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Recensione Vulkkano TD10: il giradischi da 139 euro che sfida i big entry-level

Vulkkano TD10

Il Vulkkano TD10 è un giradischi entry-level solido e ben suonante, con pre phono integrato, testina Audio-Technica e costruzione curata. Non è perfetto, ma nella fascia sotto i 150 euro ha ben pochi rivali

Vulkkano TD10: 139,99 euro

Il TD10 si presenta sul mercato come il primo giradischi proprietario del produttore spagnolo Vulkkano e, guardando subito al prezzo (attualmente scontato) di 139 euro, è chiaramente concepito per il principiante o per chi desidera rientrare nel mondo del vinile in modo semplice, economico e privo di complicazioni. L’obiettivo primario di questo modello è infatti offrire un’esperienza immediata, eliminando la necessità di dover gestire (e acquistare) preamplificatori phono esterni o di affrontare configurazioni iniziali troppo complesse.

 

Costruzione cheap? Assolutamente no

Una volta tolto dalla confezione, il Vulkkano TD10 mostra un aspetto esteriore quasi “grazioso” nella sua finitura. Nonostante sia chiaramente destinato al segmento entry-level del mercato, vanta inoltre una costruzione sufficientemente robusta e curata tra un peso totale di quasi 5 Kg, i selettori di velocità e di Start/Stop realizzati in alluminio e gli spessi piedini di supporto distribuiti in tre punti per assorbire efficacemente risonanze e vibrazioni indesiderate.

 

Anche il piatto è realizzato in alluminio e, sebbene non abbia una massa eccessiva, il cuscinetto interno si dimostra di ottima fattura, permettendo al piatto di scorrere con elevata precisione e di continuare a girare a lungo dopo lo spegnimento. Il sistema di trazione è a cinghia, il funzionamento rimane manuale e in dotazione è incluso anche un coperchio antipolvere che, oltre a proteggere il dispositivo, rimane in posizione verticale fino a un’angolatura più che sufficiente.

 

Il braccio in metallo da circa 22 cm è abbinato a una testina MM Audio-Technica AT3600L con stilo conico, modello sicuramente economico (da sola costa circa 39 euro) ma apprezzato proprio per il suo ottimo rapporto qualità-prezzo e già visto a bordo di altri validi giradischi entry-level di Audio-Technica ma non solo (citiamo almeno il Pro-Ject E1 e il TEAC TN-175).

 

Un altro dettaglio che distingue il TD10 dai modelli più economici è la dotazione di cavi. A differenza di molti giradischi basilari che hanno i cavi integrati e fissi, il TD10 presenta uscite audio RCA (con presa di terra) e alimentazione con cavi esterni e sostituibili. Questa configurazione consente l’utilizzo di cavi di qualità superiore per ottimizzare ulteriormente il suono e, in caso di rottura o deterioramento del cavo, la sostituzione è semplice e non richiede interventi sull’apparecchio.

 

L’assemblaggio iniziale del TD10, ben spiegato nel manuale di istruzioni, richiede alcuni semplici passaggi di configurazione che riportiamo nel video sottostante. Il primo passo fondamentale è l’installazione della cinghia, che viene posizionata manualmente avvalendosi di un nastro rosso di assistenza che facilita il suo posizionamento attorno all’albero motore e al piatto. Una volta che la cinghia è correttamente in sede, il nastro va rimosso.

 

Successivamente, si procede all’installazione e alla calibrazione del contrappeso completamente regolabile (una piccola chicca per un giradischi così economico), che si avvita su un filetto a vite e possiede un anello di scala che può essere ruotato indipendentemente dalla massa fisica del peso stesso. Questa indipendenza è cruciale per poter effettuare l’impostazione precisa. Prima di impostare la forza di tracciamento, è necessario bilanciare il braccio, portandolo in una condizione di “fluttuazione” e trovando il punto in cui il braccio non cade verso il basso né si solleva.

 

VULKKANO TD10
Una volta raggiunto il punto di equilibrio, bisogna tenere fermo il contrappeso e ruotare solamente l’anello di scala per impostare lo zero sulla parte superiore. Solo a questo punto, l’intera massa del peso viene ruotata in avanti per raggiungere la forza di tracciamento desiderata per l’AT3600L (tipicamente intorno ai 3,5 grammi), che rappresenta il limite inferiore raccomandato per il sistema.

 

Niente Bluetooth o USB… si bada al sodo

Sebbene manchi di connettività Bluetooth (plus che avrebbe innalzato il prezzo), il Vulkkano TD10 è comunque progettato per la massima flessibilità grazie all’integrazione di un preamplificatore phono interno. Una caratteristica particolarmente utile oggi, visto che molti amplificatori moderni non sono più dotati di ingressi Phono dedicati.

 

Il giradischi offre un selettore sul retro con due posizioni:

 

  • Line: In questa posizione, il preamplificatore phono interno è attivo e il segnale può essere inviato direttamente a qualsiasi ingresso Line o AUX di un preamplificatore o amplificatore integrato, utilizzando il cavo RCA in dotazione
  • Phono: Scegliendo questa opzione, il preamplificatore interno viene bypassato. Questo permette all’utente di utilizzare un preamplificatore phono esterno di maggiore qualità o, qualora l’amplificatore integrato ne sia provvisto, il suo ingresso Phono dedicato

Oltre a questa flessibilità, il giradischi supporta due velocità di riproduzione (33 1/3 e 45 giri/minuto), selezionabili tramite un apposito regolatore posto sulla superficie superiore, affiancato dai pulsanti di Stop e Start. Il meccanismo di sollevamento del braccio è di tipo ammortizzato, contribuendo a un abbassamento delicato e proteggendo sia la puntina, sia i solchi del disco.

Manca l’antiskating, ma con una testina come l’AT3600L non è una funzione strettamente necessaria. Questo sistema funziona infatti con una forza di tracciamento relativamente alta e la maggiore forza di tracciamento garantisce che la puntina rimanga sufficientemente stabile nel solco, rendendo la forza di skating (che tende a tirare il braccio verso l’interno) meno critica. Di conseguenza, la lettura del solco rimane ampiamente uniforme anche in assenza di un antiskating precisamente regolato, rendendo questa omissione perfettamente coerente con la filosofia di un giradischi entry-level.

C’è poi la possibilità di migliorare ulteriormente la qualità sonora. Un percorso di potenziale aggiornamento include l’installazione di una testina più costosa e performante, la sostituzione dello stilo con uno ellittico o l’utilizzo di un preamplificatore phono esterno di alta qualità. Tuttavia, almeno inizialmente, consigliamo di utilizzare l’AT3600L, considerando l’ottima qualità del suono che offre rispetto al suo costo.

Ascolto convincente

Per il test ho utilizzato il TD10 con tre diversi setup. L’ho collegato prima all’ingresso Line degli speaker wireless Vulkkano A5 ARC, ricreando così un sistema stereo da poco meno di 300 euro che potrebbe fare gola a molti ma che, per forza di cose, rappresenta anche lo scenario qualitativamente più basico. Per il secondo test, ho sfruttato ancora lo stadio phono del giradischi collegandolo a un ingresso RCA all’amplificatore integrato Cambridge Audio CXA61, a sua volta collegato a una coppia di diffusori da stand Dali Oberon 3.

Un setup decisamente più costoso, anche se il risultato migliore (e ancora più oneroso) l’ho ottenuto frapponendo tra il giradischi e l’amplificatore uno stadio phono Cambridge Audio Alva Solo, grazie al quale ho ottenuto i risultati migliori pur senza spendere chissà quali cifre. In generale, l’immagine sonora del TD10 è accurata e dettagliata, con una riproduzione neutra che soddisferà diverse frange di ascoltatori.

Il timing, sebbene non perfetto, è davvero ammirevole e la gamma dinamica è sufficiente per offrire una riproduzione “divertente”. Anche il bilanciamento non delude. Non si scende particolarmente, ma i bassi non sono affatto carenti e non si nota alcuna ruvidità negli alti, come invece accade spesso con componenti così economici.

L’aspetto forse più limitante della presentazione, seppur comprensibile in un giradischi entry-level, è il livello di dettaglio. Il TD10 è ancora abbastanza incisivo quando riproduce brani acustici più intimi, ma comincia a mostrare qualche difficoltà quando gli arrangiamenti sono decisamente più densi. È come se ci fosse uno spazio limitato in cui un brano può funzionare e, man mano che vengono inseriti più elementi, il messaggio sonoro tende a diventare “monolitico” e non un insieme di strati chiaramente distinguibili. Lo si nota per lo più con le percussioni che si perdono sul fondo del mix, il che porta anche a una perdita di slancio e intensità ritmica.

L’equilibrio migliore, pensando sempre al prezzo, l’ho raggiunto collegando il TD10 all’Alva Solo e quindi agli speaker attivi Vulkkano. In questo modo, con circa 500 euro di budget totale, i limiti appena citati vengono in parte risolti dallo stadio phono esterno, ma anche senza questo “aiutino” il TD10 risulta un giradischi convincente per quello che costa. Fa quasi tutto bene ed è assolutamente equilibrato, anche se per fare quello step qualitativo in più è consigliabile rivolgersi a un pre phono esterno. E se l’Alva Solo è troppo per voi, anche il ben più economico Pro-Ject Phono Box MM da 70 euro vi darà più di una soddisfazione.

Chiudiamo questa recensione con un accenno al più vicino contendente del Vulkkano TD10, ovvero l’Audio-Technica LP60X. I due modelli hanno praticamente lo stesso prezzo, montano la stessa testina, suonano pressoché identici e integrano entrambi un pre-phono commutabile. A favore dell’Audio-Technica metterei forse solo il funzionamento automatico (anche se il gesto manuale di spostare il braccio e abbassare la puntina è un po’ l’essenza stessa del giradischi), ma per il resto ho preferito il Vulkkano, che appare meno “plasticoso”, è più pesante e stabile e ha il contrappeso regolabile.

Se poi si vuole spendere di più, si ha solo l’imbarazzo della scelta, ma restando sotto i 150 euro il Vulkkano TD10 ha dimostrato di avere ben pochi rivali.

Verdetto: 8

Il Vulkkano TD10 si conferma un giradischi entry-level molto centrato per chi vuole avvicinarsi al vinile senza complicazioni, ma senza nemmeno accettare soluzioni approssimative. A fronte di un prezzo estremamente competitivo, il TD10 offre una costruzione solida, una dotazione tecnica coerente e una flessibilità d’uso superiore alla media grazie al pre phono integrato escludibile e al contrappeso regolabile.


Il suono è equilibrato, piacevole e più maturo di quanto ci si aspetterebbe in questa fascia di prezzo, con limiti comprensibili solo quando la complessità musicale aumenta. Non è un giradischi definitivo, né pretende di esserlo, ma rappresenta una base estremamente valida su cui costruire un sistema analogico semplice e migliorabile nel tempo. Ecco perché sotto i 150 euro il TD10 è una delle proposte più convincenti oggi disponibili.

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