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Proiettori a tiro ultra corto

Comodi da usare, poco ingombro e notevole versatilità, i proiettori a tiro ultra corto potrebbero essere l’alternativa al televisore

I proiettori a tiro ultra corto si stanno facendo notare anche sul nostro mercato, proponendosi come (costosa) alternativa ai televisori oltre il 65” pollici, del resto disporre di una immagine grande senza l’ingombro e il peso di un vero e proprio pannello mantiene il suo fascino. Per contro la presenza di un proiettore non è così scontata all’interno della realtà domestica, dove il problema spesso è legato alla distanza tra l’unità di proiezione e lo schermo.

A tale proposito viene incontro la tecnologia a tiro ultra corto, ovvero l’Ultra Short Throw, che vanta pregi e difetti. Come sempre i fattori determinanti nell’uso di un proiettore sono la distanza di proiezione dall’obbiettivo allo schermo e la larghezza di quest’ultimo, il rapporto di proiezione.

Per uno schermo da 100” pollici (largo 2,2 metri) se il rapporto di proiezione va da 2,5 a 3,5 significa che è possibile posizionare il proiettore a una distanza minima di 5,5 metri fino a circa 7,7 metri perché dispone di uno zoom che consente l’opportuna regolazione. Se il rapporto di proiezione di un tipico videoproiettore può essere 2,5:1 o 1,2:1, per ottenere un’immagine sempre da 100” pollici con un proiettore a tiro ultra corto il rapporto scende a 0,35:1, col dispositivo letteralmente a ridosso della base dello schermo in virtù di una lente grandangolare.

Ci sono proiettori a tiro ultra corto che sfruttano una sorta di percorso ottico e relativo specchio, dove l’obbiettivo non è collocato nella parte anteriore, ma nella parte posteriore del dispositivo. Per la collocazione in prossimità dello schermo il proiettore a tiro ultra corto può venire paragonato a un televisore, quindi cavi corti e (possibile) breve distanza con ricevitore satellite, media box, lettore DVD/Blu-ray, game console o computer.

La fonte luminosa in tale ambito è più pericolosa se osservata molto da vicino, per cui i dispositivi in commercio in genere sono dotati di sistema di sicurezza che blocca l’emissione del fascio. Semplicità e flessibilità molto vicine a quelle di un televisore, ma dopo l’installazione. In quanto a tiro ultra corto il dispositivo richiede maggiore cura e attenzione nel trovare la perfetta collocazione, perché la brevissima distanza può innescare evidenti distorsioni nell’immagine.

Una volta centrato alla perfezione evitare di muoverlo è la cosa migliore. Inoltre si tratta di progetti che non contemplano operazioni manuali di correzione della geometria, il keystone, il lens shift e men che meno lo zoom. Elemento di non poco conto l’opportunità, fortemente consigliata, di acquistare il proiettore a tiro ultracorto in combinata con uno schermo dedicato di tipo ALR (Ambient Light Reflecting).

Più costoso di un comune schermo di proiezione ma con un maggior guadagno, l’ALR ha la capacità di riflettere solo la luce proveniente dal basso, assorbendo per contro quella dall’alto e quindi da parte di una fonte luminosa. Se tale luce esterna è quasi sulla verticale dello schermo a soffitto verrà pressoché interamente assorbita, con un grado di inferiore efficienza allontanandosi dalla posizione perpendicolare o se la luce provenisse di lato o dal basso. In tal caso si andrebbe a incidere negativamente sull’immagine proiettata quanto a luminosità, contrasto e vivacità dei colori.

I neri di un proiettore a tiro ultracorto sono e restano il tallone d’Achille come per qualsiasi altro tipo di proiettore, per cui se si pretendesse la resa di un OLED meglio adottare un vero televisore. Ultimo appunto sulla compatibilità HDR, che al momento oltre l’HDR-10 vede la rara presenza dell’HDR-10+ (Samsung). I prezzi per ora sono ancora piuttosto alti, nell’ordine di alcune migliaia di euro: l’Hisense 4K 100L5F costa 3.999 euro (+ 2.000 euro di schermo ALR, immagine qui sotto), ma il Sony 4K VPL-VZ1000ES (immagine sopra) da 120″ pollici arrivava a 19.000 euro.

tiro ultra corto

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