Editoriali

IGNORANZA CAPITALE

ignoranza capitale

Titolo forte in effetti, ma proprio per questo altamente rappresentativo di un contesto dove non conoscendo esattamente come stanno le cose – e non solo in campo audio purtroppo – fin troppo spesso si esprimono pareri, si giudica, semplificando e riducendo ai minimi termini l’impegno e la professionalità altrui.

 

L’IGNORANZA SOCIAL ovvero LA CULTURA DEL SENTITO DIRE

Una veloce lettura di qualche forum o dei vari social è sufficiente per comprendere quanto questo stato di fatto stia letteralmente invadendo la nostra esistenza quotidiana. A partire dall’argomento più banale fino a quello davvero impegnativo, non mancano soloni, guru e vari custodi del sapere che immancabilmente pontificano su argomenti dei quali – fin troppo spesso – hanno una conoscenza talmente rarefatta che il termine può essere inquadrato nel più puro eufemismo.

Il bello di tutto ciò, il che dimostra che davvero un ignorante è in grado di fare seri danni, è il seguito che determinati soggetti riescono ad avere, e questo in parte dimostra che un talento in effetti ce l’hanno, seppure negativo; potremmo alludere a dei dotti ignoranti.

E proprio questa (sub)cultura ha portato a dei risultati controversi: in taluni casi alcuni appassionati si sono arroccati su posizioni inamovibili in una sorta di fortino ben protetto in grado di tutelare le proprie certezze, altri invece, coloro i quali erano preda di incertezze, hanno fatto propri concetti errati – in certi casi effettivamente risibili – o peggio, si sono definitivamente allontanati dal contesto.

 

L’IGNORANZA IN VESTE DI ARMA

Quando a titolo professionale ovvero ludico si ha modo di disseminare informazioni, si ha in mano una vera e propria arma con la quale è possibile centrare l’obiettivo oppure, e lì sono guai, mancato il bersaglio principale fare danni in un ambito che non ha nulla a che vedere con l’intento iniziale; a nostro avviso questo è – almeno in parte – il motivo per cui oggi molti giovani non si interessano a questa passione.

Come rivista dedicata all’audio di qualità, non faremmo un grande servizio ai lettori se aderissimo pedissequamente a certe più che oscure considerazioni, se anche noi ci schierassimo acriticamente prendendo la classica granitica posizione di chi – a partire da nozioni male interpretate – va spargendo un condimento assai indigesto sulla più ricca delle insalate mescolando colori e sapori fino a renderli indistinguibili. Saremmo anche noi preda dell’ignoranza, e questo non va affatto bene.

 

 

L’IGNORANZA QUALE CERTEZZA

Nel passato, complici anche riviste di settore dove hanno imperversato aggressive politiche a favore o contro determinati dispositivi audio – siano essi componenti oppure accessori – interpretazioni del genere hanno condotto alla convinzione che questo ambito sia necessariamente complicato, contorto, dedicato a pochi eletti (ricordate il termine HiFi Esoterica?), gli unici in grado di percepire qualcosa che travalica la realtà (sic!) negato ai comuni mortali.

Io stesso rammento un periodo a ragione definibile “L’era dell’accessorio”, situato orientativamente a cavallo tra gli anni 90 ed il nuovo millennio, intervallo di tempo dove (troppo) spesso si leggeva di accessori che parevano in grado di compiere miracoli nel sistema audio.

Oggettivamente alcuni di loro erano effettivamente efficaci, ma altri signori miei, apparivano quasi offensivi verso l’intelligenza altrui, talmente erano basati su assunzioni di pura fantasia e fosche considerazioni legate, inevitabilmente, ad inspiegabili circostanze che però, date-retta-a-me-che-funziona!

Era un periodo fatto di pennarelli, adesivi, lacche accordanti, cubetti di legno, sacchetti ripieni di sostanze smorzanti/assorbenti/antimagnetiche, insomma, oggetti che nulla avevano a che fare con il buon ascolto, rappresentativi però di quanto talvolta – ammantando di scienza la basilare ignoranza – ci si spinga nell’intimo di un contesto fino a renderlo paradossalmente sterile.

 

AGGIRARE L’IGNORANZA CON LA CONSAPEVOLEZZA

Oggi, sfortunatamente, il caro vecchio impianto stereo è stato sostituito dal cellulare, un dispositivo che a ben vedere provoca letteralmente dipendenza, rende possibile interagire in qualsiasi momento con il mondo intero facendoci sentire, appunto, parte di questo, ma ci assorbe fin troppo e quel che è peggio è che rende tutto evanescente, concretezza zero.

Navigando sul web si è letteralmente inondati da una mole sterminata di informazioni di ogni tipo, e se non si è in grado di filtrarle in maniera opportuna – il che richiede esattamente il contrario dell’ignoranza ovvero la consapevolezza – siamo inevitabilmente destinati a soccombere preda di quella confusione, spesso intenzionale, che impedisce di comprendere davvero bene un contesto.

Sta a noi approfondire diventando utenti informati, dotati cioè di quella conoscenza che, svincolata da pseudo riferimenti, ci possa effettivamente aiutare nella scelta migliore.

Come sempre, ottimi ascolti!

 

 

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