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WiiM Bar: dopo streamer, speaker e amplificatori, tocca alle soundbar Dolby Atmos

wiim bar

La WiiM Bar debutta all’High End Vienna 2026 con Dolby Atmos, DTS:X, display touch e prezzo aggressivo: ecco perché potrebbe diventare una delle soundbar più interessanti dell’anno

Con la WiiM Bar annunciata nelle corse ore e disponibile a partire da agosto, il brand cinese prova a uscire dal recinto dei network player e degli amplificatori streaming per entrare in una categoria molto più affollata e competitiva come quella delle soundbar Dolby Atmos nella fascia dei 500 euro. Fin qui, WiiM si è costruita una reputazione solida grazie a un rapporto qualità/prezzo quasi sempre centrato, a una piattaforma software convincente e a un’esperienza d’uso spesso più lineare di quella offerta da concorrenti ben più noti.

Il passaggio alle soundbar, però, cambia radicalmente il terreno di gioco. In questo segmento di mercato infatti non basta integrare bene i servizi musicali o proporre un’app fatta con criterio, ma sotto il TV servono HDMI eARC, intelligibilità dei dialoghi, resa credibile degli effetti verticali e una gestione semplice anche per chi non vuole trasformare il soggiorno in un laboratorio.

La WiiM Bar si presenta con una configurazione 3.0.2, quindi tre canali frontali e due canali height per un totale di otto driver. Più nel dettaglio, troviamo tre mid-woofer e tre tweeter frontali e due unità full-range rivolte verso l’alto, affiancati da quattro radiatori passivi pensati per rafforzare la risposta in gamma bassa in un cabinet compatto. La potenza dichiarata è di 135 watt, un valore che da solo dice poco sulla resa reale ma che suggerisce la volontà di collocare il prodotto in una fascia d’ingresso evoluta, più ambiziosa rispetto alle soundbar “basic” da grande distribuzione.


L’aspetto più interessante, almeno sulla carta, è che la Bar è stata progettata per crescere all’interno dell’ecosistema WiiM fino a una configurazione a 5.1.2 canali, ottenibile aggiungendo gli speaker wireless WiiM Sound (o Sound Lite) e il subwoofer wireless Sub Pro. È una promessa importante, perché rende la Bar appetibile anche per chi vuole partire con una soluzione semplice e rimandare a un secondo momento l’espansione dell’impianto. Allo stesso tempo, è proprio qui che entra in gioco il tema del prezzo reale di sistema, nel senso che i 499 euro di listino iniziale sono aggressivi, ma il conto finale cambia sensibilmente non appena si comincia a costruire un setup più completo.

Sul fronte della compatibilità, WiiM ha scelto di non lesinare. La Bar supporta infatti LPCM, Dolby Atmos via Dolby TrueHD e Dolby Digital Plus, oltre a DTS e DTS:X attraverso HDMI eARC (ci sono anche un ingresso ottico e uno ingresso ottico e uno AUX). Da notare che là dove molte soundbar entry e mid-range tagliano il supporto al DTS o semplificano eccessivamente la dotazione, questa apertura rappresenta un punto a favore concreto della WiiM Bar.

C’è poi un elemento che contribuisce a differenziarla nel panorama delle soundbar contemporanee ed è il display touch circolare da 2,1 pollici integrato nel frontale. WiiM lo definisce un approccio “display-first” e in effetti l’idea di avere controlli, artwork, preset, sorgenti ed EQ in bella vista aggiunge una componente di immediatezza rara in questa categoria. Non è una soluzione che rivoluziona l’esperienza dal divano, perché dimensioni e leggibilità restano inevitabilmente limitate a distanza, ma offre un’identità precisa al dispositivo e rafforza quel legame con il mondo degli streamer da cui WiiM proviene.

L’app WiiM Home gestisce inoltre più di 20 servizi di streaming e la connettività è estremamente completa tra Google Cast Audio, DLNA/UPnP, Qplay 3.0, LMS, Roon, Wi-Fi 6E con tripla banda (2,4/5/6 GHz), Ethernet e Bluetooth 5.4 con LE Audio. In più, una ingresso USB consente l’accesso alle librerie di media personali tramite chiavette o Hard Disk. La soundbar eredita anche funzioni ormai familiari agli utenti del brand cinese come il multiroom, gli interventi avanzati di equalizzazione e la correzione ambientale RoomFit, alle quali si aggiungono una modalità dedicata ai dialoghi e un’altrettanto classica modalità Night Mode.

Il vero nodo, semmai, riguarda la maturità complessiva del prodotto in un settore che non perdona molto. Una soundbar convincente deve saper gestire transizioni rapide tra sorgenti, handshake HDMI stabili, latenze contenute e una coerenza timbrica che non si sfaldi appena si alza il volume o si passa da un film a un contenuto musicale. WiiM ha dimostrato di saper lavorare bene sul software e sull’esperienza d’uso, ma la categoria home theater richiede una disciplina diversa, dove ogni dettaglio dell’integrazione pesa almeno quanto la scheda tecnica.

Resta il fatto che la WiiM Bar è uno dei lanci più interessanti della fascia accessibile in questo 2026. Non tanto perché prometta miracoli, ma perché prova a portare nel mondo delle soundbar una rara combinazione (che finora ha premiato WiiM) tra prezzo competitivo, funzioni avanzate, piattaforma solida e possibilità di crescita all’interno di un ecosistema già ben strutturato. 

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