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Il sistema hi-fi, cominciamo bene

Il sistema hi-fi, cominciamo bene con qualche consiglio su come sia possibile creare e  far crescere un sistema ad alta fedeltà partendo da una base solida, senza dar fondo alle proprie finanze e massimizzando la spesa iniziale. Il tempo passa, i gusti e le esigenze cambiano.

Conoscendo la mia passione per il sistema Hi-fi, sono spesso interpellato su quale sia una soluzione ad alta fedeltà che, senza ritrovarsi spennati, possa garantire ascolti di qualità. Chiaramente, se dovessi usare un metro di giudizio correlato alla mia esperienza ed al sistema di cui dispongo oggidì, dovrei assumere il classico atteggiamento di superiorità intellettuale liquidando la faccenda con un “….se vuoi sentire bene devi spendere parecchio…”. Guarda caso, invece, la penso esattamente al contrario, tanto che nel percorso della mia passione non ho mai dimenticato di tenere d’occhio proprio sistemi economici, vale a dire quei componenti che pur non costando un occhio possono regalare ottime soddisfazioni. E proprio con l’intento di elargire un consiglio sensato, ho pensato di raccontarvi come sia possibile allestire un ottimo impianto senza svenarsi, anzi, facendo fruttare al meglio il budget destinato all’acquisto. Vediamolo insieme.

Sistema hi-fi base

SISTEMA BASE: lettore digitale, amplificatore e diffusori. Ecco in breve elencati i componenti che possono validamente costituire quel nucleo che col passare del tempo, ossia con le accresciute esigenze, possa aumentare la propria resa. E nel mare magnum dei marchi – per esperienza diretta poiché non amo raccontare il sentito dire altrui – ho scelto DENON per la coppia sorgente + amplificatore, alla quale si aggiungono ELAC e MAGNAT per i diffusori. Per l’esattezza, il lettore è il modello DCD-600NE mentre l’amplificatore è il PMA-600NE; le elettroniche sono disponibili in nero oppure nella classica livrea argentea che DENON chiama Premium Silver, entrambe molto belle ed eleganti nella loro linearità di design, seppure personalmente io preferisca la seconda versione.

L’amplificatore vanta caratteristiche che lo rendono pressoché ideale: 45/70 watt su 8/4 ohm, equalizzatore phono MM, controlli di tono, convertitore D/A 192/24 e streaming Bluetooth, componentistica e costruzione di qualità. Il lettore a sua volta, vanta anch’esso una costruzione accurata ed è dotato del circuito proprietario AL32 Processing, sistema che consente di migliorare le prestazioni audio mediante l’uso di algoritmi in grado di meglio gestire la forma d’onda in uscita dal convertitore. Oltre ai normali CD, può leggere CD-R/RW nonché file MP3 e WMA. In sostanza, direi che ai due apparecchi non manca proprio nulla.

Sistema hi-fi. I diffusori

DIFFUSORI: come detto inizialmente, due sono i marchi scelti nei cui cataloghi è possibile rintracciare modelli adatti al nostro scopo. E quale coppia di base, iniziamo con ELAC ed il modello DEBUT 2.0 B6.2, diffusore non eccessivamente piccolo ed assolutamente performante. Vi fosse sfuggita, potete leggere la prova fatta da noi a cura del collega di penna Francesco Destri che si esprime molto favorevolmente. A tal proposito, come giustamente evidenziato nel test, questi diffusori hanno sbocco reflex frontale, che sapete essere preferibile nella gestione del posizionamento rispetto a quello posteriore, presentando in ogni caso prestazioni in basso sorprendentemente estese, ove la gamma inferiore ha peso e consistenza. Come forse ormai sapete, non amo particolarmente i diffusori (troppo) limitati in basso, ma qui devo fare davvero un’eccezione, d’altronde il loro progetto è frutto della maestria di Andrew Jones (ex TAD), così, tanto per dire.

sistema hi-fi
ELAC ed il modello DEBUT 2.0 B6.2

Nel tempo, ovvero ad accresciute esigenze, seppure nulla vieti di dotarsene fin dall’inizio, dovessi scegliere un

modello di dimensioni maggiori opterei per il Monitor Supreme 2002 di MAGNAT diffusore da pavimento dal suono morbido e corposo, che in pianta occupa grosso modo lo stesso spazio delle ELAC quando poste su un piedistallo. Parecchio diversa è però la dotazione dei drivers: ben 2 woofer da 8” cui si aggiunge un midrange da 6.5” ed un tweeter da 1”. Ovviamente la risposta in basso aumenterà notevolmente, il che vi darà la  possibilità di meglio godere della vostra musica preferita aggiungendo corpo e consistenza all’emissione. Ne guadagnerà a questo punto anche il palcoscenico virtuale, le cui dimensioni cresceranno a causa dell’aumentato apporto della gamma bassa, che sarà quindi in grado di conferire maggiore respiro ambientale, intendendo con ciò una più accurata ricostruzione del luogo dove la registrazione è avvenuta, soprattutto se si parla di musica classica notoriamente eseguita in spazi piuttosto ampi.

SUBWOOFER: e veniamo all’ulteriore sviluppo previsto per il nostro sistema, che sfruttando l’apposita uscita per il subwoofer di cui l’ampli è dotato – l’ho detto che non gli manca nulla – ci consentirà di aggiungere un bel subwoofer incrementando ulteriormente le prestazioni in bassa frequenza. E qui entra in gioco il modello ALPHA RS-12 sempre di MAGNAT dotato, come suggerisce il nome, di un corposo driver da 12” cui si aggiunge un amplificatore in classe D da 120/240 watt. Oltre ai consueti controlli di livello, fase e frequenza di taglio, sono previste diverse possibilità di connessione – anche al fine di avere una futura compatibilità, doveste decidere di sostituire l’ampli con uno privo di specifica uscita. Tra l’altro, in ossequio all’articolo pubblicato di recente proprio sulla scelta del sub, questo modello vanta sbocchi reflex anteriori.

Infine, tenendo presente che la finitura estetica dei vari diffusori descritti prevede il classico nero cenere definito Black Ash, potete senza problemi accoppiare ELAC + MAGNAT sicuri che a livello estetico non avrete problemi.

Magnat Alpha RS12

Il sistema hi-fi. I cavi

CAVI: anche qui oltre che sapere come la penso su questi accessori, il mio suggerimento è il seguente, almeno nel presente caso. Fermo restando che i cavi forniti in dotazione con le elettroniche sono più che sufficienti allo scopo, se proprio la notte rischiate di perderci il sonno, date un’occhiata al catalogo AUDIOQUEST, segnatamente alla linea TOWER oppure, per chi desiderasse investire qualcosa in più, alla linea EVERGREEN, dove a prezzi certamente abbordabili troverete quel che fa per voi. Mi raccomando di non fare pazzie con i cavi, non avrebbe alcun senso, piuttosto investite in musica. Per il sub potete attingere da Amazon prendendone uno di lunghezza adeguata della serie Amazon Basics, sono molto ben fatti e costano il giusto. Circa i cavi di potenza, anche qui senza fare follie, prendete un buon cavo in rame di sezione opportuna (2-4 mmq) e sarete a posto.

GIRADISCHI: alla configurazione descritta nulla vieta di aggiungere un bel giradischi, ci mancherebbe. Quindi, onde rimanere nel solco tracciato inizialmente relativo alla sostanziale economicità del sistema – soprattutto nei confronti del rapporto qualità/prezzo – due validissimi esponenti possono essere rappresentati dall’ONKYO CP-1050 (trazione a cinghia) oppure dall’AUDIO TECHNICA AT-LP5X (trazione diretta). Sono reperibili a circa 500€ il primo, qualcosa in meno il secondo, e sono entrambi equipaggiati con testina AUDIO TECHNICA AT95E (versione VM95E sull’AT-LP5X). Relativamente all’AUDIO TECHNICA potete leggere la prova da noi effettuata.

Ma quanto spendiamo per il nostro sistema hi-fi

Ebbene, fatti salvi i listini – molto difficilmente applicati – la coppia DENON è reperibile a circa 700€, i diffusori ELAC a circa 320€, cosa che rende davvero possibile spendere “appena” un migliaio di euro in partenza; circa 1200 invece se si opta fin da subito per le MAGNAT. A seguire, ma non è certo obbligatorio, il sub è reperibile a circa 350€. A me sembra ben più che conveniente, se non altro avete la possibilità di partire con il piede giusto creando solide fondamenta per un eventuale futuro upgrade fermo restando l’impianto di base.

Come sempre, ottimi ascolti, e viva la musica!

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