Gli amplificatori integrati Hegel H200 e A200 condividono la stessa amplificazione in classe AB da 2×150 watt, ma il primo integra streaming, DAC e phono MM, mentre il secondo resta fedele a un’impostazione completamente analogica
Si chiamano A 200 e H200 e sono i due nuovi amplificatori integrati di Hegel che, nonostante la medesima piattaforma di amplificazione in classe AB e il look identico, hanno una filosofia progettuale diversa. Da una parte troviamo un integrato pensato per gli appassionati dell’analogico puro (A200), mentre dall’altra una soluzione (H200) che punta a concentrare in un solo chassis gran parte dell’elettronica normalmente distribuita su più componenti.
L’H200 integra infatti un modulo digitale che comprende streamer, DAC e ingressi digitali (USB compreso). Se quindi state cercando un integrato di valore ma avete già un DAC (o uno streamer) che vi piace, l’A200 è la scelta ideale, mentre se volete un amplificatore che faccia un po’ di tutto conviene puntare sull’H200, la cui sezione di streaming si appoggia a Spotify Connect, TIDAL Connect, Qobuz Connect, AirPlay, Google Cast, certificazione Roon Ready, compatibilità UPnP e l’accesso alle radio Internet e ai podcast tramite airable, delineando un’offerta estremamente completa per qualsiasi modalità di ascolto digitale.
L’applicazione Hegel Control svolge invece un ruolo diverso rispetto ai software sviluppati da altri produttori. Più che sostituire le app dei servizi di streaming, si concentra infatti sulla gestione dell’amplificatore, consentendo di controllare volume, ingressi, riproduzione dei contenuti presenti sulla rete locale e dei supporti collegati direttamente alla porta USB.
Interessante anche la possibilità di utilizzare una semplice memoria USB come sorgente principale. Collegando una chiavetta oppure un disco rigido alimentato esternamente, l’H200 è in grado di indicizzare una libreria composta da fino a 10.000 brani, rendendola disponibile attraverso l’app proprietaria. Il supporto comprende praticamente tutti i formati più diffusi, dai classici MP3 fino ai file lossless FLAC, ALAC, AIFF, WAV e PCM, offrendo un’alternativa pratica per chi preferisce conservare la propria collezione musicale in locale invece di affidarsi esclusivamente allo streaming. La porta USB-B, invece, permette il collegamento diretto a un computer e accetta flussi audio PCM fino a 24 bit-192 kHz.
L’attenzione verso gli appassionati del vinile emerge dalla presenza di uno stadio phono MM derivato direttamente dal preamplificatore dedicato Hegel V10 da 1500 euro. L’azienda dichiara di aver impiegato transistor FET selezionati e operazionali specificamente scelti per questa sezione, segnale evidente della volontà di non considerare l’ingresso phono come una semplice funzione accessoria. Rimangono inoltre disponibili un ingresso bilanciato XLR e due ingressi RCA e anche sul fronte delle uscite l’H200 lascia spazio a future espansioni grazie alla presenza di connessioni RCA sia a livello fisso sia variabile, utili per pilotare un subwoofer attivo, un finale di potenza supplementare oppure altri componenti dell’impianto.
La sezione finale sfrutta uno stadio di amplificazione in classe AB capace di erogare 150 watt per canale su 8 ohm, con la possibilità di pilotare diffusori che scendono fino a 2 ohm d’impedenza. Tra gli aspetti più interessanti spicca il fattore di smorzamento dichiarato superiore a 4.000, che evidenzia l’elevato controllo esercitato dall’amplificatore sui woofer dei diffusori, soprattutto alle basse frequenze. È una caratteristica storicamente associata ai prodotti Hegel e rappresenta uno degli elementi che contribuiscono alla precisione della risposta dinamica e alla pulizia del registro grave.
A questo si aggiunge la tecnologia proprietaria SoundEngine2, sviluppata per ridurre la distorsione direttamente nel punto in cui viene generata anziché correggerla successivamente attraverso circuiti di controreazione tradizionali. Secondo Hegel questa soluzione consente di preservare maggiore naturalezza e trasparenza nella riproduzione musicale.
Anche la sezione di conversione digitale è stata progettata seguendo un approccio piuttosto rigoroso. Hegel sottolinea come la qualità finale non dipenda esclusivamente dal chip DAC impiegato, aspetto spesso enfatizzato dal marketing di molti produttori, ma dall’insieme dell’architettura elettronica. Alimentazione, distribuzione delle masse, gestione del clock, percorsi del segnale e filtri analogici costituiscono un sistema integrato in cui ogni elemento contribuisce al risultato finale.
Un elemento piuttosto originale è rappresentato dalla funzione DAC Loop. Molti amplificatori integrati con convertitore incorporato obbligano infatti l’utente a utilizzare esclusivamente il DAC interno, rendendo complicato un eventuale upgrade futuro. Hegel affronta il problema mettendo a disposizione un’uscita digitale coassiale che consente di inviare il flusso audio a un convertitore esterno. Una volta effettuata la conversione, il segnale analogico può rientrare nell’H200 attraverso uno degli ingressi linea, lasciando all’amplificatore il compito di gestire streaming, selezione delle sorgenti e controllo del volume. Una soluzione intelligente perché preserva la flessibilità dell’impianto anche negli anni successivi all’acquisto, quando potrebbero comparire DAC ancora più evoluti.
La funzione Digital Input Sense permette all’amplificatore di accendersi automaticamente quando rileva un segnale proveniente da una sorgente digitale e di selezionare l’ingresso corretto. È inoltre possibile programmare il telecomando del TV affinché controlli direttamente il volume dell’H200, evitando di utilizzare due dispositivi separati durante la visione di film e serie televisive. Per gli impianti home theater è prevista anche una modalità bypass con volume fisso, grazie alla quale un sintoamplificatore AV può pilotare esclusivamente i canali frontali affidando all’H200 il compito di amplificarli.
L’unica vera assenza riguarda la porta HDMI eARC, ormai diventata lo standard di riferimento per il collegamento diretto ai televisori di ultima generazione. L’audio deve quindi essere trasferito attraverso l’ingresso ottico oppure mediante altre connessioni digitali disponibili. L’H200 è inoltre compatibile con piattaforme di automazione come Control4 e Crestron, caratteristica che ne facilita l’integrazione in installazioni residenziali evolute. Gli aggiornamenti firmware vengono distribuiti automaticamente, consentendo al produttore di introdurre nuove funzioni e miglioramenti anche dopo la commercializzazione.
Veniamo infine ai prezzi. L’Hegel H200 sarà disponibile entro fine mese a 3995 euro, mentre l’A200, che rispetto al fratello maggiore rinuncia a tutta la sezione digitale, arriverà a ottobre a 3295 euro.
I prodotti Hegel sono distribuiti in Italia da HiFight.
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