Pro-Ject amplia la gamma di dispositivi dedicati allo streaming con il Box Stream E e il Wireless Box E, affidandosi alla solidità della piattaforma software WiiMOS
Pro-Ject non è esattamente il primo brand che viene in mente quando si pensa allo streaming audio, anche se nel suo ricco catalogo sono presenti da anni diverse soluzioni per gli appassionati di musica liquida. Gli ultimi due arrivati in tal senso fanno parte della gamma Box Design e si chiamano Stream Box E (179 euro con disponibilità immediata) e Wireless Box E (229 euro con disponibilità da fine maggio).

Il primo è essenzialmente uno streamer audio con connettività Wi-Fi dual-band e Bluetooth 5.0 concepito per interfacciarsi con impianti preesistenti aggiungendo capacità di streaming. Il dispositivo integra inoltre un controllo di volume digitale ad alta precisione che gli permette di operare a tutti gli effetti come un preamplificatore autonomo.

Questa scelta architetturale lo rende il partner ideale da abbinare direttamente a un finale di potenza, oppure a una coppia di monitor attivi per allestire una postazione desktop di qualità. Il controllo dei flussi audio viene delegato all’applicazione proprietaria Pro-Ject Home, un’interfaccia molto reattiva che nasconde sotto il cofano la proverbiale solidità del sistema operativo WiiM OS.

L’adozione dell’infrastruttura sviluppata da WiiM garantisce un’ottima stabilità, un’ampia compatibilità con qualsiasi servizio di streaming, supporto di Qobuz Connect, Tidal Connect e Spotify Connect e capacità multiroom. Pro-Ject ha incluso anche un ingresso analogico in formato RCA che permette di digitalizzare il segnale analogico (ad esempio di un giradischi) e trasmetterlo verso qualsiasi altra zona della casa.

Il Wireless Box E mantiene le stesse funzionalità di streaming (perde però l’ingresso analogico), ma aggiunge un modulo di amplificazione integrata ed è progettato con il preciso scopo di collegarsi fisicamente ai morsetti posteriori dei diffusori acustici. L’idea di base punta a eliminare la necessità di far correre lunghi cavi di potenza attraverso il salotto o sotto i tappeti del soggiorno.

Trattandosi di moduli monofonici indipendenti, l’allestimento di un setup stereofonico richiederà l’impiego di due unità distinte (quindi circa 460 euro), ciascuna rigorosamente alimentata dalla propria presa di corrente a muro. L’erogazione di potenza dichiarata si attesta su 25 Watt su un carico di 8 Ohm, raddoppiando a 50 Watt scendendo a 4 Ohm con una distorsione armonica totale contenuta entro l’1%.

Queste specifiche elettriche indicano chiaramente l’utilizzo di moduli in Classe D altamente efficienti, capaci di pilotare adeguatamente monitor da scaffale o modelli da pavimento dalla media sensibilità. Installare un’elettronica attiva a diretto contatto con il cabinet di un diffusore richiede grande attenzione allo smorzamento delle vibrazioni meccaniche.

Proprio per questo, il telaio pressofuso del Wireless Box E isola i delicati circuiti interni dalle pesanti sollecitazioni acustiche generate dai driver durante i transienti dinamici più violenti. Qualora la vaschetta dei connettori del diffusore presentasse un layout troppo angusto per l’inserimento diretto, Pro-Ject propone come accessorio una prolunga flessibile da 30 centimetri denominata Connect it LS-E Flex (29,99 euro la coppia).

Questi due nuovi prodotti si inseriscono in una strategia commerciale ben delineata in casa Pro-Ject, che ha visto la luce durante l’estate dello scorso anno con il lancio dell’amplificatore integrato Uni Box S3. L’ecosistema basato sul protocollo WiiM si espande da oggi in direzioni complementari, offrendo moduli indipendenti ma capaci di dialogare in perfetta sincronia sulla rete locale.
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