BOE, TCL e HKC alzano i prezzi dei pannelli LCD e il rincaro potrebbe arrivare anche sui TV che compriamo
Proprio mentre i produttori TV si preparano al periodo più importante dell’anno (quello che porta dal Black Friday al Natale), il costo di uno dei componenti fondamentali dei TV LCD torna a salire. BOE, TCL CSOT e HKC Display Technology, i tre principali produttori cinesi di pannelli LCD, hanno infatti comunicato ai propri clienti l’intenzione di aumentare i prezzi.
Samsung Electronics, LG Electronics e Sony hanno già confermato di aver ricevuto le comunicazioni. BOE applicherà i nuovi listini nel quarto trimestre, mentre TCL CSOT e HKC hanno previsto aumenti su determinati pannelli già dalla fine di questo mese. È esattamente il momento in cui i grandi brand televisivi devono assicurarsi volumi sufficienti di componenti per sostenere l’incremento produttivo legato alle vendite di fine anno.
La situazione è interessante soprattutto per il motivo di tali rincari. Gli impianti cinesi stanno lavorando mediamente intorno al 70% della capacità produttiva (non si tratta quindi di un aumento dei prezzi provocato da una carenza di pannelli) e quindi il problema, paradossalmente, è l’eccesso di capacità disponibile.
I produttori stanno mantenendo deliberatamente sotto controllo la produzione per evitare che un’offerta eccessiva faccia nuovamente precipitare i prezzi. Una strategia che punta a preservare i margini in un settore caratterizzato storicamente da fortissime oscillazioni, visto che quando i pannelli sono abbondanti, i prezzi possono scendere rapidamente e trasformare enormi capacità produttive in un problema economico.
La vera novità strutturale degli ultimi anni è però il peso raggiunto dalla Cina nella filiera. BOE, TCL CSOT e HKC hanno progressivamente conquistato quote di mercato a discapito dei produttori giapponesi e sudcoreani, grazie a investimenti enormi nella capacità produttiva e a una politica dei prezzi estremamente aggressiva. Il risultato è che oggi il mercato LCD per i televisori di grandi dimensioni dipende in maniera predominante da questi tre gruppi.
Non dobbiamo quindi stupirci se secondo Omdia BOE, TCL CSOT e HKC arrivano complessivamente a rappresentare circa il 75-85% della produzione mondiale di pannelli destinati ai TV da 65, 75 e 85 pollici. La loro posizione è ancora più marcata nel segmento dei pannelli LCD di dimensioni superiori ai 100 pollici, dove ormai la produzione mondiale è concentrata sostanzialmente in Cina.
È il risultato di una trasformazione industriale durata circa un decennio. Sharp e gli altri produttori giapponesi hanno progressivamente abbandonato il business dei pannelli televisivi, mentre Samsung Display ha terminato la produzione LCD nel 2022 e LG Display ha seguito la stessa strada nel 2025. Di conseguenza, brand come Samsung, LG e Sony, che continuano a vendere enormi quantità di televisori LCD, si trovano oggi a dipendere in larga misura da fornitori cinesi per una componente essenziale dei loro prodotti.
E qui arriva l’aspetto più interessante per il consumatore. Parlare genericamente di “TV LCD” oggi è infatti riduttivo, visto che lo stesso tipo di pannello viene utilizzato anche in televisori tecnologicamente molto più sofisticati, compresi molti modelli Mini LED e le nuove generazioni di TV con retroilluminazione RGB. Un eventuale aumento dei costi dei pannelli può quindi propagarsi ben oltre la fascia economica del mercato.
Questo non significa automaticamente che nei prossimi mesi vedremo un aumento generalizzato dei prezzi dei televisori. I produttori possono assorbire almeno in parte l’incremento dei costi, soprattutto in un mercato nel quale il prezzo al pubblico è determinato da una combinazione molto più ampia di componenti, promozioni, margini dei retailer e strategie commerciali.
Bisogna poi considerare che i produttori hanno progressivamente costruito modelli economici nei quali il televisore non rappresenta necessariamente la principale fonte di redditività lungo l’intero ciclo di vita del prodotto. Servizi connessi, piattaforme pubblicitarie e raccolta dei dati contribuiscono sempre più al valore generato dopo la vendita del dispositivo.
Questo spiega anche perché, nonostante l’aumento dei costi di molti componenti elettronici, quest’anno il prezzo dei TV sia rimasto relativamente stabile e in alcuni casi abbia continuato a scendere. La nuova dinamica dei pannelli LCD introduce però un elemento da monitorare attentamente, per il quale i grandi produttori di TV devono confrontarsi con una filiera nella quale hanno un potere contrattuale più limitato.
La questione va quindi oltre il semplice rincaro di qualche dollaro per pannello. La Cina ha ormai assunto un ruolo centrale nell’infrastruttura industriale che permette di produrre i televisori venduti in tutto il mondo. E quando tre grandi produttori possono modulare contemporaneamente l’offerta per difendere i propri margini, anche un mercato apparentemente saturo può trasformarsi rapidamente da una guerra sui prezzi a una questione di disponibilità e costi.
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