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Soundbar Dolby Atmos di fascia alta: tre modelli per non sbagliare

soundbar dolby atmos

Da 999 a 2199 euro, ecco tre delle più recenti e costose soundbar Dolby Atmos sul mercato con cui arricchire l’esperienza sonora del vostro TV e sfruttare e tracce audio object-based

Il modo più conveniente e sbrigativo per godersi il Dolby Atmos tra le pareti di casa (ovvero senza perdere ore con cavi, stand e posizionamento dei diffusori) è affidarsi a una soundbar. Ormai anche i modelli più economici e basilari mettono in mostra il logo Dolby Atmos, sebbene in molti casi si tratti più di una certificazione di facciata che non di un’effettiva valenza qualitativa.

Anche perché, nel caso vogliate acquistare una soundbar Dolby Atmos, vi trovate subito di fronte a due strade: soundbar con driver fisici rivolti verso l’alto (up-firing) e soundbar che si limitano a virtualizzare il Dolby Atmos. In questo speciale ci concentriamo sulle prime e, in modo particolare, due tre modelli usciti quest’anno che, più di tutti gli altri, puntano alla fascia alta del mercato e riescono a dare parecchie soddisfazioni, seppur un classico impianto con ricevitore AV e diffusori separati continui a rimanere anche nel 2022 inoltrato il modo migliore per godersi al meglio i benefici della codifica object-based per eccellenza.

Devialet Dione

Soundbar Dolby Atmos

Devialet produce alcuni degli speaker wireless più costosi, iconici e raffinati sul mercato, ma dopo l’esperimento nel 2018 in collaborazione con Sky (Soundbox) ha deciso di fare sul serio anche con le soundbar. Per l’occasione il produttore francese ha puntato direttamente sulla fascia alta del mercato con Dione, soundbar Dolby Atmos da 2199 euro e dal peso di ben 12 Kg che promette un’elevatissima qualità audio anche senza l’ausilio di un subwoofer o di speaker surround wireless da connettere al corpo principale.


Una sfida molto rischiosa quando si parla di soundbar top di gamma (anche se in tal senso la Sennheiser Ambeo continua a rimanere un gioiello), ma Devialet sembra essersi preparata bene, con un modello in configurazione a 5.1.2 canali dotato di ben 17 driver (tra cui quattro rivolti verso l’alto).

Devialet ha inoltre puntato molto sulla tecnologia di amplificazione proprietaria ADH (950W di potenza totale), con gli otto subwoofer in alluminio a lunga escursione che, stando al produttore, eliminano la necessità di un subwoofer separato, grazie anche alla loro configurazione “push-push” su lati contrapposti (4 davanti e 4 dietro) ripresa dal suo lussuoso speaker Phantom. La Devialet Dione, che vanta una risposta in frequenza compresa tra 24 Hz e 21 kHz, è inoltre caratterizzata da altre tecnologie brevettate.

Devialet SPACE è ad esempio una tecnologia proprietaria che “upscala” qualsiasi segnale audio in formato 5.1.2 con lo scopo di creare un effetto di spazializzazione avvolgente. La tecnologia AVL equalizza invece i livelli in tempo reale in modo che gli ascoltatori possano beneficiare dell’impatto degli effetti sonori senza sacrificare la nitidezza dei dialoghi, mentre la tecnologia ADE (Advanced Dimensional Experience) e la calibrazione automatica dell’ambiente di ascolto (resa possibile grazie a quattro microfoni integrati) ottimizzano il suono a seconda delle caratteristiche ambientali della stanza.

Altro elemento proprietario è il cosiddetto ORB, una sorta di sfera posta al centro della soundbar per ospitare il canale centrale che Devialet ha progettato per adattarsi meccanicamente e acusticamente alle due tipologie di installazione previste, ovvero su un ripiano o a parete. La Devialet Dione colpisce però anche per il suo design, con materiali e finiture di prima qualità tra cui il nucleo centrale in alluminio anodizzato e tessuti accuratamente selezionati

La companion app di Devialet consente di gestire la calibrazione automatica, modificare le impostazioni e selezionare tra 4 modalità audio uniche: Film e Spatial (5.1.2 upmixing), Musica (rendering stereo reale) e Voce (evidenziazione delle frequenze medie). Troviamo infine connettività Bluetooth, AirPlay 2, Wi-Fi, Ethernet e Spotify Connect e ingressi ottico e HDMI con eARC.

Harman Kardon Citation MultiBeam 1100

La Harman Kardon Citation MultiBeam 1100 è una soundbar Dolby Atmos da 999 euro erede della Citation MultiBeam 700 del 2020. Al suo interno troviamo ben 11 driver, divisi fra sei woofer racetrack da 55 x 90 millimetri, tre tweeter da 25 millimetri e due full-range da 70 millimetri orientati verso l’alto per esaltare gli effetti in altezza tipici dei contenuti Atmos. In tutto parliamo di una potenza di ben 630W, che la rende la soundbar più potente oggi disponibile nel catalogo del produttore americano.

L’altro aspetto interessante, e che da sempre riteniamo fondamentale per una soundbar di fascia alta come questa, è la possibilità di collegare altri speaker in modalità wireless. In questo caso è possibile farlo sia con gli speaker Citation Surround, sia con il subwoofer Sub o Sub S; grazie a queste aggiunte si può arrivare ad avere un sistema a 5.1.2 canali di tutto rispetto, anche se il prezzo totale può superare facilmente (e non di poco) i 2000 euro.

soundbar dolby atmos

Tra le altre caratteristiche segnaliamo la tecnologia PureVoice per migliorare l’intelligibilità dei dialoghi, la risposta in frequenza compresa tra 52 Hz e 20 kHz (-6 dB) e la ricca connettività affidata a Wi-Fi, Ethernet, AirPlay 2, Google Cast, Alexa Multi-Room Music e Bluetooth 5.0, mentre le connessioni comprendono un ingresso ottico e un ingresso e un’uscita HDMI con supporto per segnali 4K/60 fps, HDR10, HLG, Dolby Vision ed eARC.

Harman Kardon ha integrato anche un sistema di calibrazione automatica per compensare gli effetti dell’ambiente e ottimizzare la resa audio. Gli altri due segni distintivi sono da ricercare nella parte frontale caratterizzata da una griglia in tessuto Kvadrat e nel lato superiore, dove troviamo un piccolo ma elegante display LCD touch a colori che fornisce informazioni sulla sorgente in uso e l’accesso alle impostazioni e alle principali funzionalità.

Porsche Design BDP90

La Porsche Design BDP90 è soundbar di fascia medio-alta (il prezzo di listino è di 999 euro) con i lati frontale e superiore rivestiti con una griglia in tessuto e, sempre sul frontale, con un piccolo display che riporta informazioni sul funzionamento, mentre sul lato destro troviamo i controlli a sfioramento.

Lunga 120 cm e pesante circa 7 Kg, la PDB90 integra ben 16 speaker (rispetto ai soli 4 della precedente e meno costosa PDB70) che danno vita a un sistema Dolby Atmos a 5.1.2 canali, anche se a differenza di modelli Atmos attorno ai 1000 euro non troviamo in bundle né un subwoofer esterno (che può comunque essere aggiunto tramite l’apposita uscita), né la possibilità di collegare via wireless altri speaker che rafforzino il coinvolgimento surround. Quella di Porsche Design è comunque una soundbar ben costruita e con al suo interno una quantità non comune di driver.

Troviamo infatti 6 mid-woofer, 5 tweeter sul frontale e altri 2 posizionati ai lati e angolati per espandere il suono, oltre a un subwoofer per le basse frequenze dal quale però non bisogna aspettarsi miracoli. Gli ultimi due driver posizionati sul lato superiore sono inclinati in avanti di 20 gradi, in modo da riflettere il suono sul soffitto ed espanderlo verticalmente per godersi al meglio le tracce audio in Dolby Atmos e/o in DTS:X.

Parliamo in tutto di una potenza di 316W RMS, con in più una risposta in frequenza compresa fra 60 Hz e 20 kHz. La PDB90 offre inoltre quattro modalità pre-impostate (Movie, Music, Speech e Stadium), con ciascuna di esse caratterizzata da una diversa equalizzazione per enfatizzare i dialoghi (Speech), spazialità o dinamica (Movie).

Oltre al Dolby Atmos e al DTS:X sono supportati anche altri formati come Dolby Digital, Dolby Digital Plus, Dolby True HD, LPCM (2 canali/multi-canale), Dolby MAT e DTS. A livello di connettività spiccano inoltre il Bluetooth 5.0 con A2DP e SBC, una porta USB-A (5 V, 500 mA) per leggere file MP3, WAV e FLAC, un ingresso digitale ottico e un ingresso e un’uscita HDMI con eARC.

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