Come lo scorso anno, anche per il 2026 abbiamo deciso di partecipare a questa interessante manifestazione, differente dalle tante altre che ogni anno visitiamo, scopriamone il perchè.
Degustazioni Musicali 2026 è un evento a sè, lontano dai ritmi frenetici delle grandi metropoli che solitamente ospitano le fiere di settore, ci troviamo infatti in Versilia, fronte mare in un periodo dell’anno dove, il caos è una entità astratta e lontana. Sull’immenso lungomare si vede di tanto in tanto qualche gruppo di ciclisti che nonostante la pioggia e le temperature rigide sfrecciano imperterriti sulla strada mentre sulle immense spiagge di Camaiore veidamo qualche persona che porta a spasso il cane ben bardata in considerazione delle temperature stagionali e della pioggia che in questi giorni non ne vuole sapere di smettere. Detta così potrebbe sembrare una realtà un po’ cupa, ma almeno a noi, ci ha dato una sensazione di pace e tranquillità. Un bello stacco rispetto alla vita frenetica delle metropoli che ci ha fatto solo che bene.

La location dell’ evento è l’ Hotel Versilia Lido, un hotel di lusso direttamente sul mare con un valore estetico che predispone positivamente l’ascoltatore. Peccato però che quest’anno alcuni servizi dell’albergo non erano disponibili per lavori di manutenzione, ma del resto quale periodo se non questo per la manutenzione di un hotel sul mare? Una volta entrati, ci troviamo davanti una frotta di persone in maglia azzurra che, per chi non lo sapesse, sono le donne e gli uomini del Nuvistor Club organizzatori dell’evento.

Degustazioni Musicali 2026 si svolge su tre piani: al piano terra erano presenti varie riviste di settore, dove abbiamo avuto la possibilità di scambiare quattro chiacchiere con alcuni colleghi ed amici di vecchia e nuova data oltre ad alcune etichette discografiche. E’ stato belle vedere come nell’era dello streaming pian piano si sta tornando ad apprezzare il supporto fisico un rituale che non accenna a diminuire nonostante il dominio e la comodità infinita dello streaming.

Salendo al piano 1 e 2 c’erano le salette di ascolto. Camere di albergo di certo non pensate per la riproduzione musicale ma che in un certo senso potevano essere paragonate a quelli che sono gli ambienti domestici di molti di noi appassionati, dove bsiogna far convivere il nostro bel diffusore con woofer da 38 cm e la vetrina in cristallo ereditata dalla nonna se non si vuole incappare in liti familiari in stile La guerra dei Roses.

Visitare tutte le sale ed analizzarle con coscienza in due giorni sarebbe stato a dir poco impossibile a meno di non presentarsi a Camaiore con un team di inviati degno della BBC pertanto ci limiteremo, come del resto facciamo quasi sempre, a parlare di alcune sale, quelle dove abbiamo avuto la possibilità di soffermarci di più, o che per empatia o quant’altro abbiamo ritenuto opportuno approfondire. Prima di iniziare un plauso va agli espositori che in poche ore si sono trovati a dover sistemare nel miglior modo possibile le sale a loro disposizione.

Le sale di Degustazioni Musicali 2026
In prima battuta ci siamo recati in un sala dove il rapporto qualità prezzo era decisamente di buon livello ossia quella di Gianfaldoni Hi-Fi dove le Fyne Audio F501E offrivano un bel dettaglio anche a basso volume senza che la stanza avesse alcuni tipo di accorgimento particolare dal punto di vista acustico. Il Tektron TK150 nonostante la potenza sicuramente non da “giostraio” sembrava andare a nozze con le torri scozzesi che riproducevano con disinvoltura la musica che arrivava dal Gold Note CD-5 e dal Matrix Mini i pro4.

Un setup tutto improntato sul digitale e che non sfigurava rispetto ad altre configurazioni ben più costose, merito in buona parte dei diffusori, che come abbiamo detto anche noi nel nostro test, sono decisamente facili da posizionare in ambiente. A questo punto passiamo a trovare Mauro Bolognesi di Hi-Fi Milano che portava un sistema decisamente imponente composto da diffusori Kef Reference 3 Meta, amplificatore integrato con streamer Hegel H600, dac Hegel D50 e cablaggi Chord Company Signature Series. Un setup minimalista ma che ha restituito un controllo in gamma bassa ed una focalizzazione deicsamente fuori dal comune soprattutto se si considerano le condizioni ambientali non ottimali.

Nel nostro video qui sopra trovate ulteriori dettagli spiegati dai protagonisti. Dopo un setup importante sia per stazza che per richiesta economica passiamo ad un setup più abbordabile, quello proposto da un terzetto niente male composto da Riccardo Franceschini (Hi-Fi Punto), Marco Visonà (ASM Distribuzione) e Stefano Marchi (Audio Graffiti Mantova).

Le protagoniste erano le Totem Acoustic Bison Tower con a monte un setup totalmente o quasi marchiato Exposure. Per chi non lo sapesse l’accoppiata in oggetto è un duo storico, un po’ come il cacio sui maccheroni e ne abbiamo capito fin dalle prime note il perchè. L’integrato ed il CD Exposure 3510, assieme al giradischi sempre Exposure 3560 con testina Rega ND7 e prephono della serie XM Exposure. Forse un po’ eccessivi i cablaggi Nordost ma dobbiamo dirvi che il suono di questa sala ci è rimasto ben impresso e difficilmente ce lo scorderemo. A dire la verità, eravamo entrati un po’ in sordina e dopo qualche nota la musica si era fermata al che avevamo deciso di andarcene ma Riccardo ci vede e ci dice:
“Vabbè che non siete di Genova ma non potete andarvene senza aver ascoltato De Andrè!”
Così, colti in flagrante, non possiamo far altro che rimanere e possiamo garantirvi che mai decisione fu più giusta!

Il posizionamento dei diffusori è decisamente azzeccato, come azzeccata è la scelta di disporre il setup sul lato opposto e non i mezzo alle Bison Tower. Il suono che ne scaturisce è un suono tridimensionale, veloce, trasparente ma che non affatica, in sostanza questa sala sta riproducendo quello che è il pensiero di Totem Acoustic e lo sta facendo in una sala tutt’altro che facile dal punto di vista acustico. Come dice Stafano Marchi nel nostro video reportage Riccardo Franceschini ha dimostrato, come se ce ne fosse bisogno che il “manico” e l’esperienza non gli mancano e soprattutto tutti questi fattori hanno confermato ancora una volta la grande capacità dei diffusori Totem Acosutic di riuscire ad adattarsi con estrema facilità a qualsiasi tipo di ambiente. Se vi state chiedendo cosa sono quei “corni” sopra le Totem sono dei risuonatori.

Continua la nostra passeggiata per i corridoi e vedendo il gran numero di persone che fanno avanti indietro dalla sala di acustica applicata non possiamo fare a meno di intrufolarci. Siamo in una posizione decisamente sfortunata per via delle tante persone presenti ma nonostante questo non possiamo fare a meno di ascoltare il grande lavoro di Angelo Adami e di tutto lo staff presente in sala.

Questa sala ci ricorda ancora una volta quanto un buon trattamento passivo possa fare del bene alle nostre orecchie. Ovviamente il resto del setup non era roba da poco, trovavamo infatti il preamplificatore a valvole Ferrero L9, l’amplificatore valvolare: ALIENO 100 LTD ,i diffusori Tingsha Audio CONQUISTAR, ovviamente trattamento acustico Acustica Applicata, con DaaD, Polifemo, Volcano e Halifax ed un meraviglioso registratore a bobina professionale Sony APR 5000 che faceva venir voglia di rimanere a guardarlo per ore. L’intellegibilità delle voci e degli strumenti unite ad una sensazione di aria e tridimensionalità mentre ascoltavamo le note di Lucio Dalla rimarrano bene impresse nelle nostre menti per tanto tanto tempo.

Non potevamo non fare un salto nella sala M2Tech/Lahò ben descritta dai due rappresentanti dei brand: Marco Manunta e Emanuele Vangeri. Una sala tutta italiana che non sfigurava di certo al confronto con le altre. Nella nostra video intervista Marco ed Emanuele ci hanno spiegato il setup e le loro caratteristiche principali. Dal momento che le Totem Acoustic Bison Tower ci erano piaciute così tanto non potevamo non ascoltare le sorelle più grandi di casa Totem ossia le Element V2 accompagnate da una potenza di fuoco non indifferente del marchio americano Bricasti Design. Per chi non lo sapesse la sala era quella di Audio Graffiti Mantova, il cui titolare Stefano Marchi è il distributore italiano Bircasti Design nonché brand amabassador di Totem Acoustic.
Ecco, in questa sala abbiamo avuto la possibilità di capire qual è probabilmente il pregio da non sottovalutare di Degustazioni Musicali 2026: la dimensione a misura d’uomo e l’attenzione di un pubblico rispettoso che rendono possibile un ascolto più intimo e rivelatore, difficilmente replicabile nelle grandi fiere di settore. Se poi a questo aggiungete la disponibilità ed il piacere del personale di sala nel raccontare il setup avrete fatto centro. Tornando a noi, nella sala di Audio Graffiti Mantova, oltre alle Totem Acoustic Elemental V2 c’erano ad aspettarci il nuovo finale Bricasti Design M228, pilotato dall’ M12 preamplifcatore e DAC a cui si aggiungevano il DAC a resistenze M11 serie due e la meccanica CD/SACD M19. In questa sala abbiamo potuto apprezzare appieno la tecnologia torrent di Totem Acosutic che prevede l’adozione di crossover che definire minimalisti è un eufemismo. Le Element Metal V2 restituivano un suono tridimensionale, olografico, materico ed anche quando abbiamo cercato di mettere il setup in difficoltà con brani veramente difficili non tanto per il setup quanto per l’ambiente, il risultato è stato decisamente appagante. Le Element Metal V2 pur non essendo nel loro ambiente ideale per dimensioni, hanno tirato fuori una performance veramente al di sopra di ogni sospetto, che con il tormentone audiofilo The Sound Of Silence nella verisone di Geof Castellucci ci ha fatto sentire le note più gravi mentre l’M228 dava sfoggio del suo infinito dumping factor che regalava un controllo ineccepibile.
Inoltre non sappiamo perchè ma alla domenica mattina il setup suonava ancora meglio del sabato.
Guardiamo l’orologio, si sta facendo tardi e ci aspettano 400 chilometri per il rientro a casa, prima di salutarci però una menzione la vogliamo fare per la sala di Mondo Audio dove le Duevel Bella Luna ‘diamante’ con a monte un setup da mille e una notte, così come la sala di Mad For Music di Dimitri Toniolo e quella di Audio Flat, ci hanno regalato delle belle sensazioni di ascolto.
Ci vediamo il prossimo anno!
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