Il Silent Angel H1 è uno streamer completo con l’immancabile display frontale che come fascia di mercato si pone idealmente a metà strada tra il WiiM Ultra e il recente Eversolo DMP A8 Gen 2
Anche il produttore cinese Silent Angel esordisce nel settore dei cosiddetti Lifestyle Hub (LSH) e lo fa con l’H1, uno streamer completo con l’immancabile display frontale che come fascia di mercato si pone idealmente a metà strada tra l’economico WiiM Ultra e il più recente e ambizioso Eversolo DMP A8 Gen 2.
Per l’occasione Silent Angel ha optato per due DAC ESS Sabre ES9039Q2M, affiancandoli a un processore XMOS XU316 di terza generazione. La scelta di utilizzare due chip ha permesso una sezione digitale separata per i due canali, mentre il processamento del segnale comprende un sistema di reiezione del jitter a doppio stadio con ASRC (Asynchronous Sample Rate Conversion).
L’azienda attribuisce a questa soluzione benefici in termini di separazione dei canali, precisione della scena sonora e contenimento del rumore di fondo. Sono aspetti che, naturalmente, dipendono dall’intera implementazione analogica e dall’alimentazione, non dal solo modello di convertitore utilizzato. Ed è proprio sulla parte di alimentazione che Silent Angel ha concentrato una buona dose di attenzione.
L’H1 utilizza infatti un’architettura a quattro rail indipendenti, con linee dedicate alle diverse sezioni dell’elettronica: 12 V per la scheda principale, ±15 V per DAC e circuitazione operazionale e 5 V per i chip di conversione. La sezione analogica utilizza invece sei operazionali K-Muse insieme a due Texas Instruments OPA1612, con l’obiettivo di ridurre le interferenze tra i vari circuiti e fornire alimentazioni a basso ripple alle sezioni più sensibili del percorso audio.
A gestire il tutto provvede VitOS, piattaforma proprietaria di Silent Angel mossa in questo caso da un processore quad-core Rockchip RK3568 e 4 GB di RAM DDR4. L’ambiente software, che non abbiamo mai provato ma di cui si parla abbastanza bene tra gli appassionati, è stato sviluppato specificamente per la riproduzione musicale e viene controllato tramite l’app VitOS Orbiter.
Il vantaggio di un sistema di questo tipo è soprattutto nella possibilità di gestire in modo centralizzato streaming, librerie locali e sorgenti esterne. Troviamo infatti la compatibilità con TIDAL Connect, Spotify Connect Lossless, Qobuz Connect, TuneIn, AirPlay e DLNA Renderer, che copre praticamente tutti gli scenari di ascolto che oggi interessano un sistema digitale domestico.
La connettività non è limitata alla rete. Una sorgente digitale può entrare nell’H1 tramite USB-B e sfruttare la conversione interna, mentre le uscite consentono di collegarlo direttamente a un amplificatore integrato o a diffusori attivi. In alternativa può comportarsi da puro trasporto digitale, inviando il segnale attraverso USB audio o Toslink verso un DAC esterno.
È soprattutto sul fronte della gestione della libreria locale che l’H1 si differenzia da molti streamer tradizionali. Il sistema può accedere a dispositivi USB 3.0 e NAS, ma come lo streamer di Eversolo dispone anche di uno slot interno per inserire un SSD M.2 NVMe PCIe 3.0 fino a 8 TB. Il software può effettuare la scansione automatica dei contenuti, organizzare i metadati e persino suddividere in singole tracce gli album contenuti in file CUE.
La compatibilità con i formati ad alta risoluzione arriva a PCM 32 bit/768 kHz e DSD512 nativo via USB, mentre il DSD256 è gestibile tramite DoP e sono supportati FLAC, WAV, AIFF, ALAC, DXD, DFF e DSF. A completare l’impostazione da apparecchio autonomo c’è il HD display da 5,5 pollici, sul quale vengono visualizzati copertine, testi e informazioni sui brani. Lo chassis in alluminio lavorato con finitura opaca e l’illuminazione ambientale che segue il livello del volume cercano infine di allontanare l’H1 dall’estetica tipicamente tecnica dei componenti hi-fi.
Il prezzo per gli USA è di 829 dollari (circa 720 euro), ma aggiorneremo la notizia non appena il distributore VDM Sound Group fornirà il prezzo italiano.
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