Nuovi guai per Disney+: InterDigital accusa la piattaforma di violare i suoi brevetti anche con il codec VP9. Il ritorno del 4K per gli abbonati del piano Premium è sempre più a rischio
Nuovo (e sconfortante) aggiornamento sulla “telenovela” di Disney+ e il 4K (per l’HDR stiamo ormai perdendo le speranze). Eravamo rimasti alcuni giorni al mancato arrivo del 4K anche su alcuni di quei dispositivi che la piattaforma di streaming aveva invece indicato come compatibili.
Ora stiamo iniziando a capire il perché di tale ritardo, che a questo punto potrebbe durare molto più del previsto. Come già riportato in precedenza, al centro della vicenda c’è InterDigital, compagnia tech americana che detiene un ampio portafoglio di brevetti relativi a tecnologie utilizzate negli standard di comunicazione e compressione dei contenuti. È proprio su alcuni di questi brevetti che InterDigital ha avviato dei procedimenti nei confronti di Disney.
Dopo due decisioni del Tribunale Unificato dei Brevetti (UPC) e uropeo relative al codec video HEVC, Disney+ ha progressivamente eliminato in 11 Paesi europei (Italia compresa) il 4K e l’HDR10 dal piano di abbonamento Premium, passando dall’HEVC al più datato codec VP9 per assicurare la continuità, almeno su alcuni dispositivi definiti da Disney “compatibili” (tra i quali però rimangono esclusi i TV Samsung e i device Apple).
Il fatto è che nei giorni scorsi InterDigital ha avviato un nuovo procedimento davanti all’UPC relativo proprio al codec VP9 e ciò significa che il problema tecnologico del 4K non è stato ancora risolto, nemmeno con il passaggio al VP9.
Nella nota di InterDigital, per voce del Chief Legal Officer Josh Schmidt, si legge infatti che “qualsiasi utilizzo di VP9 continua a violare la nostra innovazione brevettata e Disney non può utilizzarlo per evitare di corrisponderci royalty eque. I clienti non solo subiscono un danno a causa della scelta di Disney di rimuovere alcune funzionalità tecniche dalla propria offerta Premium, ma sono penalizzati anche dalla perdita dei benefici derivanti dall’innovazione futura che i proventi di un accordo di licenza contribuirebbero a finanziare. Il nostro messaggio a Disney è lo stesso di quando abbiamo iniziato le trattative: smettetela di danneggiare i clienti e raggiungiamo un accordo a lungo termine che rifletta il giusto valore dell’innovazione che Disney utilizza quotidianamente”.
Il succo del discorso è che Disney, al momento, non sta pagando nemmeno la licenza per il VP9 come già successo per l’HEVC, con la conseguenza che in Italia e negli altri 10 Paesi europei interessati il 4K rimane ancora una chimera.

A questo punto (lo diciamo dall’inizio della vicenza) mantenere la sigla “4K” nell’elenco delle feature del piano Premium è una scorrettezza bella e buona nei confronti di chi oggi si vuole abbonare al tier più costoso della piattaforma. E’ vero che una postilla spiega che il 4K è supportato solo da alcuni dispositivi e che Disney+ offre dei rimborsi parziali agli abbonati Premium che ne facciano richiesta, ma la verità è che oggi, con in più il nuovo procedimento legale di InterDigital, anche l’opzione del VP9 può rivelarsi un buco nell’acqua per Disney.
Se il tribunale di competenza darà ragione a InterDigital come già fatto per la licenza dell’HEVC, Disney dovrà pagare quanto dovuto o eliminare definitivamente il 4K dalle funzioni del piano Premium. E per un colosso simile, sarebbe davvero una beffa.
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