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MIR 2026: il bilancio a tre settimane dalla kermesse di Rimini

MIR Rimini

A tre settimane dalla chiusura dei cancelli della kermesse di Rimini è il momento di fare il punto, a freddo, su un’edizione che ha alzato l’asticella.

L’area Live You Play di MIR

+15% di presenze internazionali, 10 padiglioni, oltre 40.000 metri quadrati di superficie espositiva, 140 aziende e 250 brand, 35 eventi tra convegni, masterclass e sessioni formative, 114 appuntamenti nell’arco di tre giorni. MIR – Multimedia Integration Expo, alla sua nona edizione, ha scritto quella che l’organizzatore Italian Exhibition Group definisce una nuova pagina nella storia della manifestazione. Non un’iperbole commerciale, ma l’aria che si respirava tra gli stand e che ha lasciato una traccia concreta anche a distanza di qualche giorno. Se non siete riusciti a passare a Rimini, ecco un assaggio di quello che vi siete persi. Segmento per segmento.

 

Live You Play e Sound Power: la tecnologia che si ascolta (e si sente nell’osso)

Il cuore storico di MIR è stato anche nell’edizione 2026 Live You Play, e quest’anno il format ha confermato perché sia diventato un punto di riferimento difficile da replicare. Quattro padiglioni trasformati in palchi da concerto operativi, dove audio, video e lighting non erano esposti su uno schermo o descritti in una brochure, ma accesi, carichi e in funzione. Per i fonici, i tecnici di palco e i service, è un contesto radicalmente diverso da qualsiasi altra fiera: non si giudica un cabinet dalla scheda tecnica, ma da come trasmette il suono in una stanza ben lontana da essere una camera anecoica.

L’area esterna Sound Power ha spinto ulteriormente in questa direzione, portando le dimostrazioni all’aperto con performance sonore da installazione di grandi dimensioni. Sistemi a confronto diretto, senza il condizionamento acustico di un padiglione chiuso: una prova di verità che il mercato vede sempre con favore e che MIR ha saputo istituzionalizzare in un format fisso.


Montarbo al MIR 2026

Tra le novità di questa sezione della fiera Montarbo, storica firma del pro audio italiano oggi parte di RCF Group, ha portato a MIR 2026 i nuovi Nettuno T15 e T12, diffusori point-source attivi che ampliano verso il basso la serie Nettuno dedicata ai live e al touring. I due nuovi modelli portano la filosofia della serie — cabinet compatti, amplificazione integrata, gestione remota — in formati da palco più agili. La presentazione dal vivo in Live You Play ha permesso di ascoltarli in condizioni operative reali, a fianco dei sistemi della gamma superiore.

AV Connect: la system integration trova la sua casa

La novità strutturale dell’edizione 2026 è stata AV Connect, sviluppata in collaborazione con SIEC – Systems Integration

Shure al MIR

Experience Community. Sette eventi tra tavole rotonde e convegni, con approfondimenti verticali su interoperabilità, convergenza tecnologica e applicazioni concrete per system integrator, progettisti e installatori.
D’altronde, il mercato della system integration stava cercando un punto di aggregazione in Italia: uno spazio dove parlare non di prodotti isolati, ma di ecosistemi integrati, di protocolli che devono coesistere, di installazioni che funzionano a lungo e non solo al collaudo. Tra le novità più rilevanti dell’area system integration, Prase ha portato in fiera i nuovi Shure SLXD+, evoluzione del sistema wireless digitale SLXD con miglioramenti su latenza, densità di canali e compatibilità con ambienti RF affollati — un tema sempre più critico per le aziende più sofisticate e per chi svolge attività di broadcasting. Soluzioni che in fiera erano funzionanti e dimostrate in contesti d’uso reali, ancora un punto di forza della kermesse riminese.

MIRILLUMINO: il lighting design esce dall’ombra

Tra i debutti più riusciti della nona edizione figura anche MIRILLUMINO, primo format immersivo interamente dedicato al lighting design, curato da Giovanni Pinna e Marco Zucchinali. Il meccanismo è stato intenzionalmente provocatorio: prodotti completamente spogliati di marca e modello, valutati dal pubblico esclusivamente per le loro performance — qualità della luce, resa cromatica, potenza, comportamento nello spazio.

GLP al MIR 2026

Ne è risultata la sezione più discussa dell’edizione, perché costringeva a rispondere a una domanda scomoda: senza il logo, cosa rimane? Per chi lavora nel lighting design professionale, MIRILLUMINO ha offerto un tipo di confronto che non esiste in nessun altro contesto fieristico italiano. La risposta entusiasta del pubblico ne ha già confermato il futuro nelle prossime edizioni. Sul fronte delle luci, GLP ha portato a MIR il nuovo TWYN, una testa mobile IP65 a doppia faccia che riduce drasticamente il numero di fixture necessarie per produzioni live e trasmissioni complesse. La scelta di condensare due funzioni in un solo strumento leggero risponde alle esigenze logistiche del touring moderno, dove ridurre il peso e il numero di componenti da movimentare fa spesso la differenza.

Sonos al MIR: quando l’ecosistema consumer incontra il pro

Uno degli ingressi più significativi di questa edizione è stato quello di Sonos. Per un brand storicamente posizionato nel segmento consumer premium, la scelta di investire su MIR non era scontata — e racconta qualcosa di preciso sulla direzione che il mercato sta prendendo.

Sonos Era 100 Pro

Andrea Greggio, Professional Channel Manager per Sonos, ha sintetizzato bene la logica di questa presenza: l’ecosistema Sonos funziona perfettamente anche in ambito professionale (ad esempio nel mondo Ho.Re.Ca.) e gli installatori vogliono sempre più spesso proporlo anche a questo tipo di clientela. È quella dinamica di mercato in cui il prodotto consumer di qualità arriva a catturare anche il mondo professionale. I due prodotti al centro del Sonos Pro Lab al MIR sono anche i più significativi del recente rilancio professionale del brand. Il Sonos Era 100 Pro è un diffusore alimentato via PoE (Power over Ethernet) progettato specificamente per installazioni in ambienti Ho.Re.Ca., retail, nautica e residenziale di lusso. Il Sonos Amp Multi è invece un amplificatore multizona per installazioni custom capace di gestire più apparati Sonos da un unico box.

MIR Club: la DJ culture cresce, e non è più solo per addetti

Per il quarto anno consecutivo, MIR Club si è riconfermato come l’unico punto di aggregazione reale per il mondo del DJing e del clubbing professionale in ambito fieristico — e questa edizione ha alzato ulteriormente l’asticella in termini di qualità del programma e di apertura verso un pubblico non esclusivamente di addetti ai lavori.
L’Experience Arena ha ospitato la più grande esposizione di consolle a libero accesso

mai realizzata in Italia: Pioneer DJ, Technics, AlphaTheta, Denon DJ, Arturia, Numark, Allen & Heath, tra gli altri — tutti testabili direttamente, senza prenotazione e senza la mediazione di un venditore. Un tipo di esperienza non scontata in un settore dove la differenza tra una console da 800 e una da 3.000 euro si può capire soltanto “giocandoci” un po’.

Poco più in là la Technics Vinyl Lounge, che ha celebrato la cultura dell’ascolto analogico ispirandosi ai listening bar giapponesi — è qualcosa che va oltre la semplice fiera di prodotto per DJ professionisti. MIR Club 2026 ha dimostrato che la cultura della musica elettronica e del DJing è diventata sufficientemente mainstream da attrarre pubblico non specialistico e non strettamente professionale: curiosi, appassionati, studenti, senza perdere nulla della propria profondità tecnica. Il tech audio per la club culture non è più un mondo chiuso: è un linguaggio che parla sempre più persone, ben al di là dei confini del clubbing notturno.

La creatività degli aspiranti produttori al Demolition Panel

Ma il momento più atteso dagli amanti del clubbing dell’intera tre giorni del MIR Club è stato il Demolition Panel di domenica 12 aprile organizzato con DJ Mag Italia. Il meccanismo è quello di un irriverente speed-date musicale: giovani producer hanno portato i propri brani inediti davanti a una giuria d’eccellenza composta quest’anno da nomi come Saturnino, Alex Gaudino, Andro di Negramaro, Roberto Intrallazzi, Chicca Leaf e altri ancora. Non un concorso da studio, ma una prova ad alta visibilità in tempo reale.

L’intelligenza artificiale entra in fiera (senza chiedere permesso)

Trasversale a tutta la fiera, il tema dell’intelligenza artificiale applicata alla creatività ha trovato spazio sia nei convegni di MIR Club — con il panel “Suno o Suono?” dedicato all’AI generativa nella produzione musicale — sia nelle sessioni più istituzionali, come il convegno “Human After All? Uomo e macchina al centro del futuro della creatività contemporanea”. Il punto non era stabilire se l’AI entrerà nel settore audiovisivo, ma capire dove e come sta già cambiando i flussi di lavoro: nella produzione, nel lighting design, nel broadcast, nelle installazioni e nei montaggi. Una conversazione adulta, senza entusiasmi gratuiti e senza demonizzazioni.

Appuntamento al 2027

MIR 2027 è fissato dal 4 al 6 aprile 2027, sempre alla Fiera di Rimini. Se questa edizione ha alzato l’asticella, le premesse per il successo della prossima ci sono già tutte. Vale la pena segnarselo in calendario adesso.

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