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Gli auricolari true wireless WF-1000XM6 riportano Sony al vertice della cancellazione attiva

Sony WF-1000XM6

Nonostante alcune mancanze, i Sony WF-1000XM6 alzano ancora l’asticella degli auricolari true wireless tra ANC migliorata del 25%, più comfort, chiamate più pulite, Bluetooth più stabile e audio potenziato

Sony WF-1000XM6: 299 euro

Dopo che diversi rumor si erano accumulati nelle ultime settimane, Sony ha finalmente lanciato gli auricolari true wireless top di gamma WF-1000XM6, che arrivano in Italia a 299 euro esattamente 31 mesi dopo i WF-1000XM5 e a circa nove mesi dalle cuffie over-ear WH-1000XM6. Può sembrare strano visto che si parla di un prodotto audio, ma Sony ha impostato la campagna marketing in modo particolare sul dato della cancellazione attiva del rumore, migliorata del 25% rispetto agli XM5 grazie soprattutto al processore HD Noise Canceling Processor QN3e.

Questo chip lavora in tandem con l’Integrated Processor V2 già visto sui WF-1000XM5 e poi riutilizzato sulle WH-1000XM6. La scelta di mantenere il V2 è interessante e significa che Sony ha preferito evolvere l’architettura invece di ripartire da zero, spostando il grosso del lavoro sul nuovo processore dedicato alla cancellazione.

Sul piano pratico, il nuovo sistema guadagna più “occhi e orecchie” per leggere l’ambiente. Ogni auricolare integra ora quattro microfoni, contro i tre del modello precedente. Non è un dettaglio marginale, perché più punti di campionamento significano più precisione nel distinguere ciò che deve essere annullato, ciò che deve essere lasciato passare e ciò che deve essere trattato in modo adattivo.


Sony insiste molto su un aspetto spesso trascurato come la fascia medio-alta delle frequenze, quella tipica dei contesti quotidiani. Il rumore dei mezzi pubblici, le voci sovrapposte in un bar, il brusio in stazione, i colpi secchi e i suoni intermittenti sono storicamente più difficili da “cancellare” rispetto ai bassi continui. Se la promessa è credibile, il valore reale dell’XM6 non sarà tanto nel silenzio “da aereo”, quanto nella capacità di ridurre il fastidio nei contesti urbani.

A rendere più stabile questa prestazione entra in gioco l’Adaptive Noise Canceling Optimizer, che analizza in tempo reale rumore esterno e condizioni d’uso. Qui l’elemento decisivo è la correzione delle perdite. Anche un auricolare top perde infatti efficacia se tra ear-tip e condotto uditivo resta un micro-gap, che varia con la forma dell’orecchio, con la taglia del gommino e con il modo in cui lo si inserisce. L’idea di compensare dinamicamente le infiltrazioni è il tipo di raffinamento che, su prodotti maturi, fa la differenza più di una semplice “potenza di calcolo”.

Il miglioramento, però, non riguarda solo la cancellazione (per fortuna, aggiungiamo noi). Sony ha rivisto in modo sostanziale anche ergonomia e comfort e qui il cambiamento è più visibile di quanto sembri nelle foto promozionali. I WF-1000XM6 risultano più arrotondati e più puliti nelle linee esterne e sono circa l’11% più sottili, cosa che per  un oggetto destinato a restare nell’orecchio per ore conta più di quanto dica la percentuale.

C’è anche una nuova struttura di ventilazione interna progettata per aumentare il flusso d’aria e ridurre l’effetto occlusione, evitando la sensazione di “orecchio tappato” e rendendo l’ascolto più naturale. Sul fronte connettività, l’antenna Bluetooth posizionata nella parte superiore di ciascun auricolare è ora 1,5 volte più grande rispetto al modello precedente e ciò, almeno teoricamente, dovrebbe concretizzarsi in maggiore robustezza del segnale wireless e in una maggiore affidabilità in situazioni reali come metro, centri commerciali, stazioni e uffici con molte reti e dispositivi attivi.

Anche le chiamate ricevono un upgrade netto, con un approccio che combina hardware e AI. Sony ha infatti introdotto un sensore a conduzione ossea per catturare la voce in modo più affidabile, affiancandolo a un sistema con beamforming AI e riduzione del rumore basata su algoritmi. L’obiettivo è isolare la voce da vento e rumore di fondo, tanto che Sony arriva a definirla la migliore qualità chiamate mai ottenuta dall’azienda su un prodotto di questo tipo.

L’AI è presente anche sul versante software e servizi con la certificazione Works with Gemini. In pratica, la “formula magica” Hey Google richiama Gemini invece del vecchio Google Assistant, promettendo interazioni più naturali. È un segnale chiaro di quanto Sony stia continuando a investire nell’ecosistema Google, anche per differenziare l’esperienza rispetto a chi vive in un contesto Apple.

Sul piano audio, l’architettura a doppio processore lavora anche sul percorso digitale-analogico e promette una riduzione della distorsione e una maggiore precisione nella gestione dei transienti, soprattutto quando entrano in gioco ANC e equalizzazione. I driver sono nuovi, con una membrana che combina un bordo morbido per rinforzare la resa in basso e una cupola rigida e leggera per estendere la risposta sulle alte frequenze. È un’impostazione che, se ben calibrata, tende a produrre un suono più controllato, con bassi pieni ma meno gonfiati e un dettaglio più leggibile sugli alti, evitando quell’effetto “brillante artificiale” tipico di molti true wireless.

Restano poi confermati i punti forti della piattaforma Sony come certificazione Hi-Res Audio Wireless, supporto LDAC, DSEE Extreme per la ricostruzione dei dettagli su file compressi, 360 Reality Audio con head-tracking e un’app Sound Connect sempre più completa, con equalizzatore a 10 bande e funzioni intelligenti come Background Music Effect, che simula l’ascolto “in lontananza” come se la musica fosse davvero quella di un locale.

Curiosamente, dopo tre anni di attesa dal modello precedente, Sony sceglie una comunicazione quasi timida sul tema Bluetooth LE Audio. I WF-1000XM6 sono indicati come Ready for LE Audio ma senza enfasi particolare e senza citare esplicitamente Auracast, che è lecito aspettarsi presente. Nel complesso, i WF-1000XM6 sembrano l’aggiornamento che Sony “doveva fare per forza”, ma nonostante gli indubbi miglioramenti spiace trovare alcuni elementi poco esaltanti per dei true wireless da 300 euro.

L’autonomia è rimasta praticamente invariata con circa 9 ore e fino a 24 ore con il supporto della custodia, che supporta ancora la ricarica wireless Qi. Spiace poi trovare solo il Bluetooth 5.3 (alcuni true wireless in commercio integrano già il Bluetooth 6) e LDAC come unico codec Bluetooth avanzato e nessuna variante dell’aptX, senza contare che nella confezione è presente un solo paio di ear-tip contro i due degli XM5 (schiuma e silicone). Insomma, per un nuovo modello top di gamma qualche pecca c’è (non troviamo nemmeno alcuna funzione di tradizione automatica), anche se difficilmente i WF-1000XM6 deluderanno.

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