Il nuovo ecosistema digitale Innuos Nazaré divide server, reclocker e switch di rete in tre moduli distinti per prestazioni audiophile senza compromessi… e a caro prezzo
Innuos ha annunciato il sistema Nazaré, un’architettura a tre componenti progettata per sostituire il venerabile Statement Next-Gen al vertice del proprio catalogo. Sebbene ciascuna unità sia concepita per funzionare in totale autonomia all’interno di catene preesistenti, la massima sinergia acustica si manifesta impiegando l’intero stack in un ecosistema chiuso. Questa frammentazione dell’hardware permette di isolare i circuiti di calcolo ad alta frequenza dalle delicate fasi di clocking e trasmissione del segnale audio, con il risultato di un palcoscenico virtuale che secondo l’azienda portoghese promette di ridefinire gli standard di trasparenza e microdinamica nel dominio della musica liquida.
Il fulcro operativo dell’intera catena è il modulo Nazaré Server/Streamer, un’elettronica costruita attorno all’avanzata scheda madre proprietaria PreciseAudio. La potenza di elaborazione è affidata a una CPU a dieci core ad alte prestazioni, un’infrastruttura di calcolo massiccia necessaria per gestire librerie musicali di proporzioni titaniche senza la minima incertezza nell’interfaccia.

La capacità di archiviazione interna su memorie a stato solido si spinge fino a 16 Terabyte, equivalente a circa 50.000 album in formato FLAC a 16-bit/44.1kHz. Una simile capienza risulta sovrabbondante per l’utente medio, risultando invece vitale per i collezionisti che possiedono migliaia di CD rippati in formato lossless e vasti archivi di file ad alta risoluzione. La versatilità della macchina abbraccia tutti i principali protocolli di rete e servizi di streaming, garantendo la decodifica MQA e la piena integrazione opzionale con l’ambiente Roon. Viene mantenuto il supporto per la riproduzione da unità NAS e memorie esterne, integrando parallelamente la funzionalità di ripping diretto dei CD tramite lettori USB esterni.

Il compito di estrarre il segnale digitale e prepararlo per la conversione analogica spetta al NazaréFLOW, un’unità che agisce simultaneamente da stadio di uscita ad altissime prestazioni e reclocker USB. L’obiettivo di questo componente è garantire un tempismo di trasmissione assoluto, isolando fisicamente il DAC dalle interferenze elettromagnetiche generate dall’elettronica del server.
Il segnale viene rigenerato integralmente sia nel dominio temporale, sia in quello dell’alimentazione grazie al Master Reclocker Circuit, che impone un’unica frequenza di riferimento per tutta la comunicazione dei pacchetti dati. Un elemento di assoluta innovazione risiede nell’implementazione di moduli di uscita DAC intercambiabili. Queste schede si interfacciano in modo diretto con i protocolli interni di convertitori di altissima gamma, come le connessioni proprietarie MSB ProISL o CH Precision. Spostare a monte la gestione critica del segnale alleggerisce il carico di elaborazione del DAC stesso, riducendo drasticamente gli artefatti digitali.

La qualità di uno streamer è indissolubilmente legata alla purezza della connessione Ethernet, un aspetto che il NazaréNET affronta con soluzioni di derivazione informatica ma declinate per l’uso audiofilo. Sviluppato partendo dalle solide fondamenta del precedente PhoenixNET, questo switch di rete introduce un layout circuitale completamente rivisto per abbattere il rumore ad alta frequenza prima che possa infiltrarsi nel server.
La dotazione di interfacce comprende una porta in fibra ottica SFP e quattro connessioni RJ45 in rame. Questa configurazione permette un isolamento galvanico totale dai router domestici, introducendo un rigoroso sistema di gestione del traffico. Limitando l’attività dati superflua e i pacchetti di broadcast della rete locale, lo switch consegna all’impianto audio un flusso bit-perfect estremamente stabile e silenzioso.

Le prestazioni di questi componenti poggiano su un’infrastruttura di alimentazione e disaccoppiamento meccanico di livello assoluto. Il sistema di erogazione dell’energia sfrutta un’innovativa rettificazione attiva basata su transistor al nitruro di gallio, implementata tramite moduli GaN-ARC8. Questa tecnologia, unita a una mostruosa capacità di filtraggio pari a 752.000 microfarad, garantisce una riserva di corrente purissima paragonabile a quella di un finale di potenza.
Sul fronte delle risonanze, l’intero ecosistema adotta la tecnologia SmartStack sviluppata in collaborazione con gli specialisti di TONEO. I trasformatori e i condensatori critici sono sospesi e smorzati per annullare le vibrazioni interne, mentre i telai in alluminio fresato dal pieno presentano un design asimmetrico e sono rivestiti con una speciale finitura ceramica, una soluzione studiata per dissipare le onde stazionarie e spegnere ogni risonanza strutturale dello chassis.

L’infrastruttura hardware trova la sua massima espressione attraverso l’applicazione proprietaria Innuos Sense, giunta alla versione 3.3. L’interfaccia utente si distingue per una reattività fulminea e un layout pulito, arricchito da widget personalizzabili per un accesso immediato alle funzioni preferite. Il grande pregio del software risiede nella capacità di fondere i contenuti locali, i file su NAS e i cataloghi sterminati di piattaforme come Qobuz, TIDAL MAX e Deezer all’interno di un’unica libreria fluida.
Veniamo ora alle dolenti note, ovvero i prezzi. Il Nazaré Server/Streamer costa 40.000 euro senza storage interno (le unità SSD proposte da Innuos costano 3500 euro per 8 TB e 7000 euro per 16 TB). Il NazaréFLOW e il NazaréNET costano invece 23.000 euro ciascuno e va sottolineato come in questa catena a tre componenti manchi comunque un DAC, che ovviamente deve essere allineato alla qualità del sistema.
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