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Dalle chitarre alle cuffie wireless modulari con 100 ore di autonomia: ecco le Fender MIX

fender mix

Le Fender MIX reinterpretano le cuffie wireless come sistema modulare e flessibile, con trasmettitore USB-C, driver in grafene e autonomia fino a 100 ore

Con le MIX da circa 300 euro (attendiamo a breve il prezzo ufficiale italiano) che verranno presentato ufficialmente al CES 2026 di Las Vegas, Fender Audio prova a ridefinire il concetto stesso di cuffie wireless, allontanandosi dall’idea tradizionale di prodotto chiuso e immutabile per abbracciare una visione più fluida e orientata allo stile di vita e alla personalizzazione.

L’obiettivo dell’azienda americana, qui al suo esordio in questo settore dopo aver proposto due modelli cablati di fascia medio-bassa, è infatti costruire una piattaforma in grado di adattarsi nel tempo alle abitudini di ascolto, ai contesti d’uso e persino al gusto estetico dell’utente. In un mercato dominato da modelli sempre più simili tra loro, questa impostazione rappresenta senza dubbio un tentativo consapevole di differenziazione.

Alla base del progetto MIX c’è l’idea che l’ascolto personale non sia un’esperienza uniforme. Le esigenze cambiano tra lavoro, viaggio, intrattenimento domestico e mobilità e Fender prova a rispondere a questa complessità con un sistema modulare che non costringe l’utente in un ecosistema rigido. Un elemento centrale di questa strategia è il trasmettitore FWD Tx incluso in dotazione.


fender mix

Questo piccolo dongle USB-C da collegare alla sorgente audio (smartphone, tablet, laptop) amplia in modo significativo le possibilità di connettività wireless delle MIX. Il supporto ai codec LHDC-V in modalità lossless (fino a 24-bit/192 kHz) e LC3 a bassa latenza consente infatti di gestire flussi audio di qualità superiore e di ridurre il ritardo in contesti come la visione di video o il gaming. La compatibilità con Auracast aggiunge inoltre una dimensione più “sociale” all’ascolto, permettendo la trasmissione audio in stile broadcast in ambienti compatibili (un aspetto ancora poco esplorato nel segmento consumer).

Dal punto di vista acustico, Fender Audio ha scelto di costruire le MIX attorno a driver da 40 mm in grafene, materiale sempre più apprezzato per il suo rapporto tra rigidità e leggerezza e per la risposta rapida e controllata, capace di mantenere chiarezza e dettaglio anche a volumi sostenuti. I driver sono affiancati sia da un sistema di cancellazione attiva del rumore di tipo ibrido pensato per adattarsi a diversi scenari, sia da un doppio microfono con soppressione del rumore ambientale dedicata alle chiamate.

La versatilità delle MIX si riflette anche nella possibilità di utilizzo sia in modalità wireless sia cablata e, a completare il quadro, interviene il supporto all’audio spaziale, concepito per offrire una scena a 360 gradi che aumenti il coinvolgimento senza snaturare l’immagine stereo di base.

Uno degli aspetti più impressionanti sulla carta è l’autonomia dichiarata. Fender Audio parla infatti di un massimo di 100 ore di riproduzione senza cancellazione attiva del rumore (con questa, si passa invece a poco più di 50 ore), un valore che pone le MIX in una posizione di netto vantaggio rispetto a gran parte della concorrenza.

La vera cifra distintiva delle MIX resta però la loro costruzione modulare. Come si può vedere nel video sopra, componenti chiave come i padiglioni e l’archetto possono infatti essere sostituiti o aggiornati in pochi secondi, consentendo all’utente di personalizzare l’aspetto estetico e, allo stesso tempo, di semplificare eventuali interventi di manutenzione. Un’idea a nostro parere azzeccatissima che speriamo possa presto diventare la norma anche per altri produttori.

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