Il sistema stereo FIIO SP5 punta a unire unire la compattezza di un setup desktop alla precisione richiesta in ambienti di produzione audio
Dopo l’SP3 del 2023 e il più economico SA1 dello scorso anno, FIIO si appresta a portare sul mercato un nuovo modello di speaker attivo, che è anche il suo più costoso e potente. Si chiama SP5 e sarà disponibile da agosto a 749 euro la coppia, quasi il doppio dell’SP3 e cinque volte tanto l’SA1.
Questo nuovo sistema stereo punta a unire unire la compattezza di un setup desktop alla precisione richiesta in ambienti di produzione audio. Il suo cuore pulsante è il doppio sistema di alimentazione visto che ogni diffusore ha il proprio alimentatore da 120W: una configurazione inusuale per prodotti di questa categoria pensata per garantire stabilità, separazione dei canali e assenza di interferenze.

A livello di amplificazione, il sistema a due vie di ciascun speaker è configurato con 60 watt dedicati al woofer da 5,25 pollici (cono in Rohacell) e 20 watt al tweeter da 1 pollice in seta composita, per un totale di 160W RMS (80Wx2). Questa scelta progettuale consente di ottenere un controllo fine sulla dinamica e sulla risposta in frequenza, con bassi veloci e controllati e alti dettagliati ma mai affaticanti.
L’equalizzazione è un altro punto di forza del FIIO SP5. Oltre ai classici controlli fisici su bassi e alti (tre bande per ognuno), troviamo una funzione di estensione dei bassi su due frequenze selezionabili (50 e 60 Hz), mentre per chi desidera una calibrazione più avanzata l’app FiiO Control, disponibile per iOS e Android, permette di accedere a un equalizzatore parametrico a 10 bande (PEQ), ideale per l’uso in ambienti trattati o per adattare il suono al proprio gusto personale.

La connettività, come ci si aspetta da un prodotto FiiO del 2025, è abbastanza completa. Sul fronte wireless troviamo Bluetooth con supporto ai codec LDAC e aptX Adaptive, mentre per i collegamenti ci sono ingressi RCA, AUX, XLR e USB-C; peccato invece per l’assenza di HDMI (a questo prezzo ce lo saremmo aspettati), di un’uscita subwoofer e di un ingresso phono, che stranamente è presente a bordo del ben più economico SA1.
Un dettaglio particolarmente apprezzabile è la memoria del volume per ogni ingresso. Quando infatti si passa da Bluetooth a USB-C, il volume impostato per ciascuna fonte viene mantenuto, evitando così fastidiosi sbalzi. Il controllo del volume è inoltre affidato a un encoder elettronico di alta precisione montato sul pannello frontale e progettato per regolare il livello in modo fluido e silenzioso, senza perdita di risoluzione a basso volume.

Tra le funzionalità “pro”, spicca l’ingresso trigger da 12V, che consente l’accensione sincronizzata con altri dispositivi e rappresenta un vantaggio per chi utilizza lo SP5 in configurazioni da studio o in impianti complessi. Il telecomando a infrarossi e i LED RGB che indicano la sorgente attiva completano un set di controlli intuitivi e moderni.
A chiudere il quadro c’è una cura maniacale anche per i dettagli apparentemente secondari come nel caso del cablaggio dell’alimentazione che utilizza rame privo di ossigeno Furukawa, garanzia di purezza del segnale e stabilità elettrica.
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