implementato sulle Triangle Solstice 3 è un progetto proprietario di ultimissima generazione, concepito a Soissons per lavorare in perfetta sinergia con la nuova tromba in magnesio. La scelta della carta, se ve lo state chiedendo, non è dettata da nostalgia, ma da rigorose ragioni fisiche. La cellulosa possiede formidabili proprietà di auto-smorzamento. Questo significa che il cono non accumula energia e non soffre dei violenti fenomeni di ringing tipici dei coni metallici rigidi. All’ascolto, questa caratteristica si traduce in una capacità di restituire le delicate inflessioni delle voci umane, i timbri complessi degli strumenti acustici (come il pianoforte) e i fiati con un calore, una fluidità e un realismo materico davvero molto attinente alla realtà.

 

Per le Triangle Solstice 3, come per tutti i prodotti di questa fascia, è indubbio che il fattore budget sia estremamente importante ma questo non significa che si debba rinunciare a soluzioni molto interessanti. Una di queste soluzioni è:

  • la tecnologia DVAS (Driver Vibration Absorption System): ossia un sistema di irrigidimento interno e di disaccoppiamento meccanico. Un sofisticato rinforzo strutturale posto all’interno del diffusore si spinge fino ad appoggiarsi direttamente sul retro del pesante motore magnetico del mid-woofer tramite materiale smorzante. Le vibrazioni generate dal movimento del pistone del woofer vengono così assorbite e dissipate lungo la struttura interna prima che possano raggiungere e far vibrare i pannelli laterali del cabinet. L’eliminazione di queste micro-risonanze si traduce in un abbassamento drastico del rumore di fondo permettendo all’ascoltatore di cogliere dettagli microscopici e sfumature dinamiche.
  • Down-Firing Port: le Triangle Solstice 3 utilizzano un condotto reflex laminare (a fessura orizzontale) che sfocia verso il pavimento, completamente nascosto e integrato nella base del diffusore. La base utilizza una struttura a nido d’ape in fusione di ghisa, progettata per aggiungere massa e abbassare il baricentro, rivestita da uno spesso strato di silicone assorbente. Questa soluzione laminare è eccellente dal punto di vista fluidodinamico: eliminando le strozzature di un tubo circolare, abbatte quasi totalmente il rumore aerodinamico del flusso d’aria (port chuffing o turbolenza) che affligge molti diffusori quando riproducono basse frequenze a volumi sostenuti.
  • Allineamento temporale: Osservando le Triangle Solstice 3 di profilo, si nota immediatamente che il diffusore non è perpendicolare al pavimento, ma poggia su una base inclinata all’indietro di 2 gradi. Questo accorgimento oltre ad essere  bensì una rigorosa implementazione dell’allineamento temporale (time alignment). Il centro di emissione acustico del tweeter a tromba è fisicamente posizionato più in avanti rispetto al fondo concavo del cono del woofer. Inclinando il mobile all’indietro di 2 gradi, si allineano i due centri di emissione sullo stesso asse verticale rispetto alle orecchie dell’ascoltatore seduto.

Per quanto riguarda poi il posizionamento in ambiente, nonostante non siano diffusori piccolissimi, non presentano particolari criticità di posizionamento. Grazie allo sfogo verso il pavimento, ci è sembrato che questi diffusori siano abbastanza indulgenti. Tuttavia vi sconsigliamo l’installazione in angoli angusti o praticamente incastonati nella parete di fondo.  Garantire uno spazio vitale  posteriore e laterale di almeno 30-40 centimetri è la conditio sine qua non per permettere all’ ottimo palcoscenico sonoro  di svilupparsi non solo sull’asse orizzontale, ma anche e soprattutto nella profondità spaziale e nell’altezza. Una leggera rotazione dei diffusori verso il punto d’ascolto è infine caldamente consigliata. 

Un ascolto che mantiene vivo il family sound del marchio ma con alcune accortezze

L’aspetto più intrigante dell’ascolto delle Triangle Solstice 3 è la constatazione di come gli ingegneri di Soissons siano riusciti nell’impresa di mantenere intatto il DNA del marchio che si traduce in vivacità, senso di “live” e di immediatezza ritmica che da sempre caratterizzano il suono del brand. Quello che rompe con il passato però è che ora tutto ciò  avviene con una sensazione di maggiore maturità timbrica, naturalezza e soprattutto minori asprezze rispetto al passato.

 

Abbiamo subito voluto testare i 48 Hz dichiarati a -3db con “The Soud Of Silence” nella tellurica interpretazione di Geof Castellucci e vuoi una posizione dei diffusori un po’ ruffiana, vuoi un po’ l’ambiente di ascolto che ha i suoi rinforzi, la discesa in basso ci è sembrata decisamente corposa, ovviamente non si possono pretendere volumi live ma ad esempio in una stanza di 30 metri quadrati la discesa e l’SPL sono stati più che sufficienti. Inoltre la gamma bassa gode di una velocità e di una silenziosità davvero da primato nella sua categoria. Per quanto riguarda la gamma media la voce di Diana Krall, viene restituita con un realismo materico. Le voci acquisiscono un peso e uno spessore plastico; forse leggermente in avanti rispetto al piano, ma di certo hanno un effetto presenza tangibile che annulla la distanza tra ascoltatore ed esecutore. In poche parole la voce della cantante è ben presente in tutta la stanza di ascolto.  Gli strumenti acustici (archi, chitarre classiche, fiati in ottone) risultano estremamente trasparenti come da tradizione del brand. Per quel che riguarda la gamma alta troviamo alcune delle novità più interessanti. Dimenitcate l’analiticità dei tweeter in titanio. Gli acuti emessi dalle Solstice 3 sono estesissimi, ariosi, carichi di micro-informazioni spaziali preziose, ma risultano fluidi e meno spietati di quanto avevamo ascoltato in passato, soprattutto con registrazioni poco curate. Insomma un diffusore arioso, dettaglito ma con un livello di fatica di ascolto decisamente basso. Noi le abbiamo abbinate ad un Audiolab 7000A ed in alternativa ad un finale Linn Majik 6100 utilizzando come pre/streamer, dac un WiiM Ultra. Dobbiamo dire che in entrambe le combinazioni ci isamo trovati bene. Altro punto di forza di queste Triangle Solstice è il palcoscenico sonoro che è ben riprodotto in tutte e tre le dimensioni e lascia che l’ascoltatore sia circondato dalla musica. Unica accortezza che dovrete avere è quella di scegliere bene l’amplificazione a cui collegarle. Sono diffusori luminosi in alto, dettagliati e necessitano di amplificazioni in grado di mitigare questo loro carattere che si, rispetto al passato è stato leggermente mitigato ma che comunque come abbiamo scritto in precedenza, mantiene il fortunato family sound. Noi ci siamo trovati bene con un Audiolab 7000 e poi con un finale Linn Majik 6100 collegato direttamente ad uno streamer WiiiM Ultra, ma capiamo che il Linn è decisamente fuori fascia di prezzo dei diffusori.

La sfida in casa Triangle

In base a quelle che sono state le nostre esperienze, abbiamo deciso di fare un breve paragone tra alcuni modelli iconici del marchio Triangle. Le Triangle Borea BR03 sono tra i best-seller del mercato entry-level e hanno impressionato la nostra redazione in passato. Ha senso, dunque, investire quasi il triplo della cifra per le Triangle Solstice 3? La risposta è un sonoro e incontrovertibile “sì”, a patto che la catena elettronica a monte (amplificatore e sorgente digitale/analogica) sia di qualità adeguata. Le BR03 sono diffusori strepitosi per divertimento e senso del ritmo, con le Triangle Solstice 3 si passa allo step successivo. La risoluzione microscopica dei dettagli spaziali, la cura dle mobile non solo a livello estetico ma anche a livello tecnico. (qui il sistema DVAS scava un abisso prestazionale), ma soprattutto, l’estrema raffinatezza e ariuosità della tromba TZ2540MG, trasformano le Solstice in strumenti per un ascolto di livello superiore. Rispetto al predecessore diretto, le Comète EZ, il divario si gioca sul bilanciamento e sulla maturità: la Solstice 3 perde la spigolosità del vecchio modello sulla gamma alta e le code risonanti del vecchio cabinet, per abbracciare una coerenza tonale più matura e una dinamica del basso più corretta e intellegibile. E’ il classico diffusore che in casa sta bene perchè già con un filo di volume riesce a dare un ottimo dettaglio, esteticamente sono gradevoli e quindi non saranno un cazzotto in un occhio in casa. 

In conclusione

Le Triangle Solstice 3 sono diffusori da stand che mantengono le promesse fatte sulla carta. A fronte di un investimento che si posiziona attorno ai mille euro, troverete ottime finiture del mobile, passando per la progettazione del rifasatore a ogiva OS-SEW in lega di magnesio/alluminio, fino ad arrivare alla geniale implementazione del sistema anti-risonanza DVAS unito al condotto reflex laminare sulla base isolata. Abbinatele ad un amplificatore dal suono dolce e non troppo analitico ed avrte belle soddisfazioni ad un prezzo tutto sommato più che accettabile. Se potete, acquistate anche i supporti e non ve ne pentirete. 

Per maggiori informazioni su prezzi e rivenditori potete visitare il sito del distributore italiano Tecnofuturo.

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