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TCL porta Samsung in tribunale: è guerra sul vero significato di Mini LED

TCL accusa Samsung di vendere alcuni TV LCD M-Series come Mini LED pur senza local dimming. Al centro della causa c’è il confine tecnico tra retroilluminazione e marketing

Secondo quanto riportato da Reuters, TCL ha deciso di portare Samsung davanti a un tribunale statunitense contestando il modo in cui vengono commercializzati alcuni televisori della nuova gamma M-Series 2026 del colosso coreano. Al centro della disputa c’è una questione apparentemente semantica, ma con implicazioni molto concrete per chi acquista un TV, ovvero quando un televisore LCD può essere definito davvero Mini LED.

Secondo TCL, Samsung avrebbe applicato questa denominazione a modelli che utilizzano una retroilluminazione Mini LED edge-lit disposta lungo i bordi del pannello, senza però adottare il sistema di local dimming a zone che caratterizza normalmente i TV Mini LED moderni. La differenza non è marginale, perché proprio il controllo indipendente di numerose aree della retroilluminazione permette di incrementare contrasto percepito, luminosità e gestione delle scene HDR.

Samsung M80H

Il riferimento è alle nuove serie di TV LCD M80H e M70H collocate nella fascia più accessibile dell’offerta per il 2026 del produttore coreano. Samsung aveva già utilizzato un approccio simile con il The Frame Pro, introducendo una retroilluminazione Mini LED edge-lit. TCL, invece, riserva il termine Mini LED ai propri LCD dotati di retroilluminazione Mini LED e local dimming.


È proprio questa differenza di interpretazione a rendere interessante la controversia. Una retroilluminazione edge-lit, anche quando utilizza LED di dimensioni molto ridotte, non offre infatti lo stesso livello di controllo della luce di un sistema full-array con centinaia o migliaia di zone indipendenti. Nel primo caso la sorgente luminosa è concentrata sui bordi del pannello e la gestione della luminosità è inevitabilmente più limitata, mentre nel secondo caso il televisore può modulare la retroilluminazione in funzione delle diverse porzioni dell’immagine.

Per l’utente finale il rischio è quindi di associare automaticamente la sigla Mini LED a prestazioni tipiche dei televisori full-array. Samsung ha respinto le accuse, dichiarando che difenderà la propria posizione e sostenendo pienamente la qualità e l’accuratezza delle descrizioni utilizzate per i suoi prodotti. TCL chiede invece al tribunale di impedire a Samsung di utilizzare la denominazione contestata e reclama un risarcimento economico, il cui importo non è stato specificato.

Samsung M70H

La battaglia si inserisce peraltro in una rivalità tecnologica e commerciale che dura da anni. Samsung e TCL erano un tempo parte della stessa QLED Alliance, mentre oggi competono direttamente in segmenti sempre più sovrapposti. In passato era stata addirittura Samsung a contestare a TCL l’utilizzo del termine QLED per alcuni suoi televisori, sostenendo che la quantità di quantum dot impiegata non fosse sufficiente per giustificare quella denominazione.

Il nodo rimane quindi quello del rapporto tra tecnologia effettivamente utilizzata e linguaggio commerciale. Anche un televisore definito LED o QLED è, alla base, un LCD con una particolare tecnologia di retroilluminazione o di gestione della luce. Lo stesso vale per Mini LED e, in prospettiva, per RGB LED, nel senso che la presenza di LED più piccoli o di differenti componenti cromatiche non determina automaticamente l’esistenza di un sistema di local dimming avanzato.

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