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Dirac Spaces: la rivoluzione acustica che trasforma l’auto in una sala da concerto

Sul nuovo SUV elettrico NIO ES9 debutta Dirac Spaces, una piattaforma software che supera i limiti fisici dell’abitacolo delle auto per un’esperienza audio potenzialmente rivoluzionaria

L’abitacolo di un’automobile rappresenta da sempre uno degli ambienti più ostici per qualsiasi ingegnere del suono. Superfici geometricamente asimmetriche, un mix caotico di materiali riflettenti come il vetro e fonoassorbenti come i rivestimenti dei sedili, uniti alla posizione inevitabilmente decentrata degli ascoltatori, creano un vero e proprio incubo acustico.

Tradizionalmente, l’industria ha tentato di domare queste risonanze e cancellazioni di fase attraverso un’equalizzazione bruta o l’aggiunta di rudimentali ritardi temporali. Metodi che hanno sì migliorato la situazione senza però intervenire davvero a fondo ed è anche per questo che Dirac ha appena svelato una soluzione software avanzata concepita proprio per annullare i confini fisici del veicolo.

Dirac Spaces è infatti una piattaforma che promette di ricreare l’esatta firma acustica di ambienti reali all’interno dell’automobile. Il palcoscenico scelto per questo attesissimo debutto è il nuovo SUV elettrico cinese top di gamma NIO ES9, equipaggiato con l’imponente sistema audio proprietario NIO Lyra (47 speaker per una potenza massima di 3020 watt)..


L’inganno psicoacustico del DSP avanzato

L’integrazione tra la piattaforma software di Dirac e l’hardware del costruttore cinese rappresenta un cambio di passo netto nell’alta fedeltà automobilistica. La vera ambizione ingegneristica del progetto risiede nel trattare il sistema di trasduttori, lo spazio fisico e la sorgente sonora come un ecosistema unico con lo scopo di alterare la percezione psicoacustica del passeggero, trasformando un volume chiuso e limitato in un palcoscenico estremamente ampio e arioso.

Anders Storm, CEO di Dirac, ha evidenziato chiaramente come le vetture moderne siano diventate le sale d’ascolto primarie per milioni di utenti, pur rimanendo storicamente vincolate da limiti volumetrici invalicabili. La promessa di questa tecnologia è scavalcare questi ostacoli architettonici per offrire un’esperienza d’ascolto incredibilmente naturale, capace di restituire il reale impatto emotivo di un’esibizione dal vivo.

Tecnologia MIMO

Scendendo nel dettaglio tecnico dell’elaborazione del segnale digitale, l’architettura di Dirac si discosta profondamente dai classici processori DSP automobilistici. Questi ultimi si limitano spesso ad applicare riverberi algoritmici generici per simulare la tridimensionalità, producendo un suono artefatto, privo di coerenza di fase e affaticante durante le sessioni di ascolto prolungate.

dirac spaces
Il sistema audio NIO Lyra a bordo dell’ES9 è qualcosa di ciclopico.

Al contrario, Dirac Spaces utilizza un modello acustico estremamente sofisticato abbinato a un’elaborazione in tempo reale di altissimo livello. A muovere il tutto è la tecnologia brevettata di controllo del campo sonoro MIMO (Multiple-Input Multiple-Output). Il software misura con precisione la risposta all’impulso del veicolo e quella dell’ambiente target desiderato, mappando le proprietà acustiche di entrambi. Questo processo garantisce che le riflessioni sonore si comportino in modo organico e coerente con la specifica disposizione fisica degli altoparlanti installati nell’abitacolo.

Architetture sonore su misura

La flessibilità operativa di questa architettura software offre ai costruttori automobilistici due percorsi di implementazione distinti, strutturati per adattarsi a diverse strategie di posizionamento del brand:

  • Signature Spaces: un’opzione che apre scenari inediti e interessanti per il licensing commerciale. I produttori OEM possono stringere partnership dirette con teatri, studi di registrazione storici o arene iconiche a livello globale, offrendo ai propri clienti la possibilità di ascoltare la musica con il timbro di quegli spazi
  • Designed Spaces: include una selezione di ambienti curati direttamente dagli ingegneri del suono di Dirac. Queste opzioni si basano su rigorose misurazioni acustiche di location reali e includono calibrazioni specifiche denominate Balanced Room, Warm Stage e Grand Hall, ciascuna caratterizzata da una risposta spaziale peculiare

Un aspetto cruciale per i progettisti del settore automotive è l’impatto della nuova tecnologia sull’infrastruttura di bordo preesistente. Dirac Spaces si innesta infatti in modo del tutto trasparente sui sistemi già ottimizzati tramite gli algoritmi di correzione ambientale dell’azienda. Il grande vantaggio operativo risiede nell’assenza di misurazioni aggiuntive rispetto a quelle standard già utilizzate durante la complessa fase di tuning in fabbrica della vettura.

La gestione dei flussi audio si rivela altrettanto versatile, garantendo il pieno supporto sia per i classici contenuti stereofonici, sia per i formati multicanale e a oggetti (il Dolby Atmos in auto è già una realtà) ad alta risoluzione. Secondo Dirac infatti la coerenza della scena sonora e la precisione del soundstage vengono mantenute intatte indipendentemente dalla complessità della traccia sorgente in riproduzione.

Per mostrare in azione la sua nuova piattaforma, Dirac sta partecipando all’Auto China 2026 con una serie di dimostrazioni pratiche a bordo del NIO ES9 e non solo. Una prima postazione su un veicolo di lusso permette di testare ambienti spaziali iper-realistici applicati a scenari audio multi-formato ad alto bitrate.

Dirac Spaces

Una seconda vettura di fascia premium mostra come l’audio spaziale possa scalare mantenendo un’elevata fedeltà passando da configurazioni multicanale a setup stereofonici tradizionali, mentre una terza declinazione della tecnologia, applicata a un veicolo compatto, punta a massimizzare l’esperienza d’ascolto per i soli occupanti dei sedili anteriori, generando un soundstage di alto livello pur impiegando un numero estremamente ridotto di trasduttori.

Resta ora da vedere quanti costruttori decideranno di offrire l’integrazione di Dirac Spaces a bordo delle loro auto, ma le premesse sono davvero invitanti e il fatto che il sistema funzioni anche all’interno di veicoli compatti (e non solo su un SUV da 70.000 dollari) lascia ben sperare per una sua democratizzazione.

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