Gryphon Audio presenta il preamplificatore Helios e il finale Hyperion, che raccolgono l’eredità del Pandora e del Mephisto con soluzioni tecniche evolute e prezzi come al solito proibitivi
L’azienda danese Gryphon Audio ha scelto il palcoscenico dell’imminente High End Vienna 2026 per presentare Helios (47.000 euro) e Hyperion, due elettroniche destinate a raccogliere l’eredità rispettivamente del preamplificatore Pandora e del finale Mephisto, riferimenti assoluti del brand nordico sin dal 2012. L’operazione non si limita a un semplice ricambio generazionale, perché i nuovi modelli sembrano voler ridefinire in modo molto chiaro il posizionamento della gamma Gryphon, trasferendo parte del know-how maturato con le ammiraglie più estreme in prodotti ancora esclusivi, ma meno irraggiungibili rispetto ai vertici assoluti della casa.
Helios nasce come preamplificatore di impostazione dual mono racchiuso in due cabinet separati per minimizzare interferenze e contaminazioni tra i canali. Rispetto al passato, Gryphon ha lavorato in maniera evidente sullo chassis, puntando su alluminio estruso e lavorato CNC per incrementare rigidità strutturale e smorzamento delle vibrazioni. Anche il sistema di appoggio con piedini proprietari va letto in questa direzione, così come l’adozione di trasformatori toroidali sviluppati ad hoc, uno per canale, pensati per contenere la radiazione magnetica e semplificare l’integrazione con l’alimentatore esterno PSU5.

Sul piano circuitale, Helios prevede uno stadio di ingresso single-ended in Classe A, assenza di controreazione globale e percorso del segnale ridotto al minimo. La novità più interessante riguarda l’impiego di una nuova configurazione dual JFET a basso rumore, progettata per mantenere intatta la trasparenza del messaggio sonoro limitando gli elementi attraversati dal segnale. Anche il controllo di volume è stato rivisto con un attenuatore a relè gestito da microprocessore su 85 passi, affiancato da resistori MELF SMD di precisione. È un aggiornamento importante, perché in un pre di alto livello la qualità del volume incide in modo diretto su equilibrio tonale, coerenza dinamica e precisione della scena.
Interessante anche la vocazione più contemporanea del progetto. Helios non viene infatti presentato come un semplice line stage votato alla stereofonia più ortodossa, ma come il centro nevralgico di un sistema audio-video sofisticato. La presenza del bypass Home Theater su connessioni XLR e RCA va proprio in questa direzione, mentre la possibilità di assegnare il guadagno a ogni ingresso e personalizzarne il nome rende l’interfaccia più flessibile nell’uso reale. Inoltre sono presenti due slot per ospitare il modulo digitale DAC3 (7450 euro) e il modulo phono PS3 (5860 euro), che trasformano l’Helios in un preamplificatore estremamente versatile.

Se Helios rappresenta l’evoluzione del concetto di preamplificatore Gryphon, il finale Hyperion, del quale non non conosciamo ancora l’aspetto, è il tassello che più accende l’immaginazione degli appassionati. Disponibile a fine estate con un prezzo di listino di 80.200 dollari in versione stereo e 160.400 dollari per la coppia mono, è il successore del Mephisto e riprende molte soluzioni dell’Apex, distillandole in un formato relativamente più compatto. Gryphon, pur senza rivelare specifiche tecniche dettagliate, parla di un amplificatore capace di pilotare qualunque diffusore moderno senza perdere compostezza, controllo e raffinatezza timbrica e la scheda tecnica sembra supportare questa ambizione.
La topologia resta quella della pura Classe A, marchio di fabbrica della casa danese, accompagnata ancora una volta dall’assenza di controreazione globale. Hyperion impiega 40 transistor per chassis e 80 per coppia mono, oltre a cablaggio interno in argento puro solid core. Sono soluzioni da prodotto statement, non da finale semplicemente costoso. Gryphon ha poi introdotto un nuovo dual JFET a bassissimo rumore insieme a un dual BJT selezionato specificamente per questo modello, intervenendo anche sul circuito stampato per affinare controllo del bias e instradamento del segnale.
Molto significativo anche il lavoro sull’alimentazione. Hyperion utilizza due trasformatori distinti con alloggiamenti separati e disaccoppiati meccanicamente, superando l’impostazione del Mephisto, mentre i circuiti digitali e analogici dispongono di alimentazioni lineari dedicate. La capacità totale di filtro raggiunge i 500.000 microfarad per chassis, con un incremento superiore al 10% rispetto al predecessore. Al di là del dato numerico, Gryphon vuole garantire riserva energetica, tenuta sui picchi dinamici e assenza di compressione percepibile anche in presenza di carichi impegnativi.
Alla fiera viennese che si apre domani, Helios verrà mostrato in una configurazione completa con moduli PS3 e DAC3, mentre Hyperion sarà chiamato ad alimentare i diffusori Gryphon Trident II all’interno di una catena integralmente firmata Gryphon, completata dal giradischi Apollo, dalla testina Black Diamond DLC, dal condizionatore di rete PowerZone 3.20, dai cavi Vanta e dal sistema di arredi StandArt.
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