La WiiM Bar arriva in Italia a 499 euro con Dolby Atmos, DTS:X, 8 driver, display touch, streaming avanzato e supporto a speaker e subwoofer wireless di WiiM
Ne avevamo già parlato a giugno in occasione dell’annuncio ufficiale, ma da allora si erano perse le tracce della soundbar WiiM Bar, attesa inizialmente per agosto ma successivamente posticipata. La buona notizia è che finalmente la prima soundbar di WiiM arriverà anche in Italia nel corso di questo mese a un prezzo di 499 euro, lo stesso annunciato a giugno.
La WiiM Bar è una soundbar Dolby Atmos con una configurazione 3.0.2, quindi tre canali frontali e due canali height per un totale di otto driver. Più nel dettaglio, troviamo tre mid-woofer e tre tweeter frontali e due unità full-range rivolte verso l’alto, con in più quattro radiatori passivi pensati per rafforzare la risposta in gamma bassa in un cabinet compatto. La potenza dichiarata è di 135 watt e suggerisce la volontà di collocare il prodotto in una fascia d’ingresso evoluta e più ambiziosa rispetto alle soundbar “basic” da grande distribuzione.
L’aspetto più interessante, almeno sulla carta, è che la Bar è stata progettata per crescere all’interno dell’ecosistema WiiM fino a una configurazione a 5.1.2 canali, ottenibile aggiungendo gli speaker wireless WiiM Sound (o Sound Lite) e il subwoofer wireless Sub Pro. È una promessa importante, perché rende la Bar appetibile anche per chi vuole partire con una soluzione semplice e rimandare a un secondo momento l’espansione dell’impianto. Allo stesso tempo, è proprio qui che entra in gioco il tema del prezzo reale di sistema, nel senso che i 499 euro di listino iniziale sono in effetti allettanti, ma il conto finale cambia non di poco non appena si comincia a costruire un setup più completo. Aggiungendo infatti due Sound Lite e il subwoofer, si arriva a una spesa totale di oltre 1500 euro, che aumentano ulteriormente se si opta per i più costosi speaker Sound.
Sul fronte della compatibilità, WiiM ha scelto di non lesinare. La Bar supporta infatti LPCM, Dolby Atmos via Dolby TrueHD e Dolby Digital Plus, oltre a DTS e DTS:X attraverso HDMI eARC (ci sono anche un ingresso ottico e uno ingresso ottico e uno AUX). Da notare che là dove molte soundbar entry e mid-range tagliano il supporto al DTS o semplificano eccessivamente la dotazione, questa apertura rappresenta un punto a favore concreto della WiiM Bar.
C’è poi un elemento che contribuisce a differenziarla nel panorama delle soundbar contemporanee ed è il display touch circolare da 2,1 pollici integrato nel frontale. WiiM lo definisce un approccio “display-first” e in effetti l’idea di avere controlli, artwork, preset, sorgenti ed EQ in bella vista aggiunge una componente di immediatezza rara in questa categoria. Non è una soluzione che rivoluziona l’esperienza dal divano, perché dimensioni e leggibilità restano inevitabilmente limitate a distanza, ma offre un’identità precisa al dispositivo e rafforza quel legame con il mondo degli streamer da cui WiiM proviene.
L’app WiiM Home gestisce inoltre più di 20 servizi di streaming e la connettività è estremamente completa tra Google Cast Audio, DLNA/UPnP, Qplay 3.0, LMS, Roon, Wi-Fi 6E con tripla banda (2,4/5/6 GHz), Ethernet e Bluetooth 5.4 con LE Audio. In più, una ingresso USB consente l’accesso alle librerie di media personali tramite chiavette o Hard Disk. La soundbar eredita anche funzioni ormai familiari agli utenti del brand cinese come il multiroom, gli interventi avanzati di equalizzazione e la correzione ambientale RoomFit, alle quali si aggiungono una modalità dedicata ai dialoghi e un’altrettanto classica modalità Night Mode.
Il vero nodo, semmai, riguarda la maturità complessiva del prodotto in un settore che non perdona molto. Una soundbar convincente deve saper gestire transizioni rapide tra sorgenti, handshake HDMI stabili, latenze contenute e una coerenza timbrica che non si sfaldi appena si alza il volume o si passa da un film a un contenuto musicale. Con i suoi streamer e speaker, WiiM ha dimostrato di saper lavorare bene sul software e sull’esperienza d’uso, ma la categoria home theater richiede una disciplina diversa, dove ogni dettaglio dell’integrazione pesa almeno quanto la scheda tecnica.
© 2026, MBEditore – TPFF srl. Riproduzione riservata.
























