Piccolo, leggero, essenziale e sorprendentemente musicale, l’HiBy R1 promette audio hi-res senza distrazioni a poco più di 100 euro
HiBy R1: 110 euro
In una fascia di prezzo ormai dominata da smartphone con dongle USB‑C e da DAP Android sempre più costosi, l’HiBy R1 è quasi un anacronismo. Un player musicale minuscolo, economico, privo di storage interno e che rinuncia deliberatamente a tutto ciò che non serve per concentrarsi su riproduzione locale. Oggi lo trovate online a 109 euro, ma ultimamente ci è capitato di vederlo anche a meno di 90 euro ed è a tutti gli effetti il DAP hi-res più economico del produttore cinese.
Non per questo bisogna aspettarsi un player audio tecnicamente scarso. Basti pensare che al suo interno Hiby ha messo un DAC Cirrus Logic CS43131 in grado di gestire PCM fino a 32 bit/384 kHz e DSD256, un processore Ingenic X1600E e il sistema operativo HiBy OS, estremamente leggero e specializzato solo nel playback audio e in qualche funzione di rete (non c’è nemmeno uno store da cui scaricare applicazioni). Il risultato è un DAP lontanissimo dai modelli Android pieni zeppi di funzioni ma attuale quanto basta, grazie anche agli aggiornamenti firmware che HiBy ha rilasciato dal lancio fra cui la modalità dark, che su un LCD da 3 pollici fa più di quanto sembri.
Design, materiali e usabilità “fisica”
Esteticamente, l’R1 si segnala per la scocca in policarbonato traslucido con bordi che lasciano intravedere la componentistica interna, per il frontale e il posteriore in vetro, per dimensioni davvero mini (83,5 × 51,1 × 12,35 mm) e per il peso di appena 70 grammi. La versione bianca enfatizza molto il look “tech giocattoloso”, ma HiBy lo propone anche in nero (la versione qui recensita), verde, blu e arancione, con un feeling generale che è tutt’altro che cheap tra assemblaggio curato, assenza di scricchiolii e la sensazione di un gadget piccolo ma curato.
Gli accorgimenti pratici prevedono pellicole già applicate su fronte e retro (più una di ricambio in confezione), laccetto e custodia morbida in tessuto a rete per evitare che il vetro posteriore si graffi buttandolo in zaino accanto a chiavi e power bank. Tutta la parte di controllo fisico è concentrata sul lato destro, dove si trovano il pulsante di accensione, il bilanciere del volume e un secondo bilanciere per play/pausa e salto traccia che con il firmware recente può essere riconfigurato anche per la traccia precedente.
La parte inferiore ospita tutto il necessario tra uscita cuffie sbilanciata da 3,5 mm con potenza dichiarata di circa 101 mW a 32 ohm, porta USB‑C (solo USB 2.0) per dati e ricarica e slot microSD che supporta schede fino a 2 TB, unica forma di storage visto che il DAP non integra memoria interna.
HiBy OS: essenziale, veloce ma non perfetto
La differenza più grossa rispetto a molti rivali entry‑level è l’assenza totale di Android. Al sui posto, HiBy OS (basato su Linux) è stato sviluppato solo per riprodurre musica locale o in streaming da Tidal e Qobuz. Se il vantaggio principale è che dal momento dell’accensione all’inizio della riproduzione di un brano passano circa dieci secondi (l’OS deve caricare pochissimi dati), lo svantaggio è che non si può aggiungere nessun’altra app di streaming; se quindi siete abbonati solo a Spotify, Apple Music, Deezer o Amazon Music, è meglio che vi rivolgiate a un altro DAP.
La schermata principale propone sei icone: Musica (storage locale su microSD), Streaming Multimediale (Qobuz e Tidal), Wireless (Wi-Fi e Bluetooth), Books, Sistema e Info. La navigazione touch su display LCD da 3 pollici con risoluzione di 800 × 480 pixel è sorprendentemente comoda, con uno scrolling fluido nella maggior parte dei casi, un pannello a tendina dall’alto che raccoglie scorciatoie per luminosità, modalità di riproduzione e altre impostazioni rapide, e uno swipe da destra che porta sempre alla schermata In Riproduzione. Qui, però, riaffiora la filosofia minimalista, nel senso che copertina, titolo e artista ci sono, ma mancano le indicazione di volume, batteria o orario, che richiedono un ulteriore swipe verso il pannello rapido per essere consultate.
Per chi preferisce smanettare, c’è anche un menu Sviluppatore nascosto visibile in Sistema dopo aver compiuto una semplicissima procedura. Basta andare in Info e toccare ripetutamente il logo HiBy per sbloccarlo. La funzione chiave è la possibilità di disattivare il volume lock, cioè il limite di volume massimo preimpostato per motivi di sicurezza uditiva. Una volta fatto, l’R1 esprime tutta la tensione di uscita possibile, rendendosi più adatto a cuffie difficili (fermo restando che resta un DAP entry‑level con uscita cuffie sbilanciata).
C’è anche un limite strutturale nella gestione della libreria; l’indicizzazione automatica si ferma infatti a circa 50.000 tracce, anche se tramite il file browser si può accedere fondamentalmente a librerie di qualsiasi dimensione. Con collezioni molto grandi o con file che utilizzano copertine con risoluzioni e dimensioni esagerate, l’interfaccia può inoltre iniziare a rallentare durante la navigazione e qui entra in gioco una buona “igiene” della libreria, per cui consigliamo copertine piccole e sotto i 150 KB.
Connettività wireless, streaming e funzioni di rete
Su un device di questo prezzo la presenza congiunta di Wi‑Fi 2,4 GHz e Bluetooth 5.1, per di più con un parco codec completo (SBC, AAC, aptX, LDAC), è forse l’elemento più spiazzante (in positivo, naturalmente). Per quanto riguarda Tidal e Qobuz, manca il download offline e le copertine vengono sostituite da icone generiche, ma in generale l’esperienza di utilizzo è soddisfacente anche se inevitabilmente limitata rispetto ad altri DAP più completi e maturi.
Sul fronte rete tornano utili anche AirPlay e DLNA. L’R1 può infatti diventare una destinazione AirPlay su una rete Wi‑Fi, ricevendo l’audio da un iPhone o da un Mac e inviandolo alle cuffie o a un impianto hi‑fi esterno. A completare il quadro, c’è HiByLink, che trasforma il lettore in un endpoint controllabile dallo smartphone tramite l’app HiBy Music.
Autonomia e gestione libreria
Dentro a un corpo così compatto trova posto una batteria da 1150 mAh, che combinata con il DAC CS43131 (molto efficiente) e con la leggerezza di HiBy OS porta a un’autonomia dichiarata di circa 15 ore di riproduzione nello scenario più “leggero”. In fase di test, non siamo mai riusciti ad andare oltre le 12 ore, ma immaginiamo che con cuffie/auricolari più facili da pilotare, Bluetooth disattivato, schermo spento e riproduzione solo locale ci si possa avvicinare molto a quanto dichiarato da HiBy.
Collegato via USB al PC, l’R1 può essere visto come normale dispositivo di archiviazione e sincronizzato con software come MusicBee, ma spesso risulta più veloce estrarre la microSD e utilizzare direttamente un lettore di schede USB. Come convenzione, è sufficiente creare una cartella “Music” nella root della scheda e copiare lì gli album; una volta reinserita la microSD nel DAP, dal menu Musica basta aprire le impostazioni (icona a ingranaggio) e lanciare l’aggiornamento del database.
Nel quotidiano il R1 mette in chiaro il proprio posizionamento. In pratica, è un oggetto pensato per chi vuole ascoltare musica e basta e le dimensioni ridotte gli permettono di essere inserito in tasca con facilità, senza la sensazione di portarsi dietro “un altro smartphone” come capita quando si ha a che fare con DAP dotati di display dai 5 pollici in su.
L’assenza di notifiche, social, mail e quant’altro aiuta inoltre a concentrarsi esclusivamente sulla musica, anche se nell’utilizzo quotidiano emergono limiti oggettivi come la tastiera virtuale (davvero piccolissima e scomoda), la gestione delle playlist (che richiede un minimo di pianificazione lato PC) e la già citata impossibilità di scaricare o installare tramite sideloading altre app di streaming.
Abbinamenti e impronta sonora
Il DAC CS43131 integra anche lo stadio di amplificazione cuffie e, con il volume lock rimosso, si spinge fino a poco più di 100 mW su 32 Ohm, mentre con il blocco mantenuto ci si ferma intorno a 70 mW. All’atto pratico, con auricolari in‑ear ad alta sensibilità e bassa impedenza come i nostri fidati 1More Quad Driver E1010, si può tranquillamente tenere il volume fra 30 e 40 su 100, mentre con le cuffie Vulkkano HC20 Irati i valori restano in una zona confortevole intorno a 50‑60 su 100.
Ovviamente, se si passa a cuffie come le Sennheiser HD 660S2 con i loro 300 Ohm, le cose iniziano a farsi più complesse, ma più che una questione di volume viene a mancare un po’ di corpo sui transienti e sull’impatto sui bassi. Va anche detto che l’utente interessato all’HiBy R1 difficilmente prevede di usarlo con cuffie simili o con IEM poco sensibili
Il carattere sonoro dell’HiBy R1 è quello che ci si aspetta da un DAC come il CS43131, ovvero una base tendenzialmente neutra su cui HiBy ha steso una leggera velatura calda, sufficiente a dare un po’ di corpo senza diventare opaca. Le frequenze basse scendono con buona estensione per un dispositivo di questa classe, con un medio‑basso presente ma non invadente, che aiuta molto a rendere gradevoli anche registrazioni meno raffinate o file compressi senza trasformarli in una poltiglia indistinta.
La gamma media è probabilmente il versante dove questo DAP dà il meglio di sé. Voci e strumenti acustici mantengono una presenza naturale e mai aggressiva, mentre in gamma alta si evitano enfatizzazioni eccessive della zona 8‑10 kHz che spesso creano fatica d’ascolto sui device entry‑level. La scena sonora non può competere con DAP bilanciati ben più grandi e costosi, ma per la spesa richiesta è perfettamente accettabile. Il palcoscenico resta infatti compatto ma arioso quanto basta, con un buon senso di separazione nei passaggi densi se si resta su IEM e cuffie di qualità.
Data l’impossibilità di utilizzare la ricca suite di strumenti e DSP di HiBy Music, non si può modificare in alcun modo la resa sonora tramite equalizzazione o altri interventi migliorativi, ma da un lato i meno “smanettoni” saranno contenti di sapere che basta collegare un paio di cuffie, far partire un brano e non pensare a nient’altro che alla musica. Nessun filtro tra cui scegliere, nessun roll-off, nessun taglio sui 10kHz con cui perdere tempo. Abituati alla stragrande maggioranza di DAP ben più evoluti che siamo soliti recensire, abbiamo trovato questa sensazione di “plug and play” quasi rigenerante, anche se ovviamente limitante.
Verdetto: 8
L’HiBy R1 è uno di quei prodotti che sembrano andare controcorrente rispetto alle tendenze attuali del mercato. In un’epoca in cui i DAP assomigliano sempre più a smartphone Android privi della funzione telefonica, il piccolo lettore audio cinese sceglie la strada opposta, optando per dimensioni tascabili, sistema operativo leggero, nessuna app superflua e un focus quasi ossessivo sulla riproduzione musicale.
I compromessi non mancano, dall’assenza di servizi streaming oltre Tidal e Qobuz alla gestione della libreria non impeccabile, passando per una potenza che lo rende ideale soprattutto con IEM e cuffie facili da pilotare. Tuttavia, considerando il prezzo estremamente competitivo, la qualità costruttiva, l’autonomia convincente e soprattutto una resa sonora equilibrata, naturale e sorprendentemente matura, l’R1 riesce a centrare il proprio obiettivo. Non è il DAP per chi cerca versatilità o funzioni avanzate, ma rappresenta una proposta rara e coerente, ponendosi come dispositivo pensato esclusivamente per ascoltare musica, senza distrazioni. Ed è proprio questa semplicità, oggi quasi rivoluzionaria, a renderlo così interessante.
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