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Mission Serie 778: setup Hi-Fi completo tra fascino vintage e streaming moderno a prezzi ragionevoli

Il mondo dell’alta fedeltà moderno è sempre più attratto  da un’estetica nostalgica che si rifà alle vecchie glorie del passato ma allo stesso tempo guarda alle necessità funzionali del presente. La ricetta Mission sotto questo punto di vista, è decisamente ben riuscita ed oggi vi spieghiamo il perchè.

Mission, come del resto i suoi fratelli di casa Leak,  hanno saputo ben interpretare il filone del new vintage, con elettroniche e diffusori performanti che riescono ad offrire un buon rapporto qualità prezzo, rivolgendosi a chi, nella vita di tutti i giorni, deve fare i conti a fine mese con bollette, mutuo e via dicendo. Fondata nel 1977 a Huntingdon, nel Cambridgeshire, Mission è stata per decenni sinonimo di innovazione nella realizzazione dei diffusori acustici, ma la sua eredità nel campo delle amplificazioni era rimasta silente per quasi quarant’anni, ovvero dal lancio dell’originale amplificatore Mission 778 nel 1983. Il recente debutto di un sistema completo, composto dall’amplificatore integrato 778x, dalla meccanica di trasporto CD 778CDT e dallo streamer di rete 778S (basato sulla tecnologia TruStream), segna il completamento di un ecosistema modulare che mira a coniugare un ingombro ridotto, un fascino estetico retro e prestazioni audiophile a un prezzo accessibile.

Mission: dal primo 778 del 1983 ad oggi

Una figura di spicco dei primi anni di Mission, è sicuramente Farad Azima, figura geniale nonché grande appassionato di musica e alta fedeltà. Farad è stato da sempre legato ad una visione di una audiofilia democratica. Nel 1983, l’azienda presentò il Mission 778, un amplificatore che sfidava le convenzioni dell’epoca non solo per la sua qualità sonora, ma per il suo formato “half size“. Questa scelta non era puramente estetica. Fondamentalmente mirava a ridurre il percorso del segnale e a facilitare l’integrazione domestica in un periodo in cui gli impianti hi-fi stavano diventando sempre più ingombranti e davvero poco gestibili in ambienti domestici. Mission, nel giro di poco tempo, forte anche di un periodo storico in cui tutti avevamo un impianto hi-fi in casa, ebbe un boom di vendite eccezionale. Durante questo periodo di fermento vide la luce la Cyrus, che divenne un brand specializzato in elettroniche, lasciando il brand Mission focalizzato esclusivamente sui diffusori per i successivi quattro decenni. Bisogna arrivare al 2022 per rivedere un amplificatore di casa Mission: l’eccellente 778X. Noi stessi siamo stati tra i primi ad avere la possibilità di provarlo e a poter dire senza ombra di dubbio che questo il 778x non è una pura operazione di marketing bensì un amplificatore integrato in pieno stile Mission, ossia dai costi contenuti, e con tutto quello che serve: DAC, Phono, ampli cuffie e Bluetooth, il tutto nel comodissimo formato “half size” che lo candida ad essere il protagonista non solo di un vero e proprio sistema hi-fi ma anche di una postazione desktop a prova di audiofilo. Questo integrato ha dato il via ad una line-up vincente sia sotto il punto di vista dei costi che sotto quello delle prestazioni.

mission 778

Mission 778x: hub centrale con amplificazione in classe AB

Il Mission 778X funge da hub centrale di collegamento per l’intero sistema. Si tratta di un amplificatore integrato in classe A/B capace di erogare una potenza di 45 watt per canale su 8 ohm e 65 watt su 4 ohm, il 778x è in grado di pilotare con autorevolezza una vasta gamma di diffusori, grazie ad una buona sezione di alimentazione. La sezione di conversione digitale-analogica del 778x, vede come protagonista il chip ESS Sabre32 ES9018K2M Reference. Sebbene esistano chip più recenti nel catalogo ESS, gli ingegneri hanno deciso di puntare su un chip ipercollaudato che può contare su un filtro attivo post-DAC meticolosamente progettato. I tecnici hanno selezionato op-amp studiati ad hoc per la loro sinergia con l’architettura HyperStream, mirando a ridurre quanto più possibile il jitter e a fornire una gamma dinamica elevata. Questa sezione supporta file PCM fino a 32-bit/384kHz e DSD fino a 11.2MHz (DSD256), garantendo la compatibilità con diversi formati tramite l’ingresso USB per PC. Infine, un integrato in puro stile vintage non poteva non avere un ingresso phono.


mission 778

Il 778x include uno stadio phono MM basato su un circuito a JFET con equalizzazione RIAA, decisamente silenzioso. Presente anche un amplificatore per cuffie integrato, in grado di gestire diverse tipologie di cuffie. A questo link trovate la nostra recensione. Prezzo di listino 699 Euro.

Mission 778 S: streamer di rete con tecnologia TruStream

Ultimo nato in casa Mission è il 778S, uno streamer di rete che nasce da una partnership tra Mission e Silent Angel, un marchio specializzato in infrastrutture digitali per l’audio di alta qualità. Con”TruStream” si intende una piattaforma che funziona tramite l’applicazione per garantire una trasmissione dei dati a basso rumore e una gestione facile e veloce delle librerie musicali. Il cuore del sistema è un processore multi-core basato su architetture ARM Cortex-A72 e Cortex-A53, che gestisce il sistema operativo VitOS sviluppato da Silent Angel. Grazie ad una buona potenza di calcolo, è possibile navigare anche in cataloghi vasti su servizi come Tidal, Qobuz o Spotify, oltre alla gestione di server NAS locali via UPnP/DLNA. La certificazione Roon Ready è un altro aspetto importante e ormai quasi imprescindibile.

mission 778

Potrete sfruttare il protocollo RAAT (Roon Advanced Audio Transport) per una riproduzione bit-perfect di alta qualità. Mentre l’amplificatore 778x utilizza il chip ES9018K2M, lo streamer 778S adotta una soluzione più avanzata grazie al chip ESS Sabre ES9038Q2M Reference DAC. Questo convertitore a 32 bit sfrutta circuiti di clock proprietari e un’alimentazione a basso rumore che punta a minimizzare le distorsioni. Prezzo di listino 1.049 Euro.

Mission 778 CDT: la soluzione intelligente per i tuoi CD

Ne abbiamo parlato spesso ultimamente e lo ribadiamo: il CD, così come il vinile, sta pian piano riprendendo quote di mercato e di conseguenza aumenta la domanda di lettori. Il Mission 778 CDT è una scelta intelligente in quanto priva di DAC interno. Come abbiamo visto in diverse occasioni, ormai molti di noi hanno già un DAC in casa o magari hanno un integrato come il 778x con DAC onboard, pertanto potrebbe essere superfluo un ulteriore DAC anche per la meccanica CD.

 

Il 778CDT utilizza un sistema di caricamento a vassoio con un meccanismo ottico ad alta precisione. All’interno troviamo una configurazione dual-core con una CPU RISC a 32 bit e un microcontrollore dedicato (MCU), che garantiscono una correzione degli errori anche su dischi graffiati. Oltre alla riproduzione di CD “Red Book”, il 778CDT funge da lettore per file archiviati su memorie USB. La porta USB-A posteriore supporta dischi formattati in FAT16, FAT32 o exFAT e permette la riproduzione di file FLAC, WAV, MP3. Prezzo di listino 619 Euro.

Installazione e suggerimenti

La serie Mission 778 è caratterizzata da una larghezza di soli 23,6 cm, che permette di impilare le unità verticalmente, occupando meno spazio di un singolo componente standard da 43 cm. Nel caso in cui optiate per il trittico vi suggeriamo di collegare il 778S all’amplificatore 778X tramite cavi RCA e sfruttare così la sezione digitale del 778S, più performante rispetto a quella del 778x. Il trasporto 778CDT andrà poi collegato anch’esso (via coassiale o ottica) preferibilmente al 778S. In sintesi con una spesa relativamente abbordabile potreste portarvi a casa un setup completo, moderno e soprattutto bensuonante.

Per maggiori informazioni sui rivenditori Mission potete consultare questo link.

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