Disponibili in versione già completa, le cuffie Head(amame) Pro possono essere anche assemblate a casa con una stampante 3D e un apposito kit da poco più di 100 euro. Un approccio modulare e open-source ideale per gli amanti dell’audiofilia “fai da te”
Se ne parla da circa due anni, ma solo nei giorni scorsi il produttore canadese Head(amame), dopo una campagna su Kickstarter di grande successo (oltre 115.000 dollari raccolti a fronte di una richiesta dieci volte inferiore), ha annunciato la disponibilità delle sue cuffie cablate Head(amame) Pro. A caratterizzarle e a renderle speciali è il fatto che gran parte del progetto è realizzato tramite stampa 3D, tecnologia che seppur non sia del tutto nuova in ambito audio (nei circoli degli audiofili “fai da te”, i diffusori autocostruiti con questa tecnologia circolano da anni), lo è applicata al mondo delle cuffie.
Inoltre, come precisato da Morgan Andreychuk (figura chiave dietro il progetto), chiunque può scaricare gratuitamente i file per stamparsi a casa padiglioni, archetto e yoke, indipendentemente dal fatto che abbia acquistato il prodotto finito o meno. La struttura commerciale che ne deriva è quindi duplice: le Head(amame) Pro complete e già assemblate e testate partono da 346 euro per i sostenitori della campagna Kickstarter, mentre il kit di componenti non stampabili a casa (driver, cuscinetti, connettori, viti ec…) costa 113 euro.
L’aspetto ancora più interessante, oltre ovviamente alla differenza di prezzo tra le due versioni, è l’importanza di poter accedere liberamente ai file di stampa 3D di un paio di cuffie che si possiede. Se un componente si rompe, si stampa di nuovo, mentre se si vuole sperimentare una variante dell’archetto o modificare la geometria del padiglione, i file sono già disponibili.
Chi sceglie la strada del kit separato, rinuncia al controllo qualità e alla garanzia del prodotto assemblato in fabbrica, ma non al supporto del team e questa è una distinzione importante. Andreychuk e i suoi collaboratori si sono infatti detti disponibili a discutere materiali, opzioni di stampa e possibili ottimizzazioni, trasformando queste cuffie da semplice prodotto consumer a qualcosa di più simile a una piattaforma aperta. Il design semi-chiuso delle Head(amame) Pro evoca concettualmente le Fostex T50RP, punto di riferimento storico per il mondo del modding, pur essendo morfologicamente un oggetto completamente diverso.

Un’altra caratteristica che colpisce è il peso fermo a 270 grammi, valore sorprendente per un paio di cuffie di queste dimensioni. Per di più, il team sta lavorando attivamente per ridurre ulteriormente la massa, sostituendo un perno in ottone con uno in alluminio e rimpiazzando un componente interno con fibra di carbonio.
Per quanto riguarda invece i trasduttori, le Pro montano driver dinamici con diaframma in vetro, una scelta orientata a migliorare velocità e definizione del suono. Anche in questo caso l’utente ha un’ampia scelta, visto che è possibile sostituire il driver con qualsiasi unità da 40 mm compatibile con le specifiche del progetto. Anche se il vetro non è un materiale che solitamente si associa ai driver delle cuffie, offre rigidità, stabilità e una minore flessibilità, contribuendo a eliminare le modalità di rottura che alterano il suono del driver.

Per la messa a punto del modello attuale, Head(amame) ha collaborato con Capra Audio, realtà ben nota nella comunità “fai da te” per componenti aftermarket e archetti di sostituzione. La firma sonora riportata da chi ha già potuto testare l’attuale versione delle Pro sembra tendere verso un approccio neutro con un leggero arretramento nelle frequenze più basse e una lieve enfasi sugli alti.
Ovviamente, le Head(amame) non sono cuffie per tutti. O meglio, il modello Pro già fatto e finito potrebbero anche esserlo (peso minimo, bassa impedenza per un utilizzo anche con smartphone e tablet, driver con diaframma in vetro), mentre il kit separato richiede una stampante 3D e un minimo di pazienza e manualità per assemblare il tutto.

L’idea di fondo ci pare però molto interessante. Poter stampare pezzi di ricambio direttamente a casa e scegliere driver alternativi non è cosa da tutti i giorni quando si parla di cuffie e, con una modularità ancora più spinta, le modifiche e le personalizzazioni potrebbero essere davvero tantissime.
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