Ebbene si, è giunta l’ora di una coppia di speaker attivi ad alta fedeltà del brand di Iwata. Ecco come è andata
I diffusori Yamaha NX-70A sono degli speaker wireless attivi che rappresentano una novità nel catalogo del produttore nipponico. A dire la verità Yamaha di diffusori attivi nel mondo professionale ne produce da decenni e soprattutto Yamaha è un brand con un know-how tale da permettersi di produrre tutto o quasi, direttamente in house. Inoltre non dimentichiamoci delle grandi economie di scala che sono in grado di mettere in gioco i ragazzi del colosso giapponese. Pertanto le premesse sono decisamente interessanti. Noi questi diffusori li avevamo visti ed ascolti in anteprima all’ Hi-End di Vienna dove avevamo potuto saggiare le interessanti performance di questi speaker.

Se anche voi siete stanchi o se più semplicemente non avete lo spazio necessario per ospitare un setup hifi completo, le Yamaha NX-70A nascono con un compito sulla carta molto intrigante ma allo stesso tempo pericoloso: portare, almeno in parte, le novità tecniche delle NS-5000, NS-2000A e NS-800A all’interno di un diffusore attivo, wireless e (speriamo) intelligente.

L’approccio di Yamaha si differenzia da quello di molti concorrenti per la sua natura omnicopmrensiva. Invece di assemblare componentistica presa da terzi, o di delegare a terzi lo sviluppo di specifici moduli, gli ingegneri del colosso nipponico hanno sviluppato gli amplificatori, i trasduttori e gli algoritmi DSP internamente per far si che questi diffusori siano un ecosistema nato e studiato per lavorare in perfetta sinergia. Questa tipologia di integrazione verticale, prerogativa di pochissime aziende storiche al mondo, consente di aggirare i colli di bottiglia tradizionali, derivanti dall’utilizzo di componenti di vari brand diversi.
| Specifiche Costruttive e Fisiche | Dettaglio Tecnico |
| Dimensioni (L x A x P) |
189 × 234 × 333 mm |
| Peso Diffusore Primario |
5,7 kg (12,6 lbs) |
| Peso Diffusore Secondario |
5,4 kg (11,9 lbs) |
| Carico Acustico |
2 vie, Bass-Reflex con accordo posteriore |
| Pannello Superiore |
Piastra di rinforzo in alluminio da 5 mm |
| Finiture Disponibili |
Laccatura Black o White con inserti bronzo |
| Stand Dedicati (SPS-70A) |
5,8 kg cadauno; dimensioni 273 x 660 x 332 mm |
Ad un primo sguardo gli Yamaha NX-70A comunicano un design di tipo industriale e minimalista, disponibili nelle belle finiture Black o White, sono arricchiti da eleganti fasce color bronzo-rame che delineano le sedi dei driver. A proposito di design sappiate che dietro ogni scelta di natura estetica c’è sempre e comunque una ragione tecnica ben precisa ed è per questo che le linee smussate ai lati non sono solo belle ma servono per minimizzare le diffrazioni.

Il cabinet, in configurazione bass-reflex a due vie con porta di accordo posteriore, è stato progettato avvalendosi di sofisticate tecnologie di analisi vibrometrica laser e metodologie di calcolo a elementi finiti (FEM), strumenti mutuati direttamente dal dipartimento di ricerca e sviluppo degli strumenti musicali acustici Yamaha (tanto per dire…). Le dimensioni del singolo diffusore si attestano su 189 mm di larghezza, 234 mm di altezza e 333 mm di profondità, restituendo una silhouette profonda ma dal frontale snello, ideale per minimizzare le diffrazioni del deflettore anteriore. Il peso differisce leggermente tra i due diffusori per via della distribuzione dell’elettronica all’interno: 5,7 kg per il diffusore “primario” (che ospita l’interfaccia di rete principale e il parco connessioni) e 5,4 kg per il “secondario”.

La geometria del cabinet sfoggia pareti posteriori e laterali dolcemente arrotondate, che risultano piacevoli ma che hanno dei costi di realizzazione non indifferenti rispetto ai classici cabinet rettangolari. Come detto in precedenza, questo design non ha solo valenza estetica: è fondamentale per combattere la formazione di onde stazionarie interne, evitando che le superfici parallele generino riflessioni nel cabinet capaci di interferire meccanicamente con il movimento del cono del mid-woofer, sporcando così il messaggio sonoro, rendendolo meno intellegibile. Per incrementare ulteriormente l’inerzia e la rigidità strutturale, il pannello superiore è costituito da una massiccia piastra in alluminio spessa 5 millimetri, saldamente imbullonata al telaio. Questa soluzione smorza efficacemente le risonanze ad alta frequenza del mobile, una progettazione del genere teoricamente dovrebbe contribuire alla stabilità e alla messa a fuoco dell’immagine stereo.

Il Rivoluzionario “Harmonious Diaphragm”
Molto spesso il marketing moderno si riempie la bocca di paroloni che in sostanza hanno davvero poco senso se non quello di generare tanto fumo. Ecco, non è assolutamente il caso di Yamaha che invece adotta soluzioni davvero interessanti e all’avanguardia.

Solitamente per la realizzazione dei driver si fa ricorso a materiali diversi per gestire bande di frequenza diverse, ad esempio si utilizzano cupole in alluminio, titanio o berillio per i tweeter (per garantire rigidità e velocità di risposta ai transienti ad alte frequenze) e coni in carta trattata, Kevlar o polipropilene per i woofer (per favorire lo smorzamento e la linearità). Questo approccio misto, per quanto diffuso, comporta una disomogeneità timbrica intrinseca; il passaggio dal mid-woofer al tweeter nell’ area della frequenza di incrocio del crossover rivela spesso, a un orecchio allenato, la presenza di un qualcosa di artificioso, un non so che di innaturale.

Per abbattere questo ostacolo, l’architettura degli NX-70A sfrutta la tecnologia proprietaria Harmonious Diaphragm in maniera uniforme su entrambi i trasduttori: un woofer a cono da 13 cm e un tweeter a cupola da 3 cm.
Entrando un po’ più nel dettaglio senza scendere in linguaggio troppo tecnico e complesso, l’Harmonious Diaphragm è un materiale composito ibrido, frutto di un attento studio effettuato per i diffusori flagship delle serie NS. È composto da una miscela accuratamente bilanciata di ZYLON, e polpa di legno di abete rosso.
Lo ZYLON è una fibra sintetica, originariamente impiegata in ambito aerospaziale, dotata di una resistenza alla trazione e di una elasticità di gran lunga superiori a quelli del Kevlar. Dal punto di vista acustico, lo ZYLON è stato scelto perchè offre, almeno sulla carta, una velocità di propagazione del suono molto elevata, capace di rivaleggiare con metalli “preziosi” come il berillio, mantenendo al contempo perdite interne (capacità di smorzamento) molto ridotte.
Allo ZYLON si integra l’abete rosso — che rappresenta l’esatta tipologia di legno risonante meticolosamente selezionata per la realizzazione delle tavole armoniche dei celeberrimi pianoforti a coda da concerto Yamaha — che porta un po’ di naturalezza, al composito sintetico e le caratteristiche di risonanza organica proprie degli strumenti acustici. Lo scopo che si sono prefissati gli ingegneri Yamaha è quello di ottenere un diaframma che risponde ai transienti con estrema velocità e al contempo sia in grado di decadimenti armonici degni di questo nome e tipici dei legni pregiati.
L’utilizzo di questo composito ZYLON-abete sia per le medie/basse frequenze che per gli alti, va sulla carta ad eliminare quello che è stato definito da altri, come “consistent tone colour” che affligge i sistemi che utilizzano materiali differenti per i vari driver. La differenza maggiore di questa tipologia di scelta si ha secondo i tecnici, a ridosso della frequenza di incrocio, rendendo il passaggio tra il woofer da 13 cm e il tweeter da 3 cm del tutto inavvertibile. Le voci, i pianoforti e gli strumenti ad arco — che tipicamente generano fondamentali e note superiori che si estendono su più driver — vengono riprodotte all’unisono con una singola “voce”, preservando una coesione olografica di eccezionale realismo e verosimiglianza con lo strumento suonato dal vivo, del resto Yamaha gli strumenti li conosce ed anche bene, soprattuto i pianoforti!

Synergistic Drive e Crossover Attivo DSP
Negli NX-70A, Yamaha ha implementato e perfezionato un’architettura di amplificazione denominata Synergistic Drive di cui ora vi spiegheremo le funzioni principali. Ciascun diffusore è provvisto di moduli di amplificazione dedicati in Classe D, scelti per la loro efficienza e bassa dissipazione termica. Riescono ad erogare una potenza di 100 W RMS per il woofer e 60 W RMS per il tweeter. L’architettura Synergistic Drive prevede che lo stadio di uscita dei transistor finali dell’amplificatore sia accoppiato direttamente alle bobine mobili dei trasduttori, senza l’interposizione di alcun filtro di crossover passivo a valle. Il taglio delle frequenze viene infatti demandato integralmente e preventivamente al potente DSP interno, insomma un crossover attivo. Tramite questa soluzione si avrà un damping factor molto elevato il che si traduce in un controllo estremo dei driver. Il circuito Synergistic Drive tiene sempre sotto controllo il flusso di corrente, riducendo drasticamente le distorsioni non lineari, armoniche (THD) e di intermodulazione (IMD), andando in soldoni a mitigare uno dei fattori più deleteri della riproduzione sonora: la distorsione!

Yamaha NX-70A: puoi connettere di tutto anche la TV
Essere sempre connessi nel bene e nel male è una delle esigenze di questo ultimo decennio e la casa di Iwata non si è fatta mancare nulla da questo punto di vista. In primis troviamo l’HDMI eARC (Enhanced Audio Return Channel) che è una caratteristica fondamentale nell’integrazione domestica odierna, e offrendo un livello qualitativo decisamente più elevato rispetto al classico ingresso ottico a cui molto audiofili sono abituati. Tramite un singolo cavo HDMI collegato a uno smart TV, gli NX-70A ricevono l’audio digitale ad alta risoluzione in formato PCM non compresso, assicurando una banda passante di gran lunga superiore alla vecchia interfaccia S/PDIF. Inoltre, l’implementazione del protocollo CEC (Consumer Electronics Control) integrato permette all’utente di accendere il sistema, spegnerlo e regolarne il volume direttamente utilizzando il telecomando del televisore, rendendo l’uso quotidiano una vera goduria per il pantofolaio e non solo.

Ingressi Fisici, Supporto Analogico e Gestione del Subwoofer
Oltre all’HDMI, il pannello posteriore del diffusore primario offre una dotazione completa che include:
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Ingresso Ottico Digitale (TOSLINK): Ideale per lettori CD, console di gioco prive di HDMI o streamer di passata generazione.
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Ingresso USB Type-A: Per la riproduzione diretta e bit-perfect da memorie di massa formattate
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Ingresso Analogico 3.5mm (Mini-jack)
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Uscita Subwoofer (RCA Mono): Consente di aggiungere agilmente un subwoofer e poi calibrarlo con YPAO volendo

Streaming ad Alta Risoluzione e Gestione del Collegamento Interspeaker
Il cervello di questi Yamaha NX-70A è il modulo di rete proprietario MusicCast, abbinato a un DAC interno capace di gestire formati con risoluzioni di 32-bit/384kHz PCM e segnali in DSD256, garantendo piena compatibilità con i file non compressi (WAV, FLAC, ALAC, AIFF, DSD). Le opzioni di streaming wireless sono vastissime e integrano nativamente protocolli come Spotify Connect, TIDAL Connect, Apple AirPlay 2, Google Cast, le Internet Radio (Net Radio) e funzionalità server DLNA per il prelievo di tracce da NAS locali. Non manca la certificazione Roon Ready, essenziale per gli utenti avanzati che utilizzano l’ecosistema Roon.

Un aspetto interessante dell’architettura digitale di questi sistemi riguarda la modalità di accoppiamento e sincronizzazione tra i due canali. Il diffusore sinistro e destro possono comunicare tra loro tramite una connessione totalmente wireless. In questa modalità che garantisce un’estetica pulita e una flessibilità di posizionamento assoluta in salotto, il sistema limita il campionamento del segnale trasmesso a 24-bit/48kHz. Per i puristi è presente in dotazione un cavo LAN dedicato da 3 metri per connettere fisicamente i due cabinet. Adottando questa configurazione cablata primaria-secondaria, il sistema esegue un upsampling o downsampling dell’intero flusso dati a 24-bit/96kHz.
Completa il quadro un modulo Bluetooth 5.3 integrato, limitato tuttavia alla codifica dei soli codec base SBC e AAC, un LDAC non ci sarebbe dispiaciuto.

Il Processo di Misurazione DSP e la Correzione nel Dominio del Tempo
Il processo di calibrazione ambientale YPAO è davvero semplice e pur non essendo la soluzione tecnologicamente più avanzata disponibile sul mercato, sarà il nirvana per chi di queste cose ne mastica poco o nulla. L’utente deve unicamente posizionare il microfono di misurazione proprietario (fornito in dotazione, equipaggiato con un cavo da 6 metri e un ingegnoso treppiede in cartone studiato per allinearlo alla perfezione all’altezza delle orecchie) nel punto di ascolto principale (sweet spot), collegando il jack all’ingresso dedicato sul pannello posteriore del diffusore primario. Avviando la rapida procedura, che richiede meno di un minuto, il sistema emette una serie di sweep logaritmici e segnali chirp per mappare acusticamente la stanza.
Il DSP interno analizza la risposta all’impulso e non si limita ad analizzare la risposta in frequenza bensì si occupa delle prime riflessioni (early reflections) e calcola filtri per correggere la fase acustica.

Contestualmente, l’equalizzatore parametrico lavora sui modi di risonanza stazionaria della stanza, in particolar modo nella critica banda delle basse frequenze. Inoltre la funzione YPAO Volume interviene adattando dinamicamente e in tempo reale la curva di equalizzazione in stretta correlazione al livello del volume di ascolto, il risultato è che l’impatto dei bassi e la brillantezza degli alti rimangono corposi, definiti e dettagliati anche durante un ascolto notturno a basso volume.

L’ascolto: resettate il cervello
Quando si parla di Yamaha non si può non parlare del True Sound o meglio dello studio che c’è e c’è stato nel corso degli anni. Questo argomento l’avevamo già trattato nel corso della prova delle NS-800A ma “repetita iuvant” e pertanto procediamo. Nell’alta fedeltà spesso e volentieri si procede per luoghi comuni e così alla fatidica domanda:
“Come suonano le elettroniche ed i diffusori Yamaha?”
Nel 99% dei casi mi sono sentito rispondere che suonano “neutrali” termine che mi fa pensare a posizioni diplomatiche in ambiti politici e non alla riproduzione sonora. Nella realtà dei fatti in passato, il suono Yamaha era un suono decisamente monitor che molto spesso o piaceva da impazzire o non piaceva per niente. Nel corso degli anni il team Yamaha ha lavorato su questo aspetto fino ad arrivare a quel True Sound di oggi, che a noi, dobbiamo dirlo, piace davvero tanto perchè è una impostazione reale, timbricamente e tonalmente corretta e soprattutto una impostazione che consente di ascoltare di tutto: dalla trap alla musica classica.

Dopo aver giocato con il posizionamento e dopo aver cercato di mettere in crisi YPAO che può sicuramente aiutare lì dove ci sono delle criticità di posizionamento ma che di certo non può compiere miracoli, possiamo dire che la scelta migliore sarebbe quella di posizionare questi diffusori su degli stand degni di questo nome e ancora meglio direttamente sugli stand previsti da Yamaha anche se, dobbiamo dirlo, questa scelta fa lievitare i costi di acquisto in maniera importante. Al netto di questo abbiamo iniziato i nostri ascolti con brani che ben conosciamo e che utilizziamo spesso come benchmark e qui la prima conferma della grande tradizione Yamaha: una correttezza timbrica, una focalizzazione ed un controllo che fanno si che l’esperienza d’ascolto sia davvero appagante e soprattutto quanto più realistica possibile.

Come da tradizione abbiamo invitato in sala di ascolto alcune nostre conoscenze ed i meno addetti ai lavori hanno lamentato in prima battuta una mancanza della gamma bassa. In realtà non era una mancanza ma la tendenza dei tecnici Yamha a non “gonfiare” la gamma medio bassa e soprattutto la grande capacità di controllo dei woofer da parte degli amplificatori integrati. Un controllo ed una autorelevolezza che hanno fatto si che ogni dettaglio ed ogni nota fossero chiari e coerenti. A chi lamentava una mancanza di gamma bassa abbiamo dato pan per focaccia con i tormentoni di Geof Castellucci che tutti voi conoscete e lì, sempre tenendo in considerazione i limiti fisici del driver da 13 cm, abbiamo potuto apprezzare si la buona estensione ma sopratutto il controllo, aspetto su cui questi diffusori eccellono e a cui molti di noi non sono proprio abituati. Per quanto riguarda la gamma media abbiamo rispolverato un vecchio album a noi molto caro: Scent of Reunion che vede protagoniste due voci sublimi :quella di Mahsa Vadht e quella di Sam McClain. Insomma un ottimo banco di prova per l’ Harmonious Diaphragm che dimostra tutta la sua valenza, e giustifica ampiamente gli sforzi del team Yamaha, eccellendo senza riserve. La combo di polpa di abete rosso nel cono in ZYLON restituisce all’ascolto un suono ricco di armoniche, liquido e quasi palpabile. Riproducendo voci maschili graffianti e profonde. Il DSP interno fa poi si che si passi alle note acute della cantante iraniana in maniera coesa e amalgamata tanto che gli strumenti sembrano materializzarsi fisicamente a mezz’aria nello spazio compreso tra i due cabinet e in sottofondo si sente ben distinto il bellissimo organo Hammond. Non vi è alcun segno di quella asprezza o freddezza di cui molti parlano quando sentono il nome Yamaha. Infine non poteva mancare un passaggio del bellissimo concerto a Colonia di Keith Jarret dove l’aspetto percussivo del pianoforte viene messo ben in evidenza dai diffusori giapponesi senza mai dimenticarsi della particolare collocazione spaziale del pianoforte stesso. L’immagine si estende in tutte e tre le dimensioni e giochiamo per capire se la correzione effettuata da YPAO sia efficace o meno. La risposta neanche a dirlo dipende dal tipo di stanza dove andrete a posizionare i vostri diffusori, nel nostro caso, avendo un ambiente acusticamente trattato se ne poteva anche fare a meno, in altri ambienti non dotati di accortezze acustiche la differenza è risultata riscontrabile, soprattutto in termini di focalizzazione.

Serve il subwoofer?
A questa sacrosanta domanda rispondiamo dicendo che per la riproduzione musicale in un ambiente di medie dimensioni, potreste fare a meno del subwoofer, mentre è decisamente consigliato per un utilizzo audio/video, inoltre potendo contare sulla calibrazione di YPAO un primo setting accettabile non sarà poi così difficile da mettere a punto.

Conclusioni
Con un prezzo che si aggira attorno ai 3.600 Euro i diffusori Yamaha NX-70A si presentano come una scelta decisamente interessante e competitiva nel panorama attuale dei diffusori attivi. Il consigliamo che vi diamo è quello di prendere il bundle con gli stand di serie che pur facendo lievitare i costi, sono in grado di valorizzare le perfomance acustiche di questi ultimi.
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