Quante elettroniche servono davvero per ascoltare musica ai massimi livelli nel 2026? C’è chi risponde costruendo impianti composti da una miriade di componenti separati e chi, invece, abbraccia la filosofia della massima integrazione. Matrix Audio, brand ormai maturo e noto per l’approccio ingegneristico rigoroso (che sposa la filosofia “simplifying complexity”), lancia una sfida ambiziosa con il TS-1. Parliamo di uno streamer di rete, DAC, preamplificatore e amplificatore per cuffie racchiuso in un unico chassis di alluminio dal design impeccabile. Altro compagno di questo viaggio, sarà l’ SS-1. Uno switch di rete per audiofili. Li abbiamo provati insieme e questo che segue è il nostro resoconto
Il mercato dell’alta fedeltà moderna è ormai sempre più proiettato verso la “musica liquida” e verso la possibilità di semplificare le catene audio. In questo scenario, Matrix Audio si presenta come un protagonista capace di coniugare know-how tecnico e un’estetica di alto livello.

Il Matrix Audio TS-1, centro audio “all-in”, e lo switch di rete SS-1 rappresentano la risposta del marchio a queste necessità. Già lo scorso anno in quel di Monaco vi avevamo dato un assaggio delle capacità di questo brand cinese che ha presentato novità a raffica che sono contraddistinte da innovoazioni importanti e da una estetica e versatilità davvero da primato. Un classico esempio che il made in China al giorno d’oggi può raggiungere livelli di eccellenza che non hanno niente da invidiare a nessun altro.

I modelli SS-1 (in prova) e SS-1 Pro, d’altro canto, affrontano frontalmente una delle tematiche più dibattute, complesse e spesso incomprese del moderno panorama Hi-Fi: la reiezione del rumore ad alta frequenza (EMI/RFI) e la stabilizzazione del clocking nelle reti Ethernet domestiche. Il nostro Giuseppe aveva scritto un articolo che aveva generato e genera tutt’ora diverse discussioni tra gli appassionati e gli addetti ai lavori.

Matrix Audio TS-1: Il “Coltellino Svizzero” dell’Audio Digitale
Il Matrix Audio TS-1 non è un semplice streamer, ma un vero e proprio “hub” digitale pensato per essere il cuore nevralgico del vostro sistema desktop per l’ascolto in cuffia o per pilotare direttamente una coppia di diffusori attivi (o un finale di potenza) nel salotto buono dandovi la massima connettività possibile. Vi basterà tirarlo fuori dall’imballo a prova di corriere e vi si presenterà come un solido blocco monolitico che trasuda precisione meccanica, ricordando per qualità degli assemblaggi e finiture realizzazioni dai costi deicsamente superiori ai 2.590 Euro richiesti. Il telaio è realizzato partendo da spessi blocchi di alluminio aerospaziale, scavati e modellati con l’ausilio di macchine a controllo numerico (CNC) ad altissima precisione. Questa scelta dei materiali, oltre a conferire un aspetto davvero piacevole, risponde a precise necessità tecniche. L’alluminio infatti, costituisce una barriera formidabile contro le interferenze elettromagnetiche (EMI) e le radiofrequenze (RFI) che la fanno da padrone nella maggior parte degli ambienti domestici. Pensate ai router Wi-Fi, smartphone, forni a microonde e altri elettrodomestici, che potrebbero o meglio che possono inquinare i sensibili circuiti del vostro setup audiofilo. Inoltre, il peso e la rigidità strutturale del cabinet contribuiscono a smorzare drasticamente le risonanze meccaniche e le micro-vibrazioni. Sul frontale, la filosofia minimalista è ben dimostrata. Matrix Audio ha eliminato quasi totalmente i pulsanti fisici, lasciando questo compito a un display touch-screen a tutta superficie che si integra nel pannello in maniera perfetta. Le finiture sono studiate al micron, e gli accoppiamenti sono pressochè perfetti. L’interfaccia utente visualizzata è nitida, reattiva e piena di informazioni. La gestione del dispositivo è ulteriormente garantita da un telecomando a infrarossi fornito in dotazione e dall’imprescindibile MA Remote App per dispositivi mobili. Lasciamoci ora ad un piccola digressione sul pannello superiore, dove si nota il logo Matrix Audio elegantemente posizionato al centro di una griglia di ventilazione finemente fresata. Tanto bello che coprirlo sarebbe un sacrilegio. Questo dettaglio non è solo un capriccio estetico, infatti è cruciale per una perfetta dissipazione del calore. Il Matrix Audio TS-1, ospitando al suo interno processori di calcolo potenti per la gestione della rete, doppi chip DAC e, soprattutto, uno stadio di amplificazione per cuffie high-bias, genera una quantità di calore non trascurabile. La progettazione termica passiva permette di smaltire questo calore sfruttando lo chassis stesso come enorme dissipatore, eliminando la necessità di ventole meccaniche interne che avrebbero inevitabilmente introdotto rumore. Gli aspetti positivi però non si limitano all’aspetto, infatti all’interno c’è anche tanta sostanza. L’ architettura definita “Independent Layered Design” (Design a Strati Indipendenti) è stata studiata per abbattere fenomeni quali il crosstalk. Gli ingegneri Matrix hanno optato per una separazione fisica dei vari “reparti” del TS-1. I circuiti digitali, sono alloggiati sullo strato inferiore del circuito stampato. Al contrario, la delicatissima sezione analogica, che comprende i chip di conversione, lo stadio di filtro post-DAC e l’amplificatore, è inserita sulla parte superiore, isolata e protetta da schermature.

Il Cuore Digitale: Architettura DAC Dual AKM e Clock
l Matrix Audio TS-1 affida la conversione D/A ad una architettura completamente bilanciata basata su componenti top di gamma forniti dalla rinomata azienda giapponese Asahi Kasei Microdevices (AKM), che lo ricordiamo, alcuni anni fa, aveva subito un incendio devastante costringendo molte aziende a rivolgersi alla concorrenza. Entrando più nello specifico, la sezione di conversione impiega una configurazione con due chip AK4493SEQ. Mentre molti dispositivi concorrenti nella stessa fascia di prezzo si affidano a un singolo chip DAC per gestire entrambi i canali stereo, la scelta di Matrix Audio di dedicare un intero chip AK4493SEQ per ciascun canale (configurazione dual-mono parallela) promette bene all’ascolto. Da quanto abbiamo intuito dalla costruzione, probabilmente l’idea era quella di utilizzare chip in parallelo, ottenendo così un abbattimento del rumore di fondo, ma non solo, infatti i dati dichiarati dal costruttore parlano di dati di targa davvero interessanti per quel che riguarda Rapporto Segnale/Rumore (SNR), range dinamico e crosstalk. Altro aspetto cruciale è quello dell’alimentazione e a tal riguardo ogni chip DAC utilizza regolatori di tensione lineari a bassissimo rumore per ciascun canale. Almeno sulla carta, questa architettura garantisce risposte fulminee alle richieste di corrente quando c’è un picco dinamico senza mandare in affanno il sistema. Uno dei problemi più chiacchierati per quel che riguarda il mondo digitale è poi il jitter. Il Matrix Audio TS-1 utilizza un sistema “Dual Femtosecond Clock”. I clock del MAtrix Audio TS-1 operano su frequenze fisicamente separate: un oscillatore è dedicato esclusivamente ai file 44.1kHz (ovvero i file CD, e i multipli ad alta risoluzione come 88.2kHz e 176.4kHz), mentre l’altro gestisce i 48kHz ( master ad altissima risoluzione come 96kHz, 192kHz, 384kHz, fino ai 768kHz). L’intero sistema di temporizzazione è gestito da un avanzato circuito logico programmabile FPGA (Field Programmable Gate Array), che si occupa di analizzare il flusso dati in ingresso, effettuare la divisione di frequenza automatica e indirizzare il segnale al clock corretto. Il tutto con lo scopo ultimo di abbassare drasticamente il jitter.

Design e Costruzione
Dal vivo, il Matrix Audio TS-1 è un oggetto davvero ben costruito, speriamo che le nostre fotografie possano rendergli giustizia. Andando sul pannello posteriore troviamo un parco connessioni decisamente ampio:
-
Ingressi Digitali: Coassiale, Ottico, USB-B (fino a 768kHz e DSD512) e persino una pratica HDMI ARC, perfetta per integrare l’audio del TV nel sistema Hi-Fi.
-
Uscite Analogiche: RCA sbilanciate e XLR bilanciate, con voltaggio d’uscita selezionabile (fino a 4.5Vrms per XLR) per un perfetto matching d’impedenza con il finale.
-
Uscita Subwoofer: Un’uscita RCA dedicata con taglio di crossover fisso a 150Hz per realizzare un sistema 2.1
-
Espansione Storage: Uno slot inferiore per inserire un SSD NVMe, trasformando il TS-1 in un music server a tutti gli effetti, silenziosissimo.
Avrete inoltre la possibilità della doppia alimentazione: il TS-1 dispone di un alimentatore switching interno per il collegamento AC classico, ma integra anche un ingresso DC 12V. Questo permette agli utenti più esigenti di fare un upgrade con un alimentatore lineare esterno (quando l’ingresso DC è collegato, la macchina bypassa automaticamente l’alimentazione AC mantenendo solo la messa a terra). Come avrete notato, non sono presenti uscite digitali che potrebbero essere utili ad esempio per connettere un apparecchio come il miniDSP Flex Eight di cui parleremo a breve. C’è però da aggiungere che per chi volesse uno streamer con uscite digitali Matrix Audio ha a catalogo il TT-1 che sarebbe la scelta più logica per questo tipo di utilizzo. Ora però tiriamo fuori qualche informazione in più. Per quanto concerne la trasmissione del segnale verso finali di potenza o diffusori attivi, il MAtrix Audio TS-1 è dotato sia di uscite analogiche sbilanciate (RCA) che connessioni bilanciate (XLR). Lo stadio di uscita di linea XLR vanta misurazioni da primato come abbiamo detto in precedenza: un Rapporto Segnale/Rumore (SNR) di 123dB , una distorsione armonica totale più rumore (THD+N) inferiore a 0.00018% a 1kHz e un livello di diafonia di -120dB. L’ingegnerizzazione di questo stadio include la possibilità di selezionare via software due livelli distinti di tensione in uscita, una funzione indispensabile per interfacciarsi correttamente sia con i sensibili stadi di ingresso degli amplificatori vintage, sia con i moderni e potenti monitor da studio attivi. Molto utile per chi vuole realizzare un setup 2.1 l’ uscita RCA dedicata specificamente al Subwoofer con un passa-basso per le frequenze inferiori ai 150Hz.

Storage locale: Il Modulo NVMe SSD
In un’epoca in cui la musica sembra esistere solo nel “cloud”, Matrix Audio compie una scelta controcorrente ma che farà la felicità di gode di ampie librerie musicali in alta risoluzione. Sul fondo dello chassis in alluminio è presente uno sportello che nasconde uno slot di espansione per memorie a stato solido NVMe PCIe M.2. Insomma, avrete un vero e proprio Music Server autonomo. Per garantire che il funzionamento ad alta frequenza del disco a stato solido interno non introduca spurie elettriche all’interno del telaio, Matrix ha progettato un’alimentazione dedicata e indipendente a bassissimo rumore specifica per l’espansione SSD. Piccola nota pratica, se inserirete un HD “molto pesante” al primo avvio potrebbe volerci un po’ per il caricamento ma poi andrà tutto per il verso giusto. Altro aspetto decisamente interessante per gli amanti del ripping è la possibilità di collegare una meccanica CD-ROM esterna a una delle due porte USB 3.0 posteriori. L’utente può inserire i propri compact disc e lasciar fare all’ecosistema Matrix: il sistema riconoscerà l’album, scaricherà le copertine e i metadati aggiornati da internet, ed effettuerà l’estrazione in formato FLAC direttamente sull’unità SSD interna.

L’amplificazione per cuffie: architettura discreta High-Bias del Matrix Audio TS-1
Mettere un’uscita cuffia sul pannello frontale di una elettronica come il Matrix Audio TS-1 è un’operazione ormai usuale per non dire quasi scontata, ma Matrix Audio non si è limitata a fare una cosa “tanto per” bensì troviamo un vero e proprio amplificatore per cuffie. L’amplificatore per cuffie interno è progettato con una topologia a componenti discreti, completamente bilanciata dall’ingresso all’uscita, e polarizzata con un’elevata corrente di riposo appunto definita high-bias che lo spinge a lavorare in Classe A per buona parte della sua curva di erogazione, promettendo tassi di distorsione decisamente bassi. Sul pannello frontale sono disponibili due connessioni fisiche: jack sbilanciato da 6.35mm (1/4″) e la connessione bilanciata Pentaconn da 4.4mm. Le specifiche di potenza dichiarate sono tali da renderle in grado di pilotare diversi tipi di cuffie:
-
Dall’uscita bilanciata 4.4mm: L’amplificatore eroga 1000mW su un carico di 33 Ohm e 500mW per cuffie ad alta impedenza da 600 Ohm (con THD all’1%). Il rapporto segnale/rumore tocca i 119dB
-
Dall’uscita sbilanciata 6.35mm: Si raggiungono i 1400mW su 33 Ohm, 250mW su 300 Ohm e 130mW su 600 Ohm, con un SNR di 116dB.
ll software permette di impostare due livelli di guadagno distinti. La regolazione fine del volume e il circuito a bassissimo rumore assicurano che, anche con IEM estremamente sensibili, il silenzio di fondo rimanga davvero elevato, permettendo ai micro-dettagli di emergere dal nulla con transienti dinamici fulminei. Insomma avrete a disposzione un vero e proprio amplificatore per cuffie.
MA Player, MA Remote App
Lo stadio di uscita è importante, l’alimentazione fodnamentale ma se c’è una cosa che non si può assolutamente sbagliare in un prodotto come il Matrix Audio TS-1 è una piattaforma facile, che funzioni senza intoppi e che renda l’esperienza d’uso davvero piacevole. Sotto questo aspetto, una volta presa confidenza con i vari menù, l’esperienza utente di questo TS-1 si è rivelata davvero godibile. Il TS-1 si affida alla piattaforma hardware streaming M-Series e al sistema operativo proprietario MA Player, sviluppato internamente da Matrix Audio per i suoi dispositivi di punta. Il software è di primo livello, garantendo il supporto nativo a tutte le piattaforme e i protocolli di streaming più importnati: Tidal Connect, Qobuz Connect, Spotify Connect, e l’integrazione con piattaforme come HIGHRESAUDIO. Sono accontentati anche gli utenti Apple grazie alla piena compatibilità con AirPlay 2, mentre per l’integrazione domotica e di rete generica sono presenti i protocolli UPnP/DLNA e QPlay. Presente, enanche a dirlo, la certificazione “Roon Ready”, con il supporto al protocollo RAAT (Roon Advanced Audio Transport). L’app a MA Remote, è disponibile gratuitamente per dispositivi iOS e Android. L’applicazione è il vero e proprio centro di comando del Matrix Audio TS-1. Attraverso la sua interfaccia, l’utente può selezionare gli ingressi, scorrere visivamente la propria libreria di brani contenuta nell’SSD NVMe interno, oppure configurare l’accesso a librerie remote risiedenti su NAS di rete (tramite protocollo SMB) o addirittura su servizi cloud.
Tutto bello, ma non dimentichiamoci dell’alimentazione
Il Matrix Audio TS-1 è dotato di serie di una alimentazione in grado di fare un buon lavoro, tuttavia vuoi un po’ per una questione di marketing, vuoi perchè l’alimentazione è uno di quei (costosi) compoenti che possono fare la differenza, gli ingengeri cinesi hanno ben pensato di realizzare un ingresso di alimentazione in corrente continua situato sul pannello posteriore. Questo connettore permette di bypassare l’alimentazione switching interna, fornendo energia al TS-1 attraverso un alimentatore lineare esterno (LPS – Linear Power Supply) acquistabile separatamente che noi al momento non abbiamo provato. Al netto di ciò già con l’alimentazione di serie il risultato ci è sembrato più che adeguato.

Matrix Audio SS-1 e SS-1 Pro: La Soluzione al Networking Audiophile
Questo è un argomento decisamente spinoso che molto spesso suscita opinioni contrastanti tra gli appassionati e gli addetti ai lavori. Se siete proprio a digiuno sull’argomento c’è un ottimo articolo dle nostro Giuseppe che vi invitiamo a leggere prima di proseguire in questo racconto. Matrix Audio entra in questo delicato settore con due dispositivi ingegnerizzati da zero con gli switch di rete SS-1 e la sua declinazione ammiraglia, l’SS-1 Pro. Dal punto di vista estetico, gli switch di rete, condividono con il TS-1 un massiccio chassis in alluminio ricavato dal pieno via CNC, irrigidito da una base in acciaio per adiminuire le risonanze, e poggiano su piedini smorzanti. La serie SS è dotata di due porte SFP/SFP+ (Small Form-factor Pluggable) capaci di operare fino alla velocità di 10Gbps. Inserendo un modulo ricetrasmettitore ottico in queste porte, è possibile interporre un cavo in pura fibra ottica tra il router “sporco” di casa e lo switch Matrix SS-1 (o un altro dispositivo isolatore come il Matrix SI-1). Il Matrix Audio SS-1 in pratica si prefigge l’obiettivo di “pulire” la vostra rete internet, come ben descritto dal nostro Giuseppe. All’interno dle cabinet ogni RJ45 è totalmente schermata ed è dotata di trasformatori di isolamento di segnale (Magnetics) da 10Gbps indipendenti. Ogni trasformatore è schermato, per migliorare l’isolamento dalle interferenze e le prestazioni di crosstalk tra le porte. Sempre all’interno poi, troviamo un clock a femtosecondi a bassissimo rumore di fase. Se vi state chiedendo quali sono le differenze principali tra SS-1 e SS-1 Pro potete vedere lo schema che segue.
| Specifica Tecnica / Feature | Matrix Audio SS-1 | Matrix Audio SS-1 Pro |
| Prezzo di Listino Orientativo |
Circa €1199 |
Circa €1499 |
| Porte SFP/SFP+ (Isolamento Ottico fino a 10Gbps) |
2 |
2 |
| Porte RJ45 High-Speed (2.5Gbps) |
4 |
6 |
| Porte RJ45 Audio-Grade Low-Speed (100Mbps) |
2 |
2 |
| Architettura Alimentazione di Serie |
Modulo Switching (Wide Voltage 100V-240V) |
Modello Lineare (LPS) Integrato trasformatore Toroidale O-Core + batteria di filtraggio capacitivo (~10.000 µF) e 6 stadi di regolazione lineare LDO |
| Ingresso per Alimentatore Esterno (Upgrade DC 12V) |
Sì (Priorità automatica sull’AC interno) |
No (l’alimentatore interno è già il non plus ultra della tipologia lineare) |
| Ingresso Word Clock Esterno a 10MHz (BNC) |
No |
Sì (per sincronizzazione con Master Clock Generator esoterici esterni, come TEAC o Mutec) |
| Interruttore di accensione posteriore | No |
Sì |
| Raffreddamento |
Dissipatore passivo interno massiccio (totalmente silenzioso) |
Dissipatore passivo interno massiccio (totalmente silenzioso) |
| Interruttore spegnimento LED per sale d’ascolto |
Sì |
Sì |
| Dimensioni (Larghezza x Profondità x Altezza) |
280 mm x 206 mm x 58.5 mm |
330 mm x 235 mm x 58.5 mm |
| Peso complessivo del telaio in alluminio e acciaio |
2.3 kg (5.07 lbs) |
3.4 kg (7.50 lbs) |

Test di ascolto e prove pratiche
Abbiamo inserito il Matrix Audio TS-1 e l’ SS-1 in diversi contesti per verificarne il funzionamento e l’efficacia. Tra i diffusori presenti in sala di ascolto avevamo le Fyne Audio F5S, le Xavian Unica, le Elac Debut DB63, le Elac Vela BS404.2 ed infine le nostre Calibro 38 su cui a breve torneremo perchè ci sono delle importanti novità riguardo il crossover. Come amplificazioni abbiamo utilizzato il finale Linn Majik 6100 collegato direttamente al Matrix Audio TS-1 ed al crossover attivo DBX e al miniDSP Flex Eight con le Calibro 38 e poi abbiamo utilizzato il Moon 250i V2 con gli altri diffusori passivi.

Timbrica e le capacità rivelatrici del Matrix Audio TS-1
Il matrix Audio TS-1 utilizzato come sorgente digitale all-in-one a tutto tondo, ha evidenziato immediatamente la sua natura. Iniziamo subito con Like A Prayer nella versione di Imany. Questa cover fa parte del progetto discografico Voodoo Cello, pubblicato da Imany nel 2021. La caratteristica principale della versione di Imany è l’assenza totale delle caratteristiche pop del brano, che in questo caso vede come protagonisti i violoncelli e soprattutto la voce della cantante. Imany possiede un timbro molto profondo, caldo, scuro e graffiante. La sua interpretazione trasforma la canzone da un inno pop-dance a un brano intriso di soul e blues. Il testo perde la sua connotazione leggera per diventare un brano intimo che strega l’ascoltatore con toni drammatici, a tratti mistici e malinconici. Dopo un minimo di aggiustamenti delle nostre Calibro 38 e qualche “limatina” sulle alte frequenze, il Matrix Audio TS-1 riesce a trasmettere a pieno l’intento della cantante. Con Keith Don’t Go di Nils Lofgren la dinamica delle corde pizzicate è davvero eccezionale, mentre la gamma media chiudendo gli occhi proietta nella nostra mente l’attacco delle dita sulle corde d’acciaio in modo netto e realistico, senza impastare il suono. Con l’ overture de L’Italiana in Algeri Il palcoscenico virtuale si espande su tutte e tre le dimensioni (larghezza, profondità e altezza). Anche nelle variazioni dinamiche orchestrali più violente o nei pieni orchestrali, la scena non si “chiude” e soprattutto non si perde la focalizzazione. L’alimentazione fa davvero un ottimo lavoro e chissà cosa succederebbe con un ulteriore upgrade di quest’ulltima. Facciamo ora un salto nel mondo analogico e colleghiamo il Technics SL-40CBT tramite l‘unico ingresso analogico RCA presente sul dispositivo. Qui forse i puristi potrebbero storcere un po’ il naso perchè da quanto abbiamo capito, viene convertito internamente in digitale tramite un chip ADC (Analog-to-Digital Converter) prima di essere elaborato. Questa scelta progettuale potrebbe non essere gradita dai puristi dell’analogico e dagli appassionati di giradischi, che in genere preferiscono un percorso del segnale puramente analogico anche se consdierando l’anima prettamente digitale del Matrix Audio TS-1 è una scelta che ci può stare.
Come detto sopra, il Matrix Audio TS-1 non è solo un DAC, un preamplificatore ed uno streamer di rete, è anche un amplificatore per cuffie. Lo abbiamo provato attraverso l’uscita bilanciata Pentaconn da 4.4mm con una coppia di HiFiMan Susvara Unveiled ed il risultato è stato più che dignitoso. Anche con le Fosi Audio I5 abbiamo riscontrato delle ottime perfomance. La gamma bassa è materico, profondo e soprattutto frenata. Di certo le cose migliorano collegando dei sensibilissimi monitor In-Ear (IEM), con cui il Matrix Audio TS-1 sfodera le sue perfomance migliori fatte di ottima dinamica e rumore di fondo pari a zero. In sintesi, buone le performance con cuffie mediamente difficili ed eccellenti con tipologie più easy.
Vale la pena aggiungere lo switch di rete SS-1?
Oggetti come lo switch di rete Matrix Audio SS-1 sicuramente possono far scaturire opinioni contrastanti ma la domanda che in questo momento tutti voi vi starete ponendo è:
“Vale la pena acquistare lo switch di rete SS-1?”
La risposta è più semplice di quello che si pensa, nel senso che se avete in casa il compattone preso con i punti del supermercato probabilmente avrà poco senso destinare un budget così importante a questo componente. Il discorso cambia quando iniziamo a mettere insieme un setup più propriamente hi-fi. Collegando le nostre Calibro 38, in un ulteriore incremento del nero infrastrumentale, e tutto decisamente più a fuoco. Un po’ come quando si mettono gli occhiali o si gira la ghiera dell’obiettivo e tutto diventa più nitido, chiaro in una parola decifrabile. Ma cosa succede con diffusori più economici o per meglio dire meno complessi di mettere a punto? A tal riguardo abbiamo effettuato diverse prove anche con le Elac Debut DB63 e con le Xavian Unica. Diffusori rispettivamente attorno ai 500 e 1.000 Euro. Onestamente le differenze erano avvertibili anche in questi due contesti, l’interrogativo principale che si potrebbe porre è se non valga la pena con setup più economici spendere il budget del Matrix SS-1 per un potenziali upgrade dei diffusori.
Conclusioni e considerazioni
Il Matrix Audio TS-1 è hub digitale caratterizzato da eccellente qualità costruttiva, una interfaccia utente ben fatta ed un parco connessioni in grado di accontentare quasi tutti. I 2.599 Euro di listino sono giustificati da quanto prima e lo pongono tra i competitor più interessanti nella sua fascia di prezzo. Il Matrix Audio SS-1 è il completamento per chi fa dell’ascolto digitale un must ed ha un sistema di buona caratura. I 1.599 Euro sono una cifra sicuramente importante ma dietro c’è un attento studio del team cinese su cui a breve ci piacerebbe approfondire l’argomento. Per maggiori informazioni sui rivenditori potete consultare il sito del distributore italiano.
© 2026, MBEditore – TPFF srl. Riproduzione riservata.




















