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Abbiamo messo su un sistema Hi-Fi compatto ed economico ideale per l’ufficio o per la casa al mare. Wharfedale, Dual e Mission tre nomi storici per ascoltare musica

Negli ultimi anni, il mercato dell’alta fedeltà grazie al trend del vintage in vari settori, ha fatto riscoprire anche ai più giovani il fascino del vinile e di conseguenza una certa curiosità per il mondo dell’alta fedeltà. Considerate che anche nel mondo dei DJ si va piano piano alla riscoperta dei giradischi e del disco nero, nonostante la comodità disarmante dei sistemi più moderni. Quindi da un lato abbiamo la riscoperta del vinile, dall’altro la certezza dello streaming digitale ad alta risoluzione. Il problema di molti appassionati, tuttavia, resta lo stesso: spazio ridotto in salotto e budget da ottimizzare, condizioni che spesso e volentieri portano a scegliere sistemi all in one compatti. Sappiate che è anche possibile scegliere un piccolo impianto Hi-Fi “vero” che potrete poi upgradare nel tempo.

Se state cercando un sistema Hi-Fi moderno, capace di unire il fascino della riproduzione analogica alla comodità del digitale, esiste una combinazione di elettroniche e diffusori che rappresenta attualmente uno dei migliori punti d’incontro tra spesa e resa sonora. Stiamo parlando di un trittico d’eccezione: l’amplificatore integrato Mission 778X, i diffusori da scaffale Wharfedale Diamond 12.2 e il giradischi automatico Dual CS-329.

Analizziamo nel dettaglio ogni singolo componente e scopriamo perché questo setup ci ha convinto.


Mission 778X: vintage fuori, moderno dentro

A fare da fulcro a questo impianto troviamo il Mission 778X, un amplificatore integrato che raccoglie l’eredità e lo stile dello storico Mission 778 del 1983. Esteticamente strizza l’occhio al fascino vintage grazie ad una estetica inequivocabile, ma sotto la scocca batte un cuore che si divide tra sezione di alimentazione ben dimensionata e una sezione digitale che può contare sul bagaglio dello IAG group. Del Mission 778X trovate la prova qui, a cui vi consigliamo di dare una letta per tutti gli approfondimenti del caso.

  • Potenza: Eroga 45W su 8 ohm (che diventano 65W su 4 ohm) grazie a un generoso trasformatore toroidale a basso rumore. Una riserva di energia sufficiente a pilotare con autorità diffusori da stand come quelli scelti per il setup.

  • Sezione Digitale di alto livello: Integra un chip ESS Sabre32 ES9018K2M, capace di gestire file PCM fino a 384kHz e DSD fino a 256 tramite l’ingresso PC-USB, oltre a ingressi ottici e coassiali.

  • Connettività wireless e vinile: È presente il modulo Bluetooth 5.0 con supporto aptX/AAC per lo streaming rapido da smartphone o tablet, affiancato da uno stadio Phono MM basato su circuito JFET, ideale per collegare direttamente un giradischi.

Prezzo di listino 699 Euro.

Wharfedale Diamond 12.2: piccole, economiche con il timbro di casa Wharfedale

Wharfedale, storico brand dell’alta fedeltà, da sempre offre soluzioni dall’elevato rapporto qualità prezzo, anche in questo caso parliamo di un brand che fa parte del colosso IAG group e quindi la sinergia con l’amplificatore Mission è più che collaudata. Si tratta di diffusori da scaffale a 2 vie che, pur mantenendo dimensioni compatte, offrono prestazioni acustiche con una risposta in frequenza decisamente estesa.

  • Driver in Klarity: Il woofer da 15 cm (6.5 pollici) utilizza un cono in polipropilene e mica (tecnologia Klarity) rigido e leggero, progettato per ridurre al minimo le colorazioni e restituire voci naturali e bassi profondi, precisi e controllati.

  • Cabinet a prova di risonanza: La struttura interna è progettata con rinforzi mirati (Intelligent Spot Bracing) per smorzare le vibrazioni e le onde stazionarie, garantendo un suono pulito anche a volumi sostenuti.

  • Risposta in frequenza: Con una estensione che scende fino a 50Hz (e -6dB a 43Hz), queste bookshelf offrono un impatto sui bassi sorprendente in proporzione al loro ingombro fisico, riempiendo senza problemi stanze di medie dimensioni.

Prezzo di listino 490 Euro

Dual CS329 l’entry level dello storico produttore tedesco

Per chi non vuole rinunciare al rituale del vinile ma cerca la massima semplicità d’uso, il giradischi Dual CS-329 è il completamento ideale di questo ecosistema. Avevamo detto in apertura della grande curiosità dei giovani per il vinile ma al contempo dobbiamo anche considerare la loro totale o quasi inesperienza a tal riguardo. Quindi iniziare con il vinile parlando di VTA, Azimuth e via dicendo potrebbe far scappare ancor prima di iniziare qualsiasi giovane da questa passione. Il Dual CS329 offre una soluzione semplice ideale per farsi le ossa e al contempo di buona qualità. Potrebbe essere un buon mezzo per il passaggio di consegne tra genitori e figli ad esempio. Qui trovate la nostra prova completa.

  • Plug & Play completamente automatico: È una macchina pensata per azzerare le complicazioni. Basta posizionare il disco, premere un pulsante e il braccio si sposta, si abbassa e, a fine ascolto, torna autonomamente nella sua sede.

  • Componenti di pregio: Adotta un solido piatto in alluminio pressofuso con pesante tappetino in gomma ammortizzante e monta di fabbrica una testina Audio-Technica AT91, offrendo una lettura precisa e rispettosa dei solchi.

  • Flessibilità di collegamento: Dispone di pre-phono integrato (attivabile o escludibile), il che permette di interfacciarlo sia con l’ingresso phono dedicato del Mission 778X, sia con un normale ingresso AUX di linea.

Prezzo di listino 449 Euro.

L’era digitale: PC e Smartphone come sorgenti

Molti lettori si chiederanno: “La sorgente digitale? Dove sono il lettore CD o lo streamer?“. La risposta è semplice: il cuore digitale è già integrato nel Mission 778X. L’assenza di un componente dedicato (e ovviamente costoso) almeno per iniziare può essere sopperita da un componente che già abbiamo in casa. Oggi, la vera sorgente digitale si trova spesso già sulla nostra scrivania o nelle nostre tasche:

  • Il PC come “trasporto” audiofilo: Collegando un computer (PC o Mac) via USB all’ingresso dedicato del Mission 778X, il sistema bypassa la scheda audio integrata del computer e utilizza il convertitore interno ESS Sabre32. Questo significa poter gestire file in alta risoluzione provenienti da servizi come Qobuz o Tidal, oppure librerie di file FLAC/DSD residenti sul vostro hard disk.

La libertà del Bluetooth e la “scintilla” per i giovani: Per l’ascolto quotidiano, la comodità del Bluetooth 5.0 (con supporto aptX e AAC) è imbattibile. Spesso gli audiofili storici storcono il naso di fronte al Bluetooth a causa della sua natura lossy (cioè con compressione “con perdita”). Tuttavia, in un setup di questo livello, la prospettiva cambia radicalmente e diventa un fantastico cavallo di Troia per incuriosire i più giovani:

  • Come suona? Grazie a un’elettronica raffinata e a diffusori generosi come le Wharfedale, anche un brano compresso riprodotto via Bluetooth da Spotify o Apple Music guadagna una spazialità, un impatto e una dinamica che potrebbero stupire il giovane abituato ai sistemi ultra compatti che troviamo nei grandi centri di elettronica
  • Il fattore curiosità: Per un giovane abituato all’ascolto “mordi e fuggi”, sentire la propria playlist preferita riprodotta su un vero impianto Hi-Fi via Bluetooth potrebbe diventare una rivelazione. Di conseguenza, diventa il punto d’accesso naturale, la miccia che accende la curiosità: “Se suona così bene uno stream compresso, cosa succederà se collego il PC in alta definizione o se metto su un vinile?”.

Come sempre il consiglio ultimo è quello di ascoltare i setup proposti dal vostro rivenditore di fiducia, trovate la lista dei rivenditori ufficiali sul sito del distributore.

 

 

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