Featured home Hi-Fi HI-FI I consigli di AF Digitale Notizie Prove Prove AF Tendenze

Recensione Totem Acoustic Loon ed Exposure 2510: un’accoppiata decisamente riuscita

Nel mondo dell’alta fedeltà esistono incontri che sembrano scritti dal destino, accoppiate capaci di attraversare il tempo e trasformarsi in autentiche storie d’amore sonore, come McIntosh con Klipsch e Tannoy con Accuphase tanto per citare un paio di esempi. Ma la magia non è propria solamente per le accoppiate più impegnative dal punto di vista economico. Esistono legami più discreti, meno onerosi, eppure sorprendentemente riusciti. Tra questi, l’unione tra Totem Acoustic ed Exposure si distingue per naturalezza ed emozione, regalando un ascolto intimo, coinvolgente e musicale ed è proprio quello di cui vi parleremo oggi.

I protagonisti di questa prova saranno le Totem Acoustic Loon e l’Exposure 2510, due prodotti con pochi fronzoli ma in grado di regalare tanta musica di qualità. L’idea di questo setup nasce dalla collaborazione tra noi e Audio Graffiti Mantova, uno dei rivenditori, con cui in questi anni stiamo portando avanti e stiamo cercando di valorizzare il concetto di consulenza specializzata.

Totem Acoustic Loon

Una breve intro su Totem Acoustic e sulla sua storia

Prima di procedere con la descrizione delle Totem Acosutic Loon è bene spendere due parole sul brand e sulla sua storia. Totem Acoustic, azienda fondata a Montreal nel 1987 da Vince Bruzzese, può oggi contare su un team di lavoro ben strutturato che nel corso di diversi decenni ha sviluppato una sua identità ben precisa.


L’Audiolab 9000N ed i cavi Aardvark

L’alta fedeltà, nel corso dei decenni, ha attraversato fasi profondamente diverse: c’è stato il periodo della sperimentazione scientifica, dominato da diffusori dalle misure impeccabili, e quello, per così dire, più emozionale, in cui molto era affidato alle sensazioni e al coinvolgimento all’ascolto. La filosofia Totem Acoustic nasce proprio come un punto d’incontro tra questi due mondi, un connubio raro tra rigore tecnico e passione musicale. E non si tratta della solita frase imbonitrice, ma della realtà dei fatti, facilmente riscontrabile all’ascolto, quando numeri ed emozioni iniziano finalmente a parlare la stessa lingua. Parlando con Vince Bruzzese  in quel di Monaco lo scorso maggio avevamo affrontato temi molto importanti come la coerenza di fase, la risposta ai transienti e l’emozione che il diffuosore deve trasmettere, senza ovviamente dimenticarsi delle misure, una base di partenza imprescindibile. I monitor Totem Acoustic Loon sintetizzano trentasette anni di ricerca in un formato compatto, progettato per scomparire acusticamente nell’ambiente d’ascolto, perdonando all’audiofilo meno attento o meno formato errori di posizionamento e abbinamento.

Totem Acoustic Loon genesi del progetto e curiosità

Le Totem Acustic Loon non lasciano nulla al caso iniziando proprio dal nome. Loon ( in italiano strolaga), è un uccello affascinante e un po’ misterioso, molto legato all’immaginario dei grandi spazi del Nord America. Quello che lo rende davvero unico, neanche a dirlo, è il suo canto: un richiamo lungo, malinconico, quasi ipnotico, che risuona sui laghi al crepuscolo o nella nebbia mattutina. Per molte popolazioni native nordamericane è un suono carico di spiritualità. Questo uccello è inoltre in grado di muoversi con estrema fluidità e versatilità tra i cieli terzi e le acque limpide del Canada. Come avevamo già visto con le Thunderbird a Milano, Totem, con il nome Loon, non solo vuole rendere omaggio alle terre che ospitano l’azienda, ma vuole realizzare un metafora che è una vera e propria dichiarazione di intenti: l’obiettivo del diffusore è quello di restituire un suono fatto di naturalezza e continuità, creando un flusso musicale privo di asperità e caratterizzazioni. Il risultato è un ascolto che punta a coinvolgere profondamente l’ascoltatore, attraverso una connessione emotiva autentica e un equilibrio timbrico e tonale non semplice da ritrovare anche in diffusori di fascia di prezzo superiore.

Il progetto Loon nasce dalla necessità di offrire un punto di ingresso più accessibile al suono Totem senza scendere a compromessi sulla qualità sonora e strutturale che caratterizzano i modelli di fascia alta come ad esempio la serie Element. La sfida tecnica affrontata da Bruzzese è stata quella di miniaturizzare le prestazioni di un diffusore a gamma intera in un cabinet grande poco più della tromba del tweeter delle nostre Calibro 38. Pochi vezzi estetici insomma ma un cuore ben studiato e realizzato.

totem acoustic loon
FABBRICATE IN CANADA

Brevi cenni tecnici

Le Totem Acosutic Loon sono diffusori a due vie con bass reflex posteriore i cui componenti sono studiati in maniera tale da lavorare in piena sinergia tra di loro con un crossover minimalista su cui poi torneremo più avanti.

Per le frequenze alte troviamo un tweeter da 2,5 cm a cupola morbida che giova di un particolare trattamento ad incisione laser. Grazie a questa procedura, Vince Bruzzese ed il suo staff, possono lavorare su alcune caratteristiche decisamente importanti come la massa e la rigidità della cupola consentendogli di estendere la risposta in frequenza fino a 26 Khz, ottenendo una dispersione eccellente anche fuori asse.

totem acoustic loon
il tweeter realizzato con incisione laser

La scelta della cupola morbida, piuttosto che l’utilizzo di materiali come il berillio o la ceramica, risiede nella volontà del team tecnico di ridurre al minimo la fatica di ascolto, mantenendo una timbrica il più possibile aderente alla realtà ed ottenere una riproduzione delle voci e degli strumenti a corda realistica. Molte delle caratteristiche tecniche di questo tweeter, da come abbiamo capito, sono le stesse dei modelli superiori della serie Tribe.

totem acoustic loon
il midwoofer con anello al centro

Per quanto riguarda il midwoofer si tratta di un driver da circa 15 cm che ha un compito decisamente oneroso: occuparsi della gamma media e di quella bassa. Tra le caratteristiche più interessanti troviamo una bobina mobile rivestita in rame, scelto ovviamente per le sue ottime doti di conduttività coniugato con la leggerezza e robustezza dell’alluminio a cui si aggiunge un magnete in alluminio di dimensioni generose. Le nostre foto saranno più eloquenti di mille parole. Spulciando tra i dati di targa, sicuramente ci incuriosisce quello della risposta in frequenza che raggiunge, a detta della Totem Acoustic, i 51 Hz a -3db, un risultato sulla carta a dir poco straordinario. Sempre guardando attentamente il midwoofer si nota un anello posizionato attorno allo spider su cui Totem Acoustic ha condotto uno studio ben preciso e mirato, insomma, particolari che fanno la differenza.

crossover del primo ordine a 6 db di ottava

Un crossover minimalista che non “brucia” il suono

Alla base del pensiero Totem Acoustic ci sono da sempre crossover minimalisti. Parliamo di crossover del primo ordine (6 dB di ottava). Questa scelta risiede nella convinzione (sacrosanta) che i componenti inseriti sul percorso del segnale (condensatori, induttanze, resistenze) generi rotazioni di fase, croce e delizia di ciascun diffusore. Le Totem Acoustic Loon, hanno una frequenza di incrocio fissata a 2,5 kHz. I quasi quarant’anni di lavoro di Totem sulla relazione tra driver, corssover e cabinet ha fatto si che il brand canadese possa realizzare diffusori con una coerenza di fase quasi perfetta, mettendo i due piccoli driver di approssimare nel miglior modo possibile la famigerata sorgente puntiforme.

totem acoustic loon
ESTETICA MINIMALISTA

I cabinet Totem Acoustic: la quadratura del cerchio

Totem Acoustic in decenni di sperimentazioni e prove ha elaborato uno studio molto attento sulla realizzazione dei cabinet meno visibile sulle Loon ma decisamente lampante su modelli come le nuove Thunderbird con una struttura non parallela delle pareti. Dentro le Totem Acoustic Loon non troverete assorbente non per dimenticanza ma per una scelta ben precisa che a detta di Vince Bruzzese possono inficiare le prestazioni sonore. Dal punto di vista strutturale, la costruzione del cabinet impiega giunzioni a incastro diagonale. Questo sistema permette di avere una superficie di incollaggio più ampia, ottendo così una struttura molto più rigida e solida. A cosa serve tutto questo? sicuramente a ridurre risonanze e vibrazioni il che dovrebbe inoltre giovare alla riproduzione della gamma media. Le pareti del cabinet dei monitor Loon sono trattate con il borosilicato. Soluzione di derivazione aerospaziale che permette di gestire l’energia dissipata dal woofer all’interno del cabinet senza l’accumulo di calore e senza le alterazioni timbriche tipiche di altri materiali solitamente utilizzati. Insomma se a livello estetico il cabinet delle Totem Acoustic Loon non vi stupirà con impiallacciature mozzafiato e serigrafie sgargianti, sappiate che dietro c’è un lavoro non indifferente dal punto di vista tecnico.

MANOPLA INGRESSI

 

Exposure 2510 il musicologo

Exposure è uno di quei nomi storici dell’alta fedeltà e per gli appassionati del così detto British Sound. Un po’ dimenticato negli ultimi anni ora sta tornando più vivo che mai grazie ad ASM distribuzione. L’Exposure 2510 è un amplificatore con pochi fronzoli e con una politica che, come nel caso delle Totem Acoustic Loon pensa più al lato tecnico/prestazionale che quello estetico. Quattro ingressi linea ed un ingresso Phono MM, un preout, tape out e passtrough audio/video a cui si aggiunge un comodo telecomando per controllare le funzioni principali.

CONNETTORI PER I DIFFUSORI

 

Come da tradizione, i collegamenti per i diffusori accettano solamente banane che, se da una parte sono sinonimo di sicurezza e praticità, dall’altra sono un aspetto limitante.

INGRESSI VARI

Niente cabinet torniti dal pieno, niente display sfavillanti ma una sezione di alimentazione decisamente generosa, componentistica di buona qualità come i condensatori rossi Wima ed un layout circuitale improntato alla semplicità e soprattutto a percorsi di segnale molto brevi, ma l’aspetto che a nostro avviso fa la differenza è la sezione di alimentazione, generosa e ben implementata. i 75 watt su 8 ohm e l’ottima sezione di alimentazione sono sufficienti per pilotare un discreto numero di diffusori senza pretendere l’impossibile ovviamente.

L’abbiamo definito il musicologo perchè l’Exposure 2510 è in grado di riprodurre con fedeltà assoluta le incisioni più audiophile ma allo stesso tempo non disdegna le incisioni meno pregiate dando ampio spazio di scelta all’ascoltatore.

La prova di ascolto di un sistema pronto all’uso

Prima di procedere è necessario specificare l’Exposure 2510 e soprattutto le Totem Acoustic Loon sono uno di quei setup che suoneranno bene già solamente tirandoli fuori dalle scatole e questa è una delle caratteristiche che da sempre contraddistinguono i diffusori di Vince Bruzzese. Lo diciamo per aver ascoltato in contesti fieristici e quindi sicuramente in condizioni non ottimali le le Totem Tribe Tower Thunderbird, le Element V2 Metal e le Bison Tower. A nostro avviso l’interazione tra ambiente e diffusori è uno degli aspetti cruciali assieme alle rotazioni di fase del diffusore e su questo Totem Acoustic avrebbe da insegnare a molti. Come srogente abbiamo utilizzato principlamente l’ Audiolab 9000N, un altro prodotto decisamente interessante, alternato al WiiM Ultra come trasporto collegato all’ RME ADI 2 FS.

POTENZIOMETRO ALPS BLU

Una cosa da non fare  con i diffusori Totem è giudicarli appena estratti dall’imballo. Le Loon richiedono tra le 50 e le 80 ore di rodaggio per raggiungere la loro piena maturità espressiva. Durante questo periodo, la sospensione del woofer si scioglie ed i componenti si assestano. Per il posizionamento il produttore raccomanda di posizionare i diffusori tra i 15 e i 90 cm dalla parete posteriore. 30 cm di distanza potrebbe essere la giusta via di mezzo per raggiungere un buon compromesso tra l’estensione del basso e la profondità della scena sonora. Per quanto riguarda l’orientamento, i diffusori Totem sono progettati per avere una dispersione orizzontale molto ampia tanto da non richiedere un “toe-in” accentuato, anzi. Dopo varie prove ed aver visto anche la scelta di posizionamento di Audio Graffiti Mantova,  posizionarli paralleli alla parete posteriore espande la larghezza del palcoscenico sonoro senza sacrificare la focalizzazione centrale.

GOLD NOTE PA-10

Partiamo con Imany e la sua rivisitazione di Like A Prayer di Madonna. Erano tantissimi anni che non provavamo una coppia di Totem Acoustic e presi dalla foga le abbiamo posizionate al volo su uno scaffale in maniera orrenda, ebbene il risultato è stato eccellente. Molti diffusori  richiedono calcoli millimetrici per offrire una ricostruzione dell’ immagine corretta, le Loon invece sono pensate per suonare in modo più che discreto anche se collocate in una libreria o su una mensola o a ridosso delle pareti laterali. Solo per questo motivo meriterebbero un posto tra i diffusori consigliati dai rivenditori. La voce di Imany riempie la stanza L’arrangiamento decisamente essenziale composto da archi profondi e pochissimi fronzoli viene perfettamente restituito. La voce della cantante riempie la stanza di ascolto che, per l’occasione non è la nostra solita sala di ascolto bensì un living moderno e rimaniamo sorpresi di come, mentre siamo girati di spalle e presi a fare tutt’altro il diffusore riesca a colpire la nostra attenzione. Ci sediamo nello “sweet spot” e prendiamo appunti sul nostro taccuino scrivendo:

  • Voce corposa, non sottile

  • Tridimensionalità: la voce davanti agli strumenti con ricostruzione olografica

  • Le sibilanti sono estese ma non graffianti

  • Gli archi sono ben posizionati e riprodotti senza sovrastare la voce

Passiamo in rassegna alcuni brani delle varie Unplugged di MTV e con la famosa Old Love di Eric Clapton rimaniamo piacevolmente sorpresi da come gli applausi vengano riprodotti non come un muro bidimensionale davanti a noi ma come un effetto “surround” (passateci il termine) che fa sembrare di essere circondati dal pubblico. Passiamo poi ad altri brani e mettiamo alla prova anche la gamma bassa che in ambienti idonei e con un minimo di accortezze di posizionamento riescono a donare delle perfomance inaspettate per articolazione e con i dovuti limiti fisici dle caso anche per articolazione. A proposito di posizionamento se utilizzerete degni stand, disaccoppiarli dalla base potrebbe essere la soluzione migliore. Il suono è fluido scorre veloce riproponendo la musica con timbriche e tonalità vere, cosa non sempre scontata al giorno d’oggi. Altro aspetto fondamentale delle Loon, coadiuvate dall’ottima alimentazione dell’Exposure, è il fatto di mettere a disposizione dell’ascoltatore, dettaglio, tridimensionalità ma soprattutto di non creare mai confusione tra voci, strumenti ben distribuiti sul palcoscenico virtuale, senza dimenticarsi di un dettaglio davvero incredibile per un diffusore di questa fascia.

totem acoustic loon

Un aspetto a nostro avviso molto importante poi da sottolineare è il dettaglio a basso volume. In tantissimi ci scrivete che per ragioni di quieto vivere familiare o ancora per motivi condominiali siete costretti a moderare le vostre velleità di ascoltatori. A proposito di dettaglio va evidenziato il fatto che probabilmente, uno degli obiettivi delle Totem Acosutic Loon è quello di garantire un messaggio sonoro completo anche a basso volume. Le Loon vi stupiranno soprattutto a basso volume con un basso veloce e controllato e voci chiare, nitide, luminose e potenti. Le Loon hanno riempito la nostra stanza di musica, una musica tridimensionale, con piani sonori ben delineati ed una collazione delle voci e degli strumenti. Un timing eccellente ed una risposta ai transienti immediata hanno fatto il resto. Contro? Più che di contro parlerei di un diffusore che se da un lato colpisce per la sua naturalezza dall’altro ha bisogno di essere assimilato pian piano. Sedetevi, ascoltate e non limitatevi a sentire (c’è una bella differenza) e capirete quanto di buono c’è dietro questo progetto.

totem acoustic loon
CONNESSIONI BIWRE BIAMP

 

Risultati diversi a seconda dell’amplificazione ma sempre con un loro perchè

Le Totem Acoustic Loon sicuramente si abbinano bene con amplificatori come l’ Exposure 2010 ma non disdegnano diverse tipologie di abbinamenti, aspetto da non trascurare soprattutto per i neofiti che molto spesso, anzi troppo spesso, cadono nel tranello del guru di turno pronto a consigliare l’abbinamento miracoloso che nella realtà dei fatti poi, tanto miracoloso non è. Le Loon vanno decisamente bene con amplificazioni a stato solido, noi oltre all’Exposure 2510 le abbiamo provate con i finali Gold Note PA-10 in biamplificazione collegati direttamente all’Audiolab 9000N ma abbiamo fatto anche un tentativo con una nostra creatura che vedeva come protagoniste le EL34. In quest’ultima configurazione, voci maschili e femminili, strumenti acustici e, più in generale, una gamma media sopraffina. Certo rispetto all’Exposure si perdeva un po’ di estensione e controllo in gamma bassa. Il risultato, è stato comunque appagante, con una gamma media che poteva godere di una liquidità impressionante ed un palcoscenico più tridimensionale che mai.

Il concetto di semplicità

Una riflessione a parte meritano le scelte minimaliste del brand canadese. È importante chiarire che semplicità non è affatto sinonimo di risparmio: un crossover essenziale, un cabinet apparentemente sobrio e l’assenza di soluzioni esotiche o scenografiche nei driver potrebbero infatti trarre in inganno.

In realtà, dietro questa apparente semplicità si cela un lavoro di ricerca durato quasi quarant’anni, durante i quali lo staff di Totem Acoustic ha perseguito un obiettivo preciso: ridurre al minimo la complessità per riprodurre nel miglior modo possibile la purezza del messaggio sonoro, evitando artefatti e interpretazioni fuorvianti.

Un approccio che richiama da vicino l’alta cucina, dove i piatti con pochi ingredienti sono spesso i più difficili da realizzare: non c’è nulla da mascherare, ma quando l’equilibrio è perfetto, il risultato è semplicemente il più autentico e appagante.

Conclusioni e considerazioni

Abbiamo fatto veramente fatica a scrivere questa recensione perchè le Totem Acoustic Loon in abbinata all’ Exposure 2510 (e non solo) potrebbero essere considerate come un setup votato all’educazione all’ascolto, per coerenza timbrica, riproduzione del palcoscenico, collocazione degli strumenti e delle voci.

Le Totem Acoustic Loon non sono un semplice diffusore, ma una dichiarazione di intenti della visione di Vince Bruzzese sulla riproduzione sonora (veramente) ad alta fedeltà. La semplicità del crossover, l’uso di materiali come il borosilicato ed una costruzione dei cabinet frutto di anni di sperimentazioni, hanno dato vita ad un diffusore appagante, che non stanca e soprattutto che suona bene “everywhere”. Tra le cose che più ci hanno colpito c’è l’attento studio sulla fase, il crossover davvero minimalista e lo studio sul cabinet. Le Loon non vi stupiranno con impiallacciature lussuose o connettori a 24 carati quindi, non fermatevi alle apparenze e soprattutto non fate l’errore di pensare che un diffusore così piccolo non possa appagarvi, in un ambiente non controllato caratterizzato da riflessioni incontrollate, rinforzi in gamma bassa e via dicendo le Loon potrebbero stupirvi. Ovviamente non è l’unica strada percorribile nel variegato mondo dell’alta fedeltà ma sicuramente è una di quelle valide.

Concludiamo con un consiglio, forse scontato ma che è bene ricordare, se siete curiosi di sapere come suona questa accoppiata, alzate il telefono e prendete un appuntamento e poi, ovviamente fateci sapere cosa ve ne è sembrato.

TOTEM ACOUSTIC LOON
8.3 Recensione
Pro
IMMAGINE SONORA, FACILITA' DI POSIZIONAMENTO, TIMBRICA
Contro
FINITURE ESSENZIALI
Riepilogo
Le Totem Acoustic Loon non vi stupiranno con linee all'ultimo grido o con impiallacciature mozzafiato ma una volta messe in funzione rimarrete sbalorditi dal risultato sonoro. Tridimensionalità, ricostruzione scenica e facilità di posizionamento sono solo alcuni degli aspetti che ci hanno colpito durante questo test.
Funzioni
Costruzione
Audio
Il giudizio di AF
EXPOSURE 2510
7.5 Recensione
Pro
TIMBRICA CALDA E PRECISA, OTTIMO CON VOCI E JAZZ, SUONO EMOZIONANTE E MAI AFFATICANTE
Contro
ESTETICA DATATA
Riepilogo
L'EXPOSURE 2510 è UN AMPLIFICATORE CHE CI RIPORTA INDIETRO NEGLI ANNI E CI RIPROPONE LA OLD SHOOL BRITISH. FINITURE ESSENZIALI MA UNA SEZIONE DI ALIMENTAZIONE BEN DIMENSIONATA E CAPACE DI RESTITUIRE OTTIME CAPACITA' DI PILOTAGGIO
Funzioni
Costruzione
Audio
Il giudizio di AF

 

 

 

 

 

 

© 2026, MBEditore – TPFF srl. Riproduzione riservata.

Vuoi saperne di più? Di' la tua!

SCRIVICI




    MBEditore network

    Loading RSS Feed

    Pin It on Pinterest