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Il DVD trent’anni dopo: come un disco argentato ha cambiato per sempre il cinema casalingo

dvd
Il caro vecchio supporto fisico non ci tradirà mai... laer-rot permettendo

A trent’anni dall’annuncio del player DVD Pioneer al CES 1996, un doveroso omaggio al DVD, il supporto fisico che ha rivoluzionato come nessun’altro l’Home Cinema

Quando al CES del 1996 Pioneer mostrò il primo lettore ibrido DVD-LaserDisc (il DVL 700 da 1000 dollari), l’impressione fu quella di una svolta epocale, più che di un semplice cambio di supporto. 30 anni dopo il DVD, seppur lontano dalle vette di vendite e ricavi dei tempi d’oro, è ancora tra noi e non mostra ancora chiari segnali di una fine imminente.

Ovviamente, da quella storica edizione del CES 1996 a oggi sono arrivati supporti più performanti (HD-DVD, Blu-ray e Ultra HD Blu-ray), ma il DVD, grazie ai prezzi aggressivi di software e hardware e a un catalogo sterminato di film, serie TV, documentari e concerti, continua imperterrito a sfornare titoli su titoli, tanto che solo a gennaio in Italia ne sono previsti 60 e a febbraio 55.

Un motivo in più per considerarlo un supporto ancora vivo e vegeto, che di questo passo potrebbe benissimo raggiungere e persino superare la longevità (quasi quarant’anni) della VHS. Dopotutto, al momento non si vede all’orizzonte nessun nuovo supporto fisico come erede dell’Ultra HD Blu-ray, che tra l’altro è sempre stato un formato di nicchia, e la sensazione è che il DVD continuerà a essere acquistato ancora a lungo nonostante i suoi evidenti limiti tecnici e lo streaming imperante.


E rivoluzione fu

Dal punto di vista tecnico, il DVD fu una risposta netta e decisa a quasi tutti i limiti percepiti della VHS tra risoluzione video più elevata, l’assenza di usura meccanica sul nastro magnetico delle videocassette, la stabilità del supporto ottico, la possibilità di integrare audio multicanale, la presenza di extra, la possibilità di saltare capitoli e di cambiare traccia audio al volo. Tutto concorreva insomma a dare l’impressione di un salto generazionale netto e non di un semplice raffinamento.

Certo, già il LaserDisc introduceva molti di questi elementi, ma come sottolineato nel nostro speciale celebrativo fu un supporto che non sfondò mai nel pubblico di massa e che fu appunto surclassato dal DVD sotto tutti i punti di vista. Fatto sta che già dopo i primi titoli pubblicati in Giappone nel 1996 (e negli USA l’anno dopo), il DVD iniziò a macinare numeri impressionanti con una velocità inaspettata.

Persino l’Europa, solitamente ritardataria in questo settore rispetto a USA e Giappone, guardò a questa innovazione con particolare attenzione quasi da subito. Un’analisi dell’industria dei film europea di fine anni ’90 sottolineava il lancio europeo del DVD nel 1997-1998 come passaggio chiave per creare una “nuova modalità di visione domestica”, mettendo nero su bianco la promessa di un’esperienza visiva e sonora anni luce avanti rispetto sia a quella delle VHS, sia al già notevole impatto assicurato in quegli anni dai migliori LaserDisc.

Il LaserDisc introdusse molti degli elementi che poco dopo decretarono il successo del DVD

Nel giro di pochi anni, il DVD travalicò la fascia degli early-adopter e diventò un vero standard di massa e man mano che Hollywood si allineava, ogni nuova uscita cinematografica importante arrivava quasi automaticamente in DVD, consolidando l’idea che la versione definitiva di un film fosse quella nella “videoteca” domestica.

A livello economico, il successo fu poi clamoroso. Analisi statistiche dell’epoca mostrano come nel 2005 i ricavi da vendita di DVD avessero toccato un picco di circa 16 miliardi di dollari solo negli USA (saranno 25 miliardi nel 2006 a livello globale), anno in cui il disco argentato divenne inequivocabilmente il formato dominante del settore. Il player DVD si trasformò così nel cuore dei sistemi Home Cinema, spesso affiancato da amplificatori multicanale e kit audio per godere delle tracce in Dolby Digital o DTS 5.1, rendendo accessibile in piccolo una qualità che fino a pochi anni prima sembrava riservata alle sale cinematografiche.

L’Italia scopre il DVD

Anche in Italia la diffusione fu graduale e poi tumultuosa. All’inizio degli anni 2000, uno studio citato da Variety indicava come, in un Paese dove circa 12 milioni di famiglie possedevano un videoregistratore VHS, soltanto 280.000 nuclei domestici avessero già un lettore DVD. Una fotografia perfetta di un mercato ancora in transizione, dominato dall’abitudine e dalla vastissima libreria di videocassette preesistenti. In quella fase i lettori erano spesso percepiti come prodotti “high‑tech”, associati ai primi televisori 16:9 e ai sistemi audio multicanale più costosi, destinati quindi a un pubblico inizialmente ristretto.

Il quadro cambiò rapidamente a metà decennio. Secondo i dati di Univideo riportati da Screen Daily, nel 2005 le vendite di DVD in Italia crebbero del 33% raggiungendo quota 40 milioni di dischi venduti, mentre le VHS iniziavano a scivolare verso l’irrilevanza commerciale. Questi numeri raccontano quanto il DVD sia diventato, in pochi anni, la forma principale con cui anche gli italiani acquistavano e collezionavano film e serie TV, complici il crollo dei prezzi dei player e la diffusione dei DVD nei supermercati, nelle edicole e nei centri commerciali, che allargarono il bacino di acquirenti ben oltre il tradizionale circuito dei negozi di elettronica e delle videoteche specializzate.

Nasce l’Home Cinema

Sul fronte hardware, il DVD generò un vero pantheon di player iconici. Pioneer rimase uno dei brand di riferimento della prima ora con lettori ibridi DVD-LaserDisc e modelli più costosi e sofisticati come i player Elite destinati al segmento home theater di fascia alta, per poi mettere in campo poco dopo (1999) il primo registratore DVD consumer (il DVR‑1000), completando l’arco evolutivo dall’ascolto alla registrazione domestica su disco ottico.

Il Toshiba SD-3000 uscito tra il 1996 e il 1997 aprì la strada al DVD negli USA con la sua robustezza e fedeltà video, mentre il Panasonic DVD-L10 Portable inaugurò nello stesso anno l’era dei player portatili, perfetti per viaggi e mobilità. Sony dominò con la serie DVD Direct come il DVP-S7000 del 1998, mentre Philips con il DVP630 arrivò a metà anni 2000 come una delle tante opzioni economiche ma affidabili, vendute a milioni di copie nelle catene di elettronica. Gli Yamaha DVD-S1500 e Denon DVD-1700, entrambi di fine anni Novanta, conquistarono gli audiofili grazie a DAC di alta qualità e uscite multicanale bilanciate.

L’ormai mitico Toshiba SD-3000

In Italia, player slim come il Samsung DVD-P191 e l’LG DVD220 divennero onnipresenti negli anni 2000 per il rapporto qualità-prezzo, senza contare che l’enorme successo di PlayStation 2 (oltre 160 milioni di unità vendute a livello globale) favorì ulteriormente la diffusione del supporto, visto che quella di Sony fu la prima console in assoluto (ancor prima di Xbox) a integrare un lettore DVD.

C’è poi tutto il discorso relativo all’Home Cinema. Questo termine esisteva già al tempo delle VHS e si era affinato notevolmente con il LaserDisc, ma fu l’enorme successo del DVD a far compiere al concetto di cinema casalingo il definitivo scatto di maturità e diffusione. Milioni di appassionati in tutto il mondo (mi ci metto anch’io a partire dal 1999) hanno infatti cominciato ad acquistare sistemi audio multicanale, amplificatori AV, TV 16:9, proiettori e soundbar (la leggendaria Yamaha YSP-1 uscì proprio nel 2005) solo dopo l’avvento del DVD, mentre prima tutti (o quasi) si accontentavano di un videoregistratore collegato tramite SCART a un piccolo TV CRT in 4:3. 

Per non parlare dei TV (i primi con diagonale da 50 pollici iniziarono a diffondersi tra il 2022 e il 2003) e dell’HDMI, oggi l’interfaccia audio-video per definizione che debuttò tra il 2003 e il 2004 proprio sui lettori DVD.

Bestseller e blockbuster

Se il formato si diffuse grazie alla combinazione di innovazione tecnica e accessibilità, furono i grandi blockbuster hollywoodiani a spingere le vendite verso numeri fuori scala. Le classifiche dei DVD più venduti di sempre, sulla base di stime aggiornate al 2025, mostrano un dominio netto dei grandi franchise e dei fenomeni culturali globali. In testa compare Titanic, con circa 35 milioni di copie vendute in formato DVD, esempio perfetto di film che la generazione del passaggio al digitale ha voluto possedere in massa, spesso in edizioni ricche di extra.

Nella stessa top ten compaiono titoli come The Avengers, Avatar, Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith, Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 2, Il Signore degli Anelli – Il ritorno del re, Frozen, Transformers: Dark of the Moon e Il Cavaliere Oscuro, tutti con volumi di vendita stimati fra i 13 e i 22 milioni di unità ciascuno. Numeri che raccontano come il DVD abbia incarnato (e continui a farlo pur senza HDR, 4K e Dolby Atmos) l’idea stessa di “possesso” del film.

Il supporto fisico come oggetto di collezione, booklet, director’s cut, diversi tipi di custodia-confezione, cofanetti multidisco, commenti audio e versioni estese dei film hanno così trasformato il semplice atto di guardare in un rituale di approfondimento, ri‑visione e studio del film, specie per i fan più accaniti. E che dire delle serie TV? Proprio mentre il DVD faceva i suoi numeri migliori a livello di vendite (metà anni 2000), si assistette a una nuova era di serie televisive (Lost, CSI, 24) che furono trasportate in DVD con un enorme riscontro di pubblico, cosa che in seguito non si avverò con i Blu-ray e gli Ultra HD Blu-ray a parte qualche rarissima occasione.

Presente e futuro

E oggi come stanno le cose? In attesa di scoprire i numeri relativi al 2025, il 2024 si era chiuso negli USA (mercato di riferimento dei supporti fisici) con numeri a dir poco allarmanti. Se infatti nel 2018 il valore delle vendite di DVD era di 1,1 miliardi di dollari, quello dei Blu-ray di 2,2 miliardi e quello degli UHD Blu-ray si fermava a 625 milioni, nel 2024 si è scesi rispettivamente a 340, 327 e 293 milioni di dollari. Il DVD, seppur enormemente ridimensionato rispetto agli anni d’oro, rimane quindi il singolo supporto audiovisivo più venduto in assoluto.

Oggi in Italia, la differenza di prezzo tra DVD e Ultra HD Blu-ray è nell’ordine del 60%

Certo, se si sommano Blu-ray e UHD Blu-ray, il DVD è in netta minoranza come valore, ma come numero di copie vendute la differenza non è altrettanto ampia, considerando che mediamente un DVD costa meno di un Blu-ray e molto meno (circa il 60%) di un Ultra HD Blu-ray. Per di più, almeno in Italia, molti film recenti escono ancora solo ed esclusivamente in DVD.

Abbiamo dato un’occhiata alle uscite di gennaio e titoli come Il padre dell’anno, Amata, Crossing Istanbul, Un crimine perfetto, La riunione di condominio e Tutto quello che resta di te sono previsti solo in DVD. Logicamente, non parliamo di film di cassetta o di blockbuster, ma è giusto per far capire come il DVD sia ancora in discreta salute dopo tre decenni e come, là dove non siano previste edizioni in Blu-ray e UHD Blu-ray, sia l’unico modo per collezionare film (per non parlare delle serie TV) su supporto fisico. 

Insomma, la risoluzione SD di 720×576 pixel sarà pure “oscena” rispetto al 4K e il Dolby Digital 5.1 avrà fatto sicuramente il suo tempo, ma qualcosa ci dice che il DVD non se andrà in pensione tanto presto. Altri dieci anni? Poco probabile se non impossibile, ma intanto è ancora qui.

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